Sole, occhi a rischio senza protezione

29 giugno 2011

Sole, occhi a rischio senza protezione



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Se per la protezione della pelle non mancano campagne di informazione, prodotti cosmetici e un buon deterrente come il timore dell'invecchiamento e della formazione di rughe e non da meno quello di sviluppare melanoma, meno attenzione viene data alla protezione degli occhi, i quali, però, sono anch'essi esposti ai potenziali effetti dannosi dovuti al sole. La causa del danno è la stessa: i raggi ultravioletti, UvA e UvB, come pure gli orari più critici, cioè quello dell'ora di pranzo.

«Nelle ore centrali della giornata» spiega Pietro Ducoli, oculista della Fondazione Irrcs Bietti «i raggi del sole arrivano perpendicolari e quindi risentono di meno del filtro dell'atmosfera, a differenza di altri orari in cui sono più inclinati e quindi più filtrati». Questo significa che la quantità di Uv che arrivano sulla pelle, ma anche agli occhi è maggiore e, infatti, i danni sono più o meno gli stessi. «Gli Uv hanno un effetto negativo che si può manifestare con un danno acuto» chiarisce Ducoli «cioè l'ustione delle palpebre, che rientra ancora nell'ambito dermatologico, o delle cellule epiteliali della superficie della cornea. Si tratta di cheratocongiuntivite attinica, un principio di scottature che provoca bruciore e rossore degli occhi, può essere di diversa gravità e se è particolarmente forte bisogna andare al pronto soccorso». Ma i danni agli occhi possono anche manifestarsi nel tempo, soprattutto nelle persone che amano l'abbronzatura e stanno a lungo esposti al sole: i danni cronici ci sono già alla fine dell'estate. Ma rischiano anche alcune categorie professionali, come, per esempio, i pescatori. «Particolarmente colpito dal danno cronico è il cristallino che per sua natura tende a opacizzarsi e sviluppare la cataratta, ma il sole accelera e aggrava il processo» aggiunge l'oculista. Un'altra parte dell'occhio particolarmente sensibile ai raggi Uv è la retina e in particolare la macula: «Questo tipo di danno porta alla maculopatia, che comporta la degenerazione della parte più nobile della retina che serve per avere una visione centrale distinta» puntualizza Ducoli «tuttavia la retina può subire anche un danno acuto causato dal guardare direttamente il sole. Sono sufficienti 10 secondi per provocarsi una bruciatura della retina con danni irreversibili». Da non confondere con l'accidentale sguardo che si dà al sole o a una fonte di luce, che altera momentaneamente la visione. «Non vanno infine dimenticati» dice l'esperto «i nevi dell'occhio presenti nella congiuntiva e nel coroide, che come quelli della pelle, se fortemente stimolati possono degenerare».

Occhi chiari, già in precedenza operati, per esempio di cataratta, o con patologie pregresse della retina vanno considerati più sensibili e più a rischio, come pure quelli dei bambini sotto i 10 anni, e quindi protetti. In ogni caso, nelle ore centrali della giornata è bene stare al chiuso, poiché l'ombra non garantisce protezione, dal momento che i raggi Uv vengono riflessi dalle superfici come il mare, la sabbia o la neve. A differenza delle pelle che richiede l'applicazione ripetuta di creme protettive, per riparare gli occhi è sufficiente indossare un paio di occhiali da sole che però devono avere dei requisiti, il più importante è la presenza di un filtro per gli Uv. «Gli occhiali a norma sono riconoscibili dal marchio Ce, che significa a norma della Comunità europea, da non confondere con il marchio China Export, trucco usato per importare occhiali non a norma» sottolinea Ducoli. «Ma per non correre rischi» aggiunge «meglio andare da rivenditori specializzati». Inoltre, per legge, devono avere un libretto in cui è indicato il grado di protezione da Uv che va da 1 a 5. «È sufficiente il 3, per andare a, mare o in montagna, ma se si va a sciare sul ghiacciaio serve un filtro di livello 5» specifica l'oculista «mentre ciò che conta meno è il colore della lente, poiché volendo il filtro Uv si può applicare anche a lenti chiarissime e agli occhiali da vista». Vanno in assoluto evitati gli occhiali con lenti colorate senza queste caratteristiche, poiché possono a loro volta creare un ulteriore danno: «L'iride e in particolare la pupilla rappresentano il sistema di protezione naturale del nostro occhio» spiega Ducoli «quando la luce è intensa la pupilla tende a stringersi per farne entrare meno, ma se indossiamo un paio di occhiali scuri, senza filtri Uv, la pupilla percepisce meno luce e si dilata lasciando così entrare più Uv creando un danno che non ci sarebbe se l'occhio fosse nudo».

Simona Zazzetta


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