“Come crescere mio figlio”: arriva il manuale per genitori

09 ottobre 2015

"Come crescere mio figlio": arriva il manuale per genitori



recensione


Crescere il proprio bambino in armonia è il sogno di ogni mamma e di ogni papà. Partendo dal presupposto che essere dei genitori "da manuale" è praticamente impossibile, imparare il mestiere di genitori è invece un percorso attuabile. Basta avere la giusta dose di curiosità, di costanza e la voglia di documentarsi, seguendo i consigli pratici e autorevoli di un esperto. Come quelli di Alberto Ferrando, pediatra di famiglia, che da anni si occupa di divulgazione e corsi a pediatri, genitori e insegnanti, che ha scritto il volume Come crescere mio figlio. I dubbi dei genitori, le risposte del pediatra (Edizioni Lswr, 19,90 euro, 330 pp.).

Il libro, suddiviso in tre sezioni principali, accompagna i genitori giorno per giorno nella missione più difficile e straordinaria che esista: crescere un bambino con la consapevolezza del proprio ruolo. E la prima parte del volume racchiude proprio alcune Informazioni utili per genitori consapevoli: partendo da prima della nascita (con un decalogo per la futura mamma) e un supporto ai genitori anche in quelle situazioni quotidiane per le quali non sempre ci si rivolge al pediatra come la scelta dei pannolini o del lettino.
Nella sezione Il pediatra risponde: i dubbi dei genitori per ogni età si trovano invece indicazioni sulle fasi dello sviluppo, l'alimentazione, le vaccinazioni e consigli su come affrontare i grandi cambiamenti nella vita di un bimbo come l'arrivo di un fratellino o l'asilo.
La terza parte, Bambini, malattie, farmaci: istruzioni per l'uso, tratta le principali malattie dell'infanzia e fornisce importanti consigli sul comportamento da tenere in caso di incidenti.
Dica33 ha rivolto alcune domande ad Alberto Ferrando.

Come è nata l'idea di una guida per rispondere ai dubbi dei genitori?
«È nata dal mio blog dedicato ai genitori dove approfondisco varie tematiche sanitarie di attualità e rispondo alle tante domande che i genitori mi pongono quotidianamente, attraverso i social network (Facebook e non solo). Questi strumenti hanno grandi potenzialità ma comportano rischi enormi in quanto la notizia "gira" senza controlli di veridicità e validità scientifica. Dopo anni di attività è nata l'esigenza di ordinare almeno parte del lavoro fatto per renderlo fruibile a tutti attraverso un libro. Penso si tratti di uno dei pochi tentativi di unire il "nuovo" (blog e social network) alla tradizione (libro, sia cartaceo sia in versione digitale)».

Quali sono le tematiche a cui sono più sensibili i genitori nelle varie fasce di età?
«Nelle nuove generazioni noto una maggior consapevolezza dei rischi derivanti da questa società moderna e minori timori nei confronti delle malattie, che rappresentano, in età pediatrica, una parte minoritaria di disabilità e di mortalità rispetto ai temi di tipo sociale, educazionale e legati al grande problema dell'inquinamento. Si sta formando una nuova famiglia più aperta a temi sociali e meno preoccupata, per fortuna, dei piccoli problemi tipo febbre e tosse o alterazioni dell'intestino. Questa tendenza positiva sfocia però, spesso, in atteggiamenti radicali opposti d'idealizzazione del naturale e del rifiuto di farmaci che, non dimentichiamoci, hanno cambiato la storia della medicina, come gli antibiotici e i vaccini. È sufficiente fare una ricerca su Internet per costatare come le critiche e le battaglie contro i vaccini e l'idealizzazione della natura giunga a volte a livelli veramente estremi. Dobbiamo ricordare a molti genitori che molte malattie, ora quasi debellate, si stanno ripresentando a causa della mancata vaccinazione!».

Perché nel volume prende in considerazione solo i primi sei anni di età del bambino?
«Nella stesura del libro ci siamo resi conto che i temi da trattare erano tali e tanti per cui si rischiava di affrontarli in modo troppo superficiale. Gli argomenti riguardanti la preadolescenza, l'adolescenza e il giovane adulto richiedono spazi dedicati, anche se... le premesse di una "buona" adolescenza si mettono già nell'educazione del bambino, nei primi anni di vita. Così come la salute del bimbo dipende moltissimo, come scritto nella prima parte del libro, dalla salute della coppia e dai corretti stili di vita, soprattutto della mamma anche prima della gravidanza, il periodo fetale e i primi anni di vita rappresentano le basi, le fondamenta, di come sarà il bambino nelle età successive. Una sana crescita del bambino, quindi, dipende dall'informazione, dalla conoscenza e consapevolezza da parte dei genitori dei molteplici fattori che possono incidere positivamente o negativamente sul singolo, sulla coppia e sulla famiglia».

Simona Recanatini


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