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Ultimo aggiornamento: 24/03/2010 14:31

Tbc dimenticata ma non scomparsa

Il 24 marzo 2010 ricorre la Giornata mondiale per la lotta alla tubercolosi, una malattia che, anche in Italia, rappresenta un problema non del tutto risolto. Infatti, anche se nell'ultimo mezzo secolo il numero dei casi è diminuito, da 12.247 a 4.418, esistono fasce d'età e di società ancora a rischio. In particolare, nel periodo 1999-2008, l'incidenza più elevata è stata registrata tra gli anziani e tra i giovani tra i 15 e i 24 anni c'è un costante aumento di nuovi casi. Inoltre, nell'arco di pochi anni, è salita l'incidenza tra gli extracomunitari, che sono passati a essere il 36% dei malati di Tbc. L'Italia è però diventata tra i paesi considerati a bassa prevalenza (meno di 10 casi ogni 100.000 abitanti) a cui l'Organizzazione mondiale della sanità non fornisce assistenza prioritaria nella lotta alla malattia, ma secondo gli addetti ai lavori non è pronta ad affrontare la tubercolosi, dal momento che si verifica un ritardo di tre mesi per la diagnosi corretta. «Il limitato numero di casi» conferma Giorgio Besozzi, dell'Associazione Stop Tb Italia e del Centro di formazione permanente tubercolosi di Milano «ha provocato una perdita di esperienza nella classe medica che si traduce in ritardo diagnostico e scorretto monitoraggio del trattamento». Secondo l'esperto, pur essendo una diagnosi semplice, viene a mancare il sospetto diagnostico che avvia le procedure specifiche, ritardando la diagnosi e così capitano spesso casi di multiresistenze causateproprio da terapie scorrette, passate dall'1,1% del 1998-2001 al 2,7% del 2008. (S.Z.)


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