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Valvole cardiache: si possono ammalare, ma nessuno lo sa

Valvole cardiache: si possono ammalare, ma nessuno lo saLe malattie delle valvole cardiache colpiscono un milione di italiani e sono a elevata mortalità se non curate. Eppure sono sottostimate e sottovalutate, come dimostra una recente indagine illustrata in occasione della presentazione di Cuore Italia - Heart Valve Voice, l'associazione nata con l'intento di dare voce alle persone con malattie delle valvole cardiache e per far conoscere questi disturbi.

Fino all'intervento cui si è sottoposto a giugno Silvio Berlusconi, le valvole cardiache erano del tutto ignote e ignorate dalla quasi totalità delle persone. Secondo l'indagine - condotta dall'istituto di ricerca britannica Opinion Matters su circa 9mila europei di oltre 60 anni di età, svolta in nove Paesi europei, Italia inclusa, - queste malattie sono note solo al cinque per cento degli italiani e solo due su 100 pensano che valga la pena preoccuparsene.

Per citare qualche altro dato: per il 50 per cento degli europei oltre i 60 anni, il cuore umano ha due valvole, l'uno per cento ritiene non ne abbia alcuna e un altro uno per cento che ne abbia più di 10. Le valvole aortica, mitrale, tricuspide e polmonare sono note solo al 44 per cento dei concittadini Ue. Tra i più preparati, i britannici e gli spagnoli che, rispettivamente nel 60 per cento e nel 52 per cento dei casi, sanno che il cuore, per funzionare, ha quattro valvole.

«Il rischio di andare incontro a una malattia delle valvole cardiache cresce con l'età. La stenosi aortica, la forma più comune nei paesi sviluppati, interessa tra il due per cento e il sette per cento degli over 65 e oltre i 75 anni di età le malattie delle valvole cardiache riguardano il 13 per cento della popolazione», ha detto Niccolò Marchionni, Professore Ordinario di Medicina Interna-Geriatria all'Università di Firenze e Direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare Aou Careggi, Firenze, e membro del Comitato scientifico Cuore Italia - Heart Valve Voice.

Dimensioni impressionanti e che lo diventeranno sempre di più. Eppure secondo l'indagine Opinion Matters, solo sette europei su 100 sanno che cosa sia la stenosi aortica.

«Ciò che è peggio» ha commentato Gennaro Santoro, Cardiologo interventista, anche lui membro del Comitato scientifico Cuore Italia, «è il fatto che, oltre a non conoscere queste malattie e i loro sintomi, le persone non sembrano neanche esserne particolarmente interessate o impensierite, - solo il due per cento degli europei pensano siano malattie di cui preoccuparsi - nonostante le forme più gravi possano portare a morte nel giro di 2-3 anni».

La buona notizia è che «le malattie delle valvole cardiache si possono individuare agevolmente, diagnosticare e soprattutto curare», ha spiegato Roberto Messina, Presidente di Cuore Italia - Heart Valve Voice.

I campanelli d'allarme: dolore al petto, vertigini o palpitazioni, carenza di fiato, stanchezza o affaticamento.

«La prima diagnosi è abbastanza semplice: basta auscultare il cuore con un fonendoscopio per ascoltare il caratteristico 'soffio', che di solito è la prima indicazione di un disturbo a una valvola cardiaca. Successivamente, per conferma, si eseguono un elettrocardiogramma e un'ecocardiografia», ha ricordato Santoro.

Se diagnosticate tempestivamente, le malattie delle valvole cardiache possono essere curate e, con le cure adeguate, si può riacquistare una buona qualità di vita. «Una valvola cardiaca danneggiata può essere riparata oppure sostituita con un intervento cardiochirurgico, la cui tecnica è andata via via migliorando negli anni con la messa a punto di procedure minimamente invasive, sino alla più recente Tavi, un intervento per sostituire la valvola aortica senza aprire il cuore, nelle persone considerate a rischio troppo elevato per un intervento di cardiochirurgia», ha spiegato Pierluigi Stefano, Direttore Cardiochirurgia, Aou Careggi di Firenze, membro del Comitato scientifico Cuore Italia.


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