Mezzi di comunicazione: anche i più piccoli possono usarli in modo corretto

14 febbraio 2017

Mezzi di comunicazione: anche i più piccoli possono usarli in modo corretto



Mezzi di comunicazione: anche i più piccoli possono usarli in modo corretto


Non è detto che i bambini debbano per forza rimanere lontani da Tv, App e altri mezzi di comunicazione che oggi sono parte integrante e irrinunciabile della vita degli adulti. L'importante è che i genitori seguano i propri figli e li aiutino a utilizzare i "media" nel modo più adatto alla loro età.

«Molti pediatri hanno allentato un po' le redini per quanto riguarda l'uso dei mezzi di comunicazione da parte dei più piccoli» spiega Sara Lee, dello University hospitals rainbow babies and children's hospital di Cleveland, ricordando che comunque ciò non significa certo lasciare che Tv, App e altri strumenti di comunicazione assumano il ruolo di babysitter. Del resto non si può ignorare il fatto che i media, "nuovi" o "vecchi" che siano, rappresentano il modo più efficace per rimanere in contatto con il mondo che ci circonda e anche per questo può valere la pena capire come utilizzarli nel modo corretto.

L'American academy of pediatrics (Aap) ha aggiornato le Linee guida sull'utilizzo dei mezzi di comunicazione da parte di bambini e adolescenti, con tanti consigli utili per i genitori più attenti.

Ecco allora alcune delle indicazioni dei pediatri della Aap:
  • Prima dei 18 mesi. Niente schermi di computer o Tv per i bimbi con meno di 18 mesi (a meno che non stiano parlando/guardando con membri della famiglia attraverso video-chat).
  • Tra i 18 e i 24 mesi i genitori che vogliono introdurre l'utilizzo dei media digitali, dovrebbero scegliere programmi di qualità, da guardare sempre insieme ai figli per aiutarli a capire quello che stanno vedendo.
  • Tra i 2 e i 5 anni. Non più di 1 ora davanti al video ogni giorno per bambini tra i 2 e i 5 anni. I genitori dovrebbero essere sempre presenti durante la visione, per aiutare i bambini a rileggere quello che stanno guardando per applicarlo al mondo reale.
  • Dopo i 6 anni. Monitoraggio attento del tempo trascorso davanti al video per i bambini dopo i 6 anni, ponendo anche dei limiti. Assicurarsi che il supporto non prende il posto del sonno, l'attività fisica e altri comportamenti essenziali per la salute.
  • Luoghi e tempi media-free. Creazione di momenti e aree della casa "media-free", dove questi strumenti non sono permessi;
  • Attenzione alle norme di sicurezza. Dialogo aperto con i figli su sicurezza e partecipazione ad attività online.
«Ciò che emerge dalle nuove linee guida è soprattutto una grande attenzione al coinvolgimento dei genitori che rappresenta lo strumento più efficace per aiutare i piccoli a capire come e quanto usare i mezzi di comunicazione per evitare rischi» continua Lee che poi conclude: «Naturalmente perché questo lavoro comune abbia successo è necessario che i genitori analizzino profondamente il proprio rapporto con i media e diano il buon esempio».



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Tag: Infanzia

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