Giornata mondiale della consapevolezza sull’Autismo: a rischio un bimbo su 100

31 marzo 2017
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Giornata mondiale della consapevolezza sull'Autismo: a rischio un bimbo su 100



In occasione della "Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo" del 2 aprile, la Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Sinpia) traccia un bilancio sugli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere, sugli elementi positivi e le criticità nelle risposte alle persone con autismo e ai loro familiari.

I disturbi dello spettro autistico sono infatti tra i più comuni e invalidanti disturbi dello sviluppo neuropsichico, colpiscono circa un bambino ogni 100, spesso in associazione con altri disturbi quali la disabilità intellettiva e/o sindromi genetiche o rare, determinando quadri funzionali anche molto diversi tra loro. Si tratta di condizioni che perdurano tutta la vita, e che possono determinare un peso significativo sulle famiglie al cui interno vi è una persona affetta.

Basti pensare che tra i bambini con disturbo del neurosviluppo, solo uno su due riesce ad ottenere un percorso diagnostico nei servizi pubblici di neuropsichiatria infantile, e solo uno su tre riesce ad ottenere una risposta terapeutica. Meno di uno su dieci riesce ad avere risposte da un servizio per l'età adulta.

Dopo la pubblicazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), che per la prima volta hanno incluso in modo specifico i disturbi dello spettro autistico, andrà deciso a livello istituzionale che tipo di risposte si vogliono dare davvero agli utenti e alle famiglie: l'aggiornamento delle Linee guida deve andare di pari passo con l'adeguamento delle condizioni reali, affinché sia garantita l'effettiva erogabilità di interventi appropriati: personale sufficiente, in servizi con organizzazione adeguata e omogenea, che garantiscano la formazione permanente degli operatori sulle più recenti evidenze.
«L'aumento della consapevolezza» commenta Antonella Costantino, Presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, «è certamente un obiettivo importante che è stato raggiunto, gli ultimi anni hanno mostrato un incremento esponenziale di iniziative che si sono dimostrate assai efficaci nella sensibilizzazione della cittadinanza, nell'attivazione di reti di solidarietà e nel supporto all'inclusione. Altrettanto positiva è la sempre maggiore attenzione al coinvolgimento attivo dei genitori e dei contesti di vita e alla personalizzazione degli interventi a partire dalle migliori evidenze disponibili. Ma si può e si deve fare di più».



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