Dacarbazina Medac 100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018
Farmaci - Dacarbazina Medac

Dacarbazina Medac 100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini




INDICE SCHEDA




INFORMAZIONI GENERALI



AZIENDA

Medac Pharma S.r.l. a Socio Unico

MARCHIO

Dacarbazina Medac

CONFEZIONE

100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini

ALTRE CONFEZIONI DI DACARBAZINA MEDAC DISPONIBILI


PRINCIPIO ATTIVO

dacarbazina

FORMA FARMACEUTICA

Polvere

GRUPPO TERAPEUTICO

Antineoplastici alchilanti

CLASSE

C

RICETTA

medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA

36 mesi

PREZZO

199,98 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE




A cosa serve Dacarbazina Medac 100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini

La dacarbazina è indicata per il trattamento di pazienti con melanoma maligno metastatizzato.

Altre indicazioni per la somministrazione di dacarbazina nell'ambito di un regime chemioterapico di combinazione sono:

  • morbo di Hodgkin in stadio avanzato
  • sarcoma dei tessuti molli in stadio avanzato negli adulti (ad eccezione del mesotelioma e del sarcoma di Kaposi).



CONTROINDICAZIONI




Quando non dev'essere usato Dacarbazina Medac 100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1,
  • gravidanza o allattamento ,
  • leucopenia e/o trombocitopenia,
  • gravi malattie epatiche o renali.



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO




Cosa serve sapere prima di prendere Dacarbazina Medac 100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini

Si raccomanda di somministrare la dacarbazina solo sotto la supervisione di un medico specialista in oncologia, in presenza delle apparecchiature necessarie per il monitoraggio costante di tutti gli effetti clinici, biochimici ed ematologici, durante e dopo la terapia.

Qualora si manifestino sintomi di disfunzione epatica o renale o di una reazione di ipersensibilità, occorre interrompere immediatamente la terapia. In caso di malattia veno-occlusiva del fegato è controindicato proseguire la terapia con la dacarbazina.

Nota: il medico responsabile deve prestare attenzione a una grave complicanza della terapia che si verifica raramente ed è dovuta alla necrosi epatica causata dall'occlusione delle vene intraepatiche. Occorre pertanto effettuare frequenti monitoraggi delle dimensioni e della funzione del fegato nonché delle conte ematiche (in particolare degli eosinofili). In singoli casi di sospetta malattia veno-occlusiva è risultata efficace una terapia precoce a base di corticosteroidi a dosi elevate (p.es. idrocortisone 300 mg/die) con o senza agenti fibrinolitici come l'eparina o l'attivatore del plasminogeno tissutale .

Una terapia a lungo termine può causare tossicità cumulativa del midollo osseo. La possibile depressione del midollo osseo richiede un attento monitoraggio dei livelli dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine. La tossicità emopoietica può giustificare una sospensione temporanea o la cessazione della terapia.

Lo stravaso del medicinale durante la somministrazione EV può provocare danno tissutale e dolore di grado severo.

L'uso concomitante con fenitoina deve essere evitato, perchè il ridotto assorbimento di fenitoina da parte del tratto gastrointestinale può predisporre il paziente a convulsioni .

La dacarbazina è un agente immunosoppressore moderato. La somministrazione di vaccini vivi a pazienti immunocompromessi in conseguenza del trattamento con chemioterapici, come la dacarbazina, può causare infezioni gravi e potenzialmente fatali. L'immunizzazione con vaccini vivi deve pertanto essere evitata durante la terapia con dacarbazina. In linea generale, si consiglia di utilizzare vaccini a virus vivi con cautela dopo l'interruzione della chemioterapia e di tenere conto dello stato immunitario del paziente, in funzione anche della malattia e di altre terapie. La vaccinazione con vaccini vivi deve essere praticata non prima di 3 mesi dal completamento della chemioterapia. I vaccini inattivati possono essere usati, se disponibili.

L'uso concomitante di fotemustina può causare tossicità polmonare acuta (sindrome da distress respiratorio dell'adulto), che può avere esito fatale. Fotemustina e dacarbazina non devono essere usate in concomitanza.

Durante la chemioterapia si deve evitare l'uso di medicinali epatotossici e il consumo di alcool.

Misure contraccettive

Si consiglia agli uomini di adottare misure contraccettive durante la terapia e nei 6 mesi successivi alla sua cessazione.

Popolazione pediatrica

Non si raccomanda l'uso della dacarbazina in età pediatrica fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati.

Per le precauzioni sulla manipolazione, vedere paragrafo (qui non riportato) 6.6.


INTERAZIONI




Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Dacarbazina Medac 100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini

Se un trattamento precedente o concomitante ha avuto o ha effetti avversi a carico del midollo osseo (in particolare agenti citostatici, radiazioni), sono possibili interazioni mielotossiche.

Non sono stati condotti studi sulla presenza di un metabolismo dei fenotipi ma è stata identificata l'idrossilazione del composto progenitore in metaboliti con attività antitumorale.

La dacarbazina è metabolizzata dal citocromo P450 (CYP1A1, CYP1A2 e CYP2E1). Occorre tenerlo presente in caso di co-somministrazione con altri medicinali metabolizzati dagli stessi enzimi epatici.

La dacarbazina può potenziare gli effetti del metossipsoralene a causa della fotosensibilità.

L'immunizzazione con vaccini vivi deve essere evitata durante la terapia con dacarbazina a causa del rischio di infezioni gravi e potenzialmente fatali. Si consiglia di utilizzare vaccini a virus vivi con cautela dopo l'interruzione della chemioterapia, e di vaccinare non prima di 3 mesi dopo l'ultima dose di chemioterapia. Si raccomanda l'uso di un vaccino inattivato, se disponibile .

Il rischio di trombosi è maggiore nelle patologie maligne; pertanto, è comune l'uso di terapie anticoagulanti. Se il paziente deve ricevere anticoagulanti orali, la frequenza di monitoraggio dell'INR deve essere aumentata a causa della notevole variabilità interindividuale della coagulazione e di possibili interazioni tra anticoagulanti e citostatici.

L'uso concomitante con fenitoina può causare una riduzione dell'assorbimento di fenitoina da parte del tratto gastrointestinale e predisporre il paziente a convulsioni .

L'uso concomitante di ciclosporina (e in alcuni casi di tacrolimus) deve essere valutato con cautela, perchè questi agenti possono causare eccessiva immunosoppressione e linfoproliferazione.

L'uso concomitante di fotemustina può causare tossicità polmonare acuta (sindrome da distress respiratorio dell'adulto). Fotemustina e dacarbazina non devono essere usate in concomitanza.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE




Come si usa Dacarbazina Medac 100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini

Posologia

L'uso della dacarbazina deve essere limitato a medici specialisti in oncologia o ematologia.

La dacarbazina è sensibile all'esposizione alla luce. Tutte le soluzioni ricostituite devono essere tenute al riparo dalla luce anche durante la somministrazione utilizzando mezzi appropriati (set per infusione resistenti alla luce).

Durante l'iniezione si deve procedere con cautela per evitare lo stravaso nei tessuti che provoca dolore locale e danno tissutale. In caso di stravaso, si deve sospendere immediatamente l'iniezione e si deve introdurre l'eventuale dose restante in un'altra vena.

È possibile usare i seguenti regimi. Per ulteriori informazioni vedere la letteratura scientifica corrente.

Melanoma maligno

La dacarbazina può essere somministrata in monoterapia a dosi di 200 – 250 mg/m2 di area di superficie corporea/die mediante iniezioni endovenose (EV) per 5 giorni a intervalli di 3 settimane.

In alternativa a un'iniezione EV in bolo è possibile somministrare la dacarbazina come infusione a breve termine (nell'arco di 15 – 30 minuti).

È anche possibile somministrare 850 mg/m2 di area di superficie corporea al giorno 1 e quindi a intervalli di 3 settimane mediante un'infusione endovenosa.

Morbo di Hodgkin

La dacarbazina viene somministrata, ogni 15 giorni, per via EV alla dose giornaliera di 375 mg/m2 di area di superficie corporea in combinazione con doxorubicina, bleomicina e vinblastina (regime ABVD).

Sarcoma dei tessuti molli negli adulti

Per i sarcomi dei tessuti molli negli adulti la dacarbazina viene somministrata per via EV a dosi giornaliere di 250 mg/m2 di area di superficie corporea (giorni 1 – 5) in combinazione con doxorubicina a intervalli di 3 settimane (regime ADIC).

Durante il trattamento con dacarbazina si deve effettuare un monitoraggio frequente delle conte ematiche e della funzione epatica e renale. Poiché sono frequenti gravi reazioni intestinali, si consiglia l'adozione di misure antiemetiche e di supporto.

Poiché possono verificarsi gravi disturbi gastrointestinali ed ematologici, si raccomanda una valutazione estremamente accurata dei rischi e dei benefici prima di ogni ciclo di terapia con la dacarbazina.

Durata della terapia

Il medico curante deve decidere su base individuale la durata della terapia tenendo conto del tipo e dello stadio della malattia sottostante, della terapia di combinazione somministrata, della risposta alla dacarbazina e dei relativi effetti avversi. Per il morbo di Hodgkin in stadio avanzato si raccomandano generalmente 6 cicli di terapia di combinazione ABVD. Nel melanoma maligno metastatizzato e nel sarcoma dei tessuti molli in stadio avanzato la durata del trattamento dipende dall'efficacia e dalla tollerabilità nel singolo paziente.

Pazienti con insufficienza renale/epatica

Nei casi di sola insufficienza renale o epatica da lieve a moderata, una riduzione della dose non è generalmente necessaria. Nei pazienti con compromissione sia renale che epatica l'eliminazione della dacarbazina richiede più tempo. Tuttavia, al momento non è possibile fornire raccomandazioni convalidate sulla riduzione della dose.

Pazienti anziani

Poiché l'esperienza nei pazienti anziani è limitata, non è possibile fornire istruzioni particolari per l'uso in questa popolazione.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l'efficacia della dacarbazina nei bambini di età <15 anni non sono state ancora stabilite. Non è possibile fornire raccomandazioni particolari per l'uso della dacarbazina nel gruppo di età pediatrica fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati.

Modo di somministrazione

Velocità di somministrazione

Le dosi fino a 200 mg/m2 possono essere somministrate mediante un'iniezione endovenosa lenta, e quelle superiori (da 200 a 850 mg/m2) devono essere somministrate mediante un'infusione EV nell'arco di 15 – 30 minuti.

Si raccomanda di verificare prima la pervietà venosa irrigando la vena con 5 – 10 ml di soluzione per infusione di cloruro di sodio allo 0,9 % o glucosio al 5 %. Le stesse soluzioni devono essere usate dopo l'infusione per eliminare eventuali residui di medicinale dalla cannula.

Dopo la ricostituzione con acqua per preparazioni iniettabili senza ulteriore diluizione con una soluzione per infusione di cloruro di sodio allo 0,9% o glucosio al 5%, le preparazioni di dacarbazina 100 mg e 200 mg sono iposmolari (circa 100 mOsmol/kg) e devono pertanto essere somministrate mediante un'iniezione endovenosa lenta, p.es. nell'arco di 1 minuto, anziché mediante un bolo endovenoso rapido effettuato in alcuni secondi.

Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale

Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo (qui non riportato) 6.6.


SOVRADOSAGGIO




Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Dacarbazina Medac 100 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione 10 flaconcini

Le principali complicanze previste di un sovradosaggio sono una grave soppressione del midollo osseo e infine un'aplasia del midollo osseo che può insorgere con un ritardo fino a due settimane.

Il tempo alla comparsa dei nadir di leucociti e trombociti può essere di 4 settimane. Anche solo in caso di sospetto sovradosaggio è indispensabile un attento monitoraggio a lungo termine dei parametri ematologici.

Non esiste un antidoto noto al sovradosaggio da dacarbazina. Pertanto occorre fare particolare attenzione a evitare un sovradosaggio da questo medicinale.


CONSERVAZIONE




Non conservare a temperatura superiore a 25°C.

Tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Anche le soluzioni ricostituite devono essere tenute al riparo dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo (qui non riportato) 6.3.






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