Oxaliplatino SUN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml

Ultimo aggiornamento: 04 gennaio 2018
Farmaci - Oxaliplatino SUN

Oxaliplatino SUN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml




INDICE SCHEDA




INFORMAZIONI GENERALI



AZIENDA

SUN Pharmaceuticals Italia S.r.l.

MARCHIO

Oxaliplatino SUN

CONFEZIONE

5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml

ALTRE CONFEZIONI DI OXALIPLATINO SUN DISPONIBILI


PRINCIPIO ATTIVO

oxaliplatino

FORMA FARMACEUTICA

soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO

Antineoplastici

CLASSE

H

RICETTA

medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA

18 mesi

PREZZO

570,12 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE




A cosa serve Oxaliplatino SUN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml

Oxaliplatino in associazione con 5-fluorouracile (5-FU) e acido folinico (AF) è indicato nei seguenti casi:

  • trattamento adiuvante del cancro al colon di stadio III (Duke C) dopo resezione completa del tumore primario;
  • trattamento del cancro metastatico del colon-retto.



CONTROINDICAZIONI




Quando non dev'essere usato Oxaliplatino SUN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml

L'oxaliplatino è controindicato nei pazienti

  • con anamnesi di ipersensibilità al principio attivo ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1
  • che allattano al seno
  • con mielosoppressione precedente all'inizio del primo ciclo di trattamento, come evidenziato dalla conta al basale dei neutrofili <2x109/l e/o delle piastrine <100x109l
  • affetti da neuropatia periferica sensibile con insufficienza funzionale prima del primo ciclo di trattamento
  • con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) .



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO




Cosa serve sapere prima di prendere Oxaliplatino SUN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml

L'oxaliplatino deve essere usato unicamente in reparti specializzati in oncologia e deve essere somministrato sotto la supervisione di un oncologo esperto.


Compromissione renale

A seguito delle limitate informazioni sulla sicurezza nei pazienti con funzione renale moderatamente compromessa, la somministrazione del farmaco deve essere presa in considerazione solo dopo attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio per il paziente.

In questa situazione, la funzionalità renale dovrà essere attentamente monitorata e la dose regolata sulla base della tossicità.

Reazioni di ipersensibilità

Pazienti con anamnesi di reazione allergica ai composti del platino dovranno essere monitorati per la comparsa di sintomi allergici. In caso di reazione anafilattoide all'oxaliplatino, interrompere immediatamente l'infusione ed iniziare un idoneo trattamento sintomatico. È controindicato il reimpiego di oxaliplatino. Sono state riportate reazioni crociate, talvolta fatali, con tutti i composti del platino.

In caso di stravaso di oxaliplatino, interrompere immediatamente l'infusione e iniziare un normale trattamento sintomatico locale.

Sintomi neurologici

Monitorare attentamente la tossicità neurologica dell'oxaliplatino, specialmente se somministrato insieme ad altri medicinali con tossicità neurologica specifica.

Effettuare un esame neurologico prima di ogni somministrazione e quindi periodicamente.

Per i pazienti che sviluppano disestesia laringo-faringea acuta , nel corso o entro le ore successive l'infusione della durata di 2 ore, somministrare la successiva infusione di oxaliplatino in 6 ore.

Neuropatia periferica

In caso di sintomi neurologici (parestesia, disestesia), i seguenti aggiustamenti della dose raccomandata di oxaliplatino dovranno basarsi sulla durata e la gravità di questi sintomi:

  • se i sintomi durano più a lungo di sette giorni e sono fastidiosi, la successiva dose di oxaliplatino dovrà essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (condizioni di metastasi) oppure 75 mg/m2 (condizioni di terapia adiuvante)
  • se la parestesia senza compromissione funzionale persiste fino al successivo ciclo di trattamento, la dose successiva di oxaliplatino deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (condizioni di metastasi) oppure 75 mg/m2 (condizioni di terapia adiuvante)
  • se la parestesia con compromissione funzionale persiste fino al successivo ciclo di trattamento, interrompere la somministrazione di oxaliplatino
  • se questi sintomi migliorano dopo l'interruzione della terapia con oxaliplatino, considerare la ripresa del trattamento.
I pazienti devono essere informati circa la possibilità di comparsa di sintomi persistenti di neuropatia sensoria periferica dopo la fine del trattamento. Parestesie moderate localizzate o parestesie che possono influire sulle attività funzionali possono persistere fino a 3 anni dopo l'interruzione del trattamento in condizioni di terapia adiuvante.

Sindrome da leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS)

Nei pazienti trattati con chemioterapia di associazione con oxaliplatino sono stati riferiti casi di sindrome da leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS, nota anche come PRES, sindrome da encefalopatia posteriore reversibile). La RPLS è una condizione neurologica rara, reversibile e a rapida evoluzione che può comprendere convulsioni, ipertensione, cefalea, confusione, cecità e altri disturbi visivi e neurologici . La diagnosi di RPLS si basa sull'imaging neurologico, preferibilmente con RMI (Risonanza magnetica per immagini).

Nausea, vomito, diarrea, disidratazione e alterazioni ematologiche

La tossicità gastrointestinale, che si manifesta con nausea e vomito, giustifica una terapia anti-emetica profilattica e/o terapeutica .

Disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipopotassiemia, acidosi metabolica e insufficienza renale possono essere provocati da grave diarrea/emesi, soprattutto con l'associazione oxaliplatino/5-fluorouracile.

In caso di tossicità ematologica (neutrofili < 1,5x109/l o piastrine < 50x109/l), rinviare la somministrazione del successivo ciclo di terapia fino a che i valori dei test ematologici abbiano raggiunto nuovamente valori accettabili. Una conta ematica completa, con differenziale dei globuli bianchi, dovrà essere effettuata prima di iniziare la terapia e prima di ogni ciclo successivo.

I pazienti dovranno essere adeguatamente informati sul rischio di diarrea/emesi, mucosite/stomatite e neutropenia dopo somministrazione di oxaliplatino e 5-fluorouracile; in tal modo, essi potranno contattare con urgenza il proprio medico per una cura adeguata.

In caso di mucosite/stomatite con o senza neutropenia, il trattamento successivo dovrà essere rinviato fino a che la mucosite/stomatite siano tornate di grado 1 o inferiore e/o fino a che la conta dei neutrofili sia ≥1.5 x 109/l.

Per l'associazione di oxaliplatino con 5-fluorouracile (con o senza acido folinico), adeguare le dosi come sempre in caso di tossicità associata a 5-fluorouracile.

In caso di diarrea di grado 4, neutropenia di grado 3-4 (neutrofili < 1,0x109/l), trombopenia di grado 3-4 (piastrine < 50x109/l), ridurre la dose di oxaliplatino da 85 a 65 mg/m² (condizioni di metastasi) oppure 75 mg/m² (in terapia adiuvante), oltre a ridurre la dose di 5-fluorouracile.

Reazioni polmonari

In caso di inspiegabili sintomi respiratori, quali tosse secca, dispnea, crepitii o infiltrati polmonari definiti radiologicamente, interrompere l'oxaliplatino finché ulteriori indagini a livello polmonare non escludano una malattia polmonare interstiziale .

In caso di risultati anormali dei test di funzionalità epatica o di ipertensione portale che non derivano chiaramente da metastasi epatiche, valutare la possibilità di casi molto rari di disturbi vascolari epatici indotti dal farmaco.

Gravidanza

Per l'uso del farmaco in gravidanza, vedere paragrafo (qui non riportato) 4.6.

Fertilità

Negli studi preclinici con l'oxaliplatino sono stati osservati effetti genotossici. Di conseguenza, si consiglia ai pazienti maschi trattati con oxaliplatino di non generare un figlio nel corso del trattamento e fino a 6 mesi dopo la fine dello stesso e di cercare consigli sulla conservazione dello sperma prima del trattamento, poichè l'oxaliplatino può avere un effetto negativo irreversibile sulla fertilità.

Pazienti donne non devono iniziare una gravidanza nel corso del trattamento con oxaliplatino e devono usare un efficace metodo contraccettivo .

Effetti immunosoppressori / Aumento della suscettibilità alle infezioni:

La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati nei pazienti immunocompromessi con agenti chemioterapici tra cui oxaliplatino, può provocare infezioni gravi o fatali. La vaccinazione con un vaccino vivo deve essere evitato nei pazienti trattati con oxaliplatino. Vaccini uccisi o inattivati possono essere somministrati, ma la risposta a tali vaccini può essere ridotta.


INTERAZIONI




Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Oxaliplatino SUN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml

Nei pazienti trattati con una singola dose da 85 mg/m² di oxaliplatino, immediatamente prima della somministrazione di 5-fluorouracile, non è stata osservata alcuna alterazione nel livello di esposizione a 5-fluorouracile. Con i seguenti agenti, non è stato osservato in vitro alcuno spostamento del legame dell'oxaliplatino con le proteine plasmatiche: eritromicina, salicilati, granisetron, paclitaxel e sodio valproato.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE




Come si usa Oxaliplatino SUN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml

Le soluzioni iniettabili di agenti citotossici devono essere preparate da specialisti esperti a conoscenza del medicinale impiegato, in condizioni che garantiscano l'integrità del medicinale, la tutela dell'ambiente ed in particolare la tutela del personale che manipola i medicinali, in conformità alle politiche ospedaliere. A tale scopo è necessaria un'area riservata per la preparazione delle soluzioni. È vietato fumare, mangiare o bere in quest'area.

Posologia

SOLO PER PAZIENTI ADULTI

La dose di oxaliplatino raccomandata nella terapia adiuvante è pari a 85 mg/m² somministrati per via endovenosa ogni due settimane per 12 cicli di trattamento (6 mesi).

La dose di oxaliplatino raccomandata nel trattamento del cancro metastatico del colon-retto è pari a 85 mg/m² somministrati per via endovenosa ogni 2 settimane fino alla progressione della malattia o al presentarsi di una tossicità non accettabile.

Il dosaggio dovrà essere aggiustato secondo la tollerabilità .

L'oxaliplatino deve essere sempre somministrato prima delle fluoropirimidine, ossia 5-fluorouracile.

L'oxaliplatino viene somministrato mediante infusione endovenosa di 2-6 ore in 250-500 ml di soluzione di glucosio al 5% per ottenere una concentrazione compresa tra 0.2 mg/ml e 0.70 mg/ml; 0.70 mg/ml è la concentrazione più elevata raggiunta nella pratica clinica per una dose di oxaliplatino di 85 mg/m².

L'oxaliplatino è stato usato principalmente in associazione a regimi di trattamento a base dell'infusione continua di 5-fluorouracile. Nel trattamento bisettimanale, sono stati adottati regimi a base di 5-fluorouracile in bolo e infusione continua.

Gruppi speciali di pazienti

Compromissione renale

L'oxaliplatino non deve essere somministrato ai pazienti con grave compromissione renale .

Nei pazienti con compromissione da lieve a moderata, della funzionalità renale, la dose raccomandata di oxaliplatino è di 85 mg/m² .

Compromissione epatica

In uno studio di fase I che comprendeva pazienti affetti da vari livelli di compromissione epatica, la frequenza e la gravità dei disturbi epato-biliari è sembrata essere correlata a malattia progressiva e ad esami alterati della funzionalità epatica basale. Nel corso dello studio clinico non è stato effettuato nessun aggiustamento della dose nei pazienti con test anormali della funzionalità epatica.

Pazienti anziani

Non è stato osservato nessun aumento di tossicità grave nella somministrazione di oxaliplatino da solo o in associazione con 5-fluorouracile in pazienti di età superiore a 65 anni. Di conseguenza, non è richiesto nessun aggiustamento specifico della dose per i pazienti anziani.

Pazienti in età pediatrica:

Non esiste nessuna indicazione relativa all'uso di oxaliplatino nei bambini. L'efficacia di oxaliplatino da solo nella popolazione pediatrica con tumori solidi non è stata definita .

Modo di somministrazione

L'oxaliplatino viene somministrato per infusione endovenosa.

La somministrazione di oxaliplatino non richiede iperidratazione del paziente.

L'oxaliplatino diluito in 250-500 ml di soluzione di glucosio al 5% per ottenere una concentrazione non inferiore a 0,2 mg/ml deve essere infuso mediante un catetere venoso centrale o attraverso una vena periferica nel corso di 2-6 ore.

L'infusione di oxaliplatino deve sempre precedere la somministrazione di 5-fluorouracile.

Istruzioni per l'uso

L'oxaliplatino deve essere diluito prima dell'uso. Per diluire il concentrato per soluzione per infusione usare come diluente solo glucosio al 5%. Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione vedere paragrafo (qui non riportato) 6.6.

In caso di stravaso, interrompere immediatamente la somministrazione.


SOVRADOSAGGIO




Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Oxaliplatino SUN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione 1 flaconcino 200 mg/40 ml

Per l'oxaliplatino non è noto alcun antidoto. In caso di sovradosaggio, è possibile prevedere un peggioramento degli eventi avversi. Si deve iniziare il monitoraggio dei parametri ematologici e si deve somministrare un trattamento sintomatico.


CONSERVAZIONE




Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione vedere paragrafo (qui non riportato) 6.3.


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