Alzheimer

29 agosto 2017

Morbo di Alzheimer



Indice scheda

  • Definizione
  • Cause
  • Sintomi
  • Diagnosi
  • Cure
  • Cure alternative
  • Alimentazione

Definizione


Il morbo di Alzheimer è la forma di demenza senile più diffusa, caratterizzata dalla perdita graduale e inarrestabile delle funzioni cerebrali. Alla base della malattia vi è una lenta e progressiva degenerazione dei neuroni in tutte le aree della corteccia cerebrale.

Cause


La malattia è caratterizzata da precipitazioni di proteine all'interno del neurone (i grovigli neurofibrillari) e all'esterno delle cellule nervose (con la formazione di placche di una particolare proteina, chiamata betamiloide). La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello (un neurotrasmettitore fondamentale per la memoria e ogni altra facoltà intellettiva). La morte neuronale che ne consegue causa una diminuzione del peso e del volume del cervello. Le cause di questa degenerazione non sono note: i fattori genetici rivestono un ruolo importante, come dimostra la tendenza alla familiarità della malattia, ma fattori ambientali, sostanze tossiche, traumi cranici e il livello di istruzione possono giocare un ruolo.

Sintomi


La degenerazione dei neuroni comporta il declino delle capacità cognitive. Si comincia con la perdita della memoria a breve termine, seguita da difficoltà ad orientarsi e riconoscere il luogo in cui ci si trova, incapacità di ricordare eventi passati e compiere ragionamenti astratti, fino a che il paziente non è più in grado di camminare, mangiare o parlare. L'andamento della malattia è piuttosto lento e in media l'evoluzione dalla fase iniziale a quella finale (cioè la totale incapacità del paziente di badare a se stesso) dura da quattro a otto anni. Si assiste anche a una modificazione della personalità: per esempio, persone miti divengono irascibili o hanno scoppi di violenza.

Diagnosi


Non esiste un test specifico per scoprire la presenza del morbo di Alzheimer. La ricerca dei segni distintivi, cioè la deposizione di betamiloide e la formazione dei grovigli neurofibrillari, può essere effettuata soltanto con l'esame autoptico. Oggi, dunque, la diagnosi si basa principalmente sull'esame neuropsicologico, cioè sulla valutazione delle capacità mentali del malato attraverso questionari e altre prove. È attiva la ricerca su particolari proteine presenti nel liquor e sulle tecniche di PET che sembrano in grado di permettere una diagnosi precoce di Alzheimer.

Cure


Farmaci come donepezil, galantamina e rivastigmina, in grado aumentare i livelli di acetilcolina, possono migliorare temporaneamente la funzione cognitiva, ma non rallentano la progressione della malattia. Sono indicati negli stadi leggeri e medi. Approcci alternativi come l'uso di FANS (per combattere la componente infiammatoria della malattia), estrogeni e vitamina E sono ancora oggetto di studio. In sperimentazione anche forme di terapia genica e di immunoterapia (stimolazione del sistema immunitario per ottenere una risposta contro la proteina amiloide).

Cure alternative


Sono stati riportati dati a favore di un effetto positivo del Ginkgo biloba sulle attività mentali e sociali dei soggetti con Alzheimer di grado lieve e moderato.

Alimentazione


Alcuni studi hanno dimostrato che il rischio di Alzheimer è più elevato nelle persone che consumano diete ricche di colesterolo, grassi saturi e calorie totali e povere di fibra, verdura e frutta. Questo tipo di diete sembra giocare un ruolo nella formazione delle placche di betamiloide e nel provocare il danno ossidativo dei neuroni.


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