Morbo di Parkinson

29 agosto 2017

Morbo di Parkinson



Indice scheda

  • Definizione
  • Cause
  • Sintomi
  • Diagnosi
  • Cure
  • Cure alternative
  • Alimentazione

Definizione


Patologia degenerativa del sistema nervoso che comporta la comparsa progressiva di tremori, rallentamento dei movimenti volontari e rigidità. La malattia è causata dalla degenerazione dei neuroni della sostanza nigra (nei gangli della base), che riducono la produzione di dopamina e perdono la loro funzione di controllo sui movimenti muscolari.

Cause


La causa del morbo di Parkinson non è nota. Sono state formulate ipotesi a favore del ruolo eziologico di sostanze tossiche o di fattori genetici che predisporrebbero alla malattia. Alcune condizioni (encefalite, tumore, ictus, trauma cranico o assunzione di farmaci) possono indurre un parkinsonismo secondario.

Sintomi


Nella fase iniziale il sintomo caratteristico è il tremore della mano, che si manifesta a riposo e si riduce nei movimenti volontari. Il tremore, associato a rigidità e difficoltà ad iniziare i movimenti, si estende progressivamente fino ad interessare tutto il corpo. La persona colpita da morbo di Parkinson assume un'andatura caratteristica, con il tronco inclinato in avanti e anche, ginocchia e caviglie leggermente piegate. Il rallentamento dei movimenti può infine bloccare completamente la deambulazione e rendere il paziente quasi immobile. In molti casi, inoltre, vi è una compromissione delle capacità cognitive fino alla demenza.

Diagnosi


La diagnosi si basa essenzialmente sui sintomi e sulla risposta positiva ai farmaci specifici. Esami strumentali utili possono essere la tomografia assiale computerizzata, l'RMN e la tomografia a emissione di positroni (PET), che tuttavia sono in grado di evidenziare nessuna alterazione specifica della malattia.

Cure


Non esistono farmaci in grado di bloccare l'evoluzione della malattia, ma è possibile migliorare la sintomatologie e la motilità. Il trattamento di scelta è rappresentato dalla levodopa (un precursore convertito in dopamina nell¡'organismo), in associazione con carbidopa o benserazide. La terapia con levodopa tende tuttavia a perdere di efficacia con il passare del tempo. Altre classi di farmaci possono quindi essere utilizzati, da soli o in associazione (anticolinergici, agonisti della dopamina, inibitori della monoaminossidasi, amantadina, propanolo). Sono in sperimentazione approcci di terapia genica e con cellule staminali. Nelle forme più avanzate si può ricorrere all'intervento chirurgico di ablazione di piccole porzioni di gangli della base.

Cure alternative


Non sono disponibili trattamenti alternativi utili per il morbo di Parkinson.

Alimentazione


I pazienti parkinsoniani devono adottare una dieta che non superi i 200 grammi al giorno di proteine, che devono essere consumate preferibilmente a pranzo. Inoltre, durante la terapia a base di levodopa bisogna assumere con moderazione alimenti contenenti vitamina B6 (presente in banane, carne di manzo, pesce, fegato, avena, patate e cereali integrali), in quanto interferisce con l'azione del principio attivo.


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