Dislipidemie

29 agosto 2017

Dislipidemie



Indice scheda

  • Definizione
  • Cause
  • Sintomi
  • Diagnosi
  • Cure
  • Cure alternative
  • Alimentazione

Definizione


Per dislipidemia si intende un'alterazione del profilo dei grassi (lipidi) nel sangue (colesterolo e/o trigliceridi). Il termine, di per sé, è quindi generico e richiede un'ulteriore indicazione del/dei parametro/i alterato/i. Allo stato attuale il motivo di preoccupazione non è rappresentato tanto dal valore di laboratorio in sé quanto dai rischi nel lungo termine di complicanze, in particolare cardiovascolari

Cause


Le dislipidemie possono essere congenite o acquisite. Nel primo caso esse hanno una base ereditaria: si trasmettono di padre in figlio all'interno di un nucleo familiare e per tale ragione si possono riconoscere già in età pediatrica. Le forme acquisite sono legate per lo più a una dieta scorretta (iperlipidica/ipercalorica) oppure possono essere conseguenti alla presenza di altre malattie (per esempio obesità, diabete, patologie della tiroide) o all'assunzione di alcuni farmaci (per esempio immunosoppressori, stabilizzanti dell'umore, antiretrovirali).

Sintomi


Il vero problema delle dislipidemie che maggiormente preoccupa è l'assenza di sintomi. Almeno finché non subentrano complicanze legate ad aterosclerosi, eventi acuti, quali infarto o ictus, o alle eventuali malattie a cui sono conseguenti. Un aumento dei valori di colesterolo e/o trigliceridi viene annoverato a tutti gli effetti tra i fattori di rischio cardiovascolare e si associa a una maggiore incidenza di un ampio ventaglio di condizioni, dalla disfunzione erettile (impotenza) alla demenza vascolare, da disturbi visivi ad alterazioni renali. La compresenza di altri fattori, tra cui ipertensione arteriosa, diabete e abitudine al fumo determina un'amplificazione del rischio cardiovascolare globale di un individuo.

Diagnosi


La diagnosi si avvale di un esame del sangue. La concentrazione del colesterolo (colesterolemia) è il primo e il più importante valore da controllare almeno una volta l'anno: il valore desiderabile è inferiore a 200 mg/dl, il livello di guardia è tra 200-239 mg/dl e quello di rischio oltre i 240 mg/dl alto. Importanti sono anche i livelli del colesterolo "buono" - detto così in quanto meno dannoso per le arterie - o HDL (meno di 35 mg/dl: rischio alto; oltre 60 mg/dl: livello desiderabile) e quelli del colesterolo "cattivo" o LDL (meno di 130 mg/dL: valore desiderabile; tra 130 e 159 mg/dl: livello soglia; oltre 160 mg/dl: rischio alto). Per i trigliceridi i valori normali sono compresi tra 70 e 170 mg/dl.

Cure


Il primo approccio alle dislipidemie prevede l'adozione di uno stile di vita corretto, mirato a contrastare la sedentarietà e a impostare un regime dietetico improntato alla varietà e all'equilibrio tra i vari macronutrienti (proteine, zuccheri e grassi), con particolare attenzione alla moderazione dell'assunzione di lipidi e colesterolo. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi terapeutici con la sola alimentazione si rende necessario il ricorso a farmaci, quali statine, che bloccano la produzione del colesterolo da parte del fegato, farmaci sequestranti gli acidi biliari (resine che stimolano la riduzione del colesterolo favorendo l'eliminazione degli acidi biliari), ezetimibe, che contrasta l'assorbimento di colesterolo dall'intestino, fibrati e derivati dell'acido nicotinico. Questi ultimi due agiscono anche sui valori di trigliceridi.

Cure alternative


Più che alternative si potrebbero definire complementari, in quanto strategie di supporto alle terapie farmacologiche. Si avvalgono di integratori o componenti dietetici quali: acidi grassi omega-3, dotati di attività antiaterosclerotica, protettiva sul cuore e favorente la formazione di colesterolo HDL; steroli/stanoli vegetali, che competono con il colesterolo per l'assorbimento intestinale; altri componenti, quale il policosanolo, complesso di alcoli estratti dalla canna da zucchero, che riduce la produzione di colesterolo e svolge un'azione favorevole anche sui trigliceridi.

Alimentazione


Gli alimenti concessi sono: carni bianche (pollo, tacchino, petto di faraona, agnello, coniglio), tutti i tipi di pesce magri (per esempio merluzzo, sogliola, orata), latte scremato, yogurt, ricotta, pane integrale, grissini, fette biscottate, verdure, legumi e frutta, olio di oliva, soia, girasole e mais. Da assumere con moderazione: carne di bovino adulto, wurstel, coscia di faraona, trippa di bovino, capitone, anguilla, molluschi, aragosta e crostacei, latte parzialmente scremato, mozzarella, fontina, robiola, uova, gelato, crostata. Da evitare sono: insaccati (salame, pancetta, coppa, salsiccia, cotechino), patè di fegato latte intero, panna, asiago, provolone, gorgonzola, mascarpone, brie e formaggi grassi o stagionati. liquori, aperitivi alcolici, sughi soffritti, marzapane, crema al burro, cioccolato, gelato con panna, burro, lardo, strutto, olio di arachidi.


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