Presbiacusia

29 agosto 2017

Presbiacusia



Definizione


Il termine presbiacusia identifica la perdita di udito causata della degenerazione neurosensoriale che insorge progressivamente con il progredire dell'età. Generalmente il fenomeno è bilaterale e interessa più gli uomini delle donne, diviene evidente a partire dai 65 anni in poi.


Cause


In assenza di altre malattie dell'orecchio, la degenerazione nervosa fa parte dei normali fenomeni di senescenza di tutte le strutture che compongono l'organo dell'udito. Tuttavia la perdita significativa dell'udito è il risultato non solo dell'invecchiamento fisiologico ma anche della somma di altri fattori presenti nel corso della vita. Contribuiscono a compromettere la funzione uditiva, oltre alla predisposizione familiare, l'esposizione a rumore ambientale, patologie acquisite quali diabete, ipertensione, traumi, vasculopatie, l'uso di sostanze ototossiche come il fumo di tabacco, l'alcol, certi farmaci.


Sintomi


In fase iniziale i sintomi sono modesti, il paziente ha difficoltà a sentire i suoni più acuti, quelli ad alte frequenze, come il campanello di casa o la suoneria del telefono, ma non ci fa caso. In seguito compare invece difficoltà a comprendere le conversazioni, soprattutto se avvengono in presenza di rumore ambientale o tra più persone contemporaneamente. Il paziente sente ma fatica a capire, nella metà dei casi soffre anche di acufeni o disturbi dell'equilibrio.


Diagnosi


L'esame audiometrico evidenzia ipoacusia neurosensoriale bilaterale per lo più simmetrica. La curva in discesa, in funzione dell'età, può essere più o meno ripida verso i toni acuti.


Cure


Non esiste terapia medica o chirurgica in grado di restituire la capacità uditiva perduta. Può essere utile attuare una buona prevenzione evitando l'esposizione ai fattori capaci di danneggiare il sistema uditivo, in particolare l'esposizione prolungata al rumore e a sostanze ototossiche.


Cure alternative


L'applicazione di protesi digitali binaurali, che amplifica soprattutto i toni medio-acuti, senza chiudere eccessivamente il condotto uditivo esterno, è in grado di restituire una parte dello spettro di frequenze perdute. Per un recupero migliore andrebbe associata a riabilitazione uditiva e sostenuta con un potenziamento delle capacità di lettura labiale.

Fonte: de Campora E., Pagnini P. Otorinolaringoiatria. Elsevier 2013



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