L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
21/07/2010 16:23:53
Ipermetropia
Ho un bambino di circa 6 anni gli e'stata diagnosticata ipermetropia di 6 diottrie a tuttie due gli occhi volevo sapere se questo difetto tende ha migliorare con la crescita e di quanto grazieSei un medico e vuoi dare una risposta? Clicca qui
Risposte:
Risposta del26/07/2010
Carissima,
Carissima,
quando il fuoco, cioè il punto nel quale vengono fatti convergere i raggi che entrano nell’occhio, si trova dietro alla retina, parliamo di ipermetropia.
Un occhio ipermetrope è cioè più corto del dovuto e per rendere possibile una visione corretta sarà necessario anteporgli una lente positiva (convergente) che, facendo convergere i raggi luminosi consenta al fuoco di cadere esattamente sulla retina.
Quella descritta viene definita ipermetropia assile, riguardante cioè l’asse ottico dell’occhio umano, è la più comune, si eredita dagli antenati e tende a manifestarsi fin dai primi anni di vita.
In alcun casi la presenza del cristallino gioca un ruolo importantissimo, infatti l’accomodazione (lo sfruttamento del potere elastico del cristallino) facoltà che normalmente utilizziamo per mettere a fuoco oggetti vicini (lettura, ricamo ecc.), può venire in aiuto alla visione per lontano, ponendo temporaneamente rimedio ad alcune forme lievi di ipermetropia.
Ciò accade quando il difetto sia limitato a valori contenuti, ma complica la vita all’oculista che per effettuare una corretta valutazione dell’entità del difetto deve "smascherarlo" nella sua interezza bloccando l’accomodazione.
Ciò è quanto avviene quando l’esame della refrazione avviene dopo l’instillazione di colliri (cicloplegici) che dilatano la pupilla e soprattutto bloccano temporaneamente l’elasticità del cristallino.
L’ipermetropia presente in molti bambini in forma latente (l’occhio del bambino e più corto del normale) può regredire o spesso rimanere non diagnosticata, grazie al compenso garantito dall’accomodazione per poi manifestarsi più avanti quando il compenso del cristallino viene progressivamente meno; in ogni caso una visita oculistica può fugare ogni dubbio sull’esistenza di questo difetto subdolo che può essere causa di cefalea o affaticamento nella visione per vicino.
L'intervento dell'accomodazione che corregge in modo naturale dell'ipermetropia, si attua con un meccanismo riflesso detto dello sfuocamento delle immagini retiniche. La messa a fuoco di un oggetto nell'ipermetropia richiede l'impiego di un'accomodazione superiore rispetto all'occhio emmetrope; la differenza è determinata dall'entità dell'ipermetropia. Cosicché un occhio ipermetrope di 2 diottrie deve impiegare 2 diottrie di accomodazione per mettere a fuoco oggetti posti all'infinito, mentre un occhio emmetrope non esercita alcuna accomodazione. Nella visione da vicino, all'accomodazione che sarebbe necessaria ad un occhio emmetrope, bisogna aggiungere il valore dell'ipermetropia dell'occhio in esame. L'iperattività accomodativa dell'ipermetrope determina un ipertono di questa funzione che si può annullare completamente solo con l'impiego dei cicloplegici forti (atropina). All'iperaccomodazione si associa una convergenza accomodativa eccessiva, la quale può determinare un'esoforia che può anche sfociare in un'esotropia (strabismi convergenti accomodativi: vedi strabismo). La possibilità di compenso dell'ipermetropia attraverso l'accomodazione dipende dalla sua funzionalità in quanto l’accomodazione diminuisce invecchiando. L'ipermetropia secondo l’intervento dell'accomodazione e della convergenza si distingue in:
1) ipermetropia assoluta: è quella parte dell'ipermetropia che deve essere corretta per ottenere il visus migliore. È misurata dalla lente positiva più debole che consente il visus migliore;
2) ipermetropia manifesta: è misurata dalla lente positiva più forte che consente il visus migliore;
3) ipermetropia facoltativa: è misurata dalla differenza fra le due precedenti;
4) ipermetropia latente: è la parte di ipermetropia evidenziabile solo con la cicloplegia (annullando l'accomodazione)
5) ipermetropia totale: è quella rilevata nell'esame in cicloplegia ed è data dalla somma dell'ipermetropia manifesta e latente.
Pertanto gradirei avere notizie più esatte sull'ipermetropia di specie!!!!
Un caro saluto
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
Carissima,
Carissima,
quando il fuoco, cioè il punto nel quale vengono fatti convergere i raggi che entrano nell’occhio, si trova dietro alla retina, parliamo di ipermetropia.
Un occhio ipermetrope è cioè più corto del dovuto e per rendere possibile una visione corretta sarà necessario anteporgli una lente positiva (convergente) che, facendo convergere i raggi luminosi consenta al fuoco di cadere esattamente sulla retina.
Quella descritta viene definita ipermetropia assile, riguardante cioè l’asse ottico dell’occhio umano, è la più comune, si eredita dagli antenati e tende a manifestarsi fin dai primi anni di vita.
In alcun casi la presenza del cristallino gioca un ruolo importantissimo, infatti l’accomodazione (lo sfruttamento del potere elastico del cristallino) facoltà che normalmente utilizziamo per mettere a fuoco oggetti vicini (lettura, ricamo ecc.), può venire in aiuto alla visione per lontano, ponendo temporaneamente rimedio ad alcune forme lievi di ipermetropia.
Ciò accade quando il difetto sia limitato a valori contenuti, ma complica la vita all’oculista che per effettuare una corretta valutazione dell’entità del difetto deve "smascherarlo" nella sua interezza bloccando l’accomodazione.
Ciò è quanto avviene quando l’esame della refrazione avviene dopo l’instillazione di colliri (cicloplegici) che dilatano la pupilla e soprattutto bloccano temporaneamente l’elasticità del cristallino.
L’ipermetropia presente in molti bambini in forma latente (l’occhio del bambino e più corto del normale) può regredire o spesso rimanere non diagnosticata, grazie al compenso garantito dall’accomodazione per poi manifestarsi più avanti quando il compenso del cristallino viene progressivamente meno; in ogni caso una visita oculistica può fugare ogni dubbio sull’esistenza di questo difetto subdolo che può essere causa di cefalea o affaticamento nella visione per vicino.
L'intervento dell'accomodazione che corregge in modo naturale dell'ipermetropia, si attua con un meccanismo riflesso detto dello sfuocamento delle immagini retiniche. La messa a fuoco di un oggetto nell'ipermetropia richiede l'impiego di un'accomodazione superiore rispetto all'occhio emmetrope; la differenza è determinata dall'entità dell'ipermetropia. Cosicché un occhio ipermetrope di 2 diottrie deve impiegare 2 diottrie di accomodazione per mettere a fuoco oggetti posti all'infinito, mentre un occhio emmetrope non esercita alcuna accomodazione. Nella visione da vicino, all'accomodazione che sarebbe necessaria ad un occhio emmetrope, bisogna aggiungere il valore dell'ipermetropia dell'occhio in esame. L'iperattività accomodativa dell'ipermetrope determina un ipertono di questa funzione che si può annullare completamente solo con l'impiego dei cicloplegici forti (atropina). All'iperaccomodazione si associa una convergenza accomodativa eccessiva, la quale può determinare un'esoforia che può anche sfociare in un'esotropia (strabismi convergenti accomodativi: vedi strabismo). La possibilità di compenso dell'ipermetropia attraverso l'accomodazione dipende dalla sua funzionalità in quanto l’accomodazione diminuisce invecchiando. L'ipermetropia secondo l’intervento dell'accomodazione e della convergenza si distingue in:
1) ipermetropia assoluta: è quella parte dell'ipermetropia che deve essere corretta per ottenere il visus migliore. È misurata dalla lente positiva più debole che consente il visus migliore;
2) ipermetropia manifesta: è misurata dalla lente positiva più forte che consente il visus migliore;
3) ipermetropia facoltativa: è misurata dalla differenza fra le due precedenti;
4) ipermetropia latente: è la parte di ipermetropia evidenziabile solo con la cicloplegia (annullando l'accomodazione)
5) ipermetropia totale: è quella rilevata nell'esame in cicloplegia ed è data dalla somma dell'ipermetropia manifesta e latente.
Pertanto gradirei avere notizie più esatte sull'ipermetropia di specie!!!!
Un caro saluto
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
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