L'esperto risponde

Domanda di: Occhio

23/05/2010 16:13:43

Irritazione trigemino con ricadute su nervo ottico

Ciao sono michele,ho 23 anni ed in data 10 Febbraio 2010 ho subito un grave incidente con la moto.Ho accusato un trauma cranico con conseguente emorragia cerebrale.inizialmente,al risveglio dal coma farmacologico non riscontravo fastidio alla vista, ma dopo un mesetto ho incominciato ad avere fastidi all'occhio sinistro, e quindi a vedere ombrato. Recentemente ho fatto una visita oculistica e mi hanno riscontrato il pallore della papilla ottica.Il medico non si è saputo esprimere, e quindi vorrei sapere qualcosa di più e quindi se c'è una cura.Spero di avere al più presto una risposta.Grazie!


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Risposte:

Risposta del28/05/2010

Carissimo Michele,
Le neuropatie ottiche infiammatorie ed infettive e metatraumatiche, rappresentano un capitolo importante della patologia del nervo ottico per la molteplicità delle possibili eziologie. Terminologicamente soltanto le neuropatie infiammatorie dovrebbero conservare la denominazione di neurite ottica, essendo ancora oggi definita la neurite ottica anteriore, come papillite, mentre la neurite ottica posteriore corrisponde alla neurite retrobulbare. Isolata o associata a altri segni infiammatori locali o generali l'infiammazione del nervo ottico può tradursi in diversi aspetti oftalmoscopici, ma i segni funzionali sono praticamente costanti, e si traducono in un abbassamento della vista.
Segni funzionali
Il segno maggiore nella più parte dei casi è la bassa acutezza visiva, qualitativa o quantitativa, uni o bilaterale, che può variare da un disturbo dell'acutezza visiva indistinto, sino alla cecità completa senza percezione della luminosità. La riduzione della acutezza visiva è di solito brutale, con un intervallo variabile da qualche giorno a qualche ora. L'istaurazione del disturbo visivo può essere preceduto o accompagnato da dolori periorbitari o retro-oculari spesso aumentati dai movimenti del globo. Tali dolori sarebbero in relazione con l'infiammazione delle guaine del nervo ottico sia per irritazione dei filuzzi del trigemino che li innervano, sia di origine muscolare, essendo guaine e muscoli in stretto contatto a livello dell'apice dell'orbita. Ai dolori ed all'abbassamento della acutezza visiva si associano talora dei fosfeni come flash luminosi o pioggia di stelle. L'alterazione del riflesso fotomotore è di importanza variabile ma il segno di Marcus Gunnè è positivo nella maggior parte dei casi. Le alterazioni perimetriche confermano la partecipazione delle fibre ottiche al processo di modificazione della acuità visiva. Gli scotomi centrali, paracentrali o cieco centrali sono tra tutti i più frequenti. Lo studio della visione colorata, quando l'acutezza visiva lo permetta, mostra una discromatopsia rosso-verde di tipo 11, poco dissimile dalla discromatopsia ereditaria dell'asse deutan. Per quanto riguarda lo studio dei potenziali visivi evocati, sono un esame diagnostico complementare e raramente necessari per la diagnosi.
Aspetti oftalmoscopici angiografici e radiologici
L'aspetto oftalmoscopico è variabile. Si può trattare di un rigonfiamento papillare, cui si dà il nome di edema ed è la papillite, ovvero una papilla normale, che corrisponde ad una nevrite retrobulbare.
Evoluzione e prognosi
Tanto che si tratti di una neuropatia edematosa o meno, le modalità dell'evoluzione sono variabili e dipendono dalla durata dell'evoluzione e della eziologia. Nelle neuriti ottiche isolate, che sono l'oggetto della maggior parte degli studi, l'acutezza visiva è superiore a 5/10 tra il 70 e 80% dei casi (ma tali studi comprendono un gran numero di sclerosi a placche) e inferiore a 1/10 solamente nell'8% dei casi. Il recupero visivo quando ha luogo, può essere molto rapido ed importante all'inizio e poi proseguire rallentato per alcuni mesi. Il campo visivo può risultare normale o comportare deficit fascicolari, a testimonianza della distruzione delle fibre. Anche nei casi ove la acutezza visiva ed il campo visivo risultino normali, si può osservare una anomalia della visione dei colori e una anomalia relativa dei potenziali visivi evocati. Un pallore papillare parziale, spesso temporale, generalizzato persiste in un 50-80% dei casi. Spesso è associato a essudati duri peripapillari. Questo pallore può essere compatibile con una acutezza visiva e un campo visivo normali, ma all'iniverso la papilla non è mai normale quando persistano sequele funzionali. Solo in questo ultimo caso si parla di atrofia ottica.



Un caro saluto.
Prof.D.Siravo



a href="/Duilio_Siravo?esp=12942" Dott. Duilio Siravo /a
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)




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