L'esperto risponde

Domanda di: Occhio

01/07/2010 23:22:20

Perdita di visus improvvisa

Buonasera, ho 38 anni e nel 1993 ho avuto una neurite retrobulbare all'occhio sx con RM negativa alla sclerosi. Ieri mentre lavoravo al pc improvvisamente ho cominciato a non riuscire a mettere a fuoco con l'occhio dx, vedevo tutto annebbiato sia da lontano che da vicino. Il medico mi ha mandata d'urgenza al pronto soccorso dove l'oculista mi ha trovato l'pcchio a posto ma mi mancava 1 grado. Ho fatto stamattina il campo visivo e a posto anche quello. Secondo lei cosa può essermi successo? Oggi tralaltro ho ricominciato a vedere bene come prima......Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti. Deborah


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Risposte:

Risposta del08/07/2010

Carissima Deborah,
nella neurite ottica retrobulbare spesso la rapida perdita della vista (simile a quella che si verifica nella papillite) e il dolore, avvertito con il movimento dell'occhio, sono i sintomi principali. A differenza della papillite, il fondo generalmente appare normale, anche se è possibile osservare occasionalmente una lieve iperemia del disco ottico. La remissione spontanea, con il ripristino del visus normale si può verificare in 2-8 sett. In alcuni casi rimane uno scotoma centrale e un certo pallore della porzione temporale del disco. Nella maggior parte dei casi, c'è un miglioramento ma non un ritorno alla normalità. Sono frequenti le ricadute, specialmente nella Sclerosi Multipla . Ogni ricaduta aumenta il danno alla vista residua e il pallore della porzione temporale del disco; le conseguenze possono essere atrofia ottica e cecità totale e permanente.
L'esame obiettivo oculare è sostanzialmente normale, anche se i riflessi pupillari possono apparire torpidi nell'occhio interessato.
Il dato più significativo è la riduzione più o meno marcata del visus come sopra scritto.
L'esame del campo visivo evidenzia spesso un'area scotomatosa generalmente centrale e i test per il senso cromatico risultano alterati.
Un esame molto utile è la registrazione dei potenziali evocati visivi (PEV) che appaiono di ampiezza ridotta e con latenza aumentata a causa del ritardo della conduzione nervosa dovuto alle alterazioni delle guaine mieliniche.
La RMN dell'encefalo può scoprire o confermare la presenza di aree di demielinizzazione a carico della sostanza bianca.
Talvolta quando il paziente si rivolge all'oculista riferisce, se richiesto, la presenza di altri sintomi concomitanti o pregressi, a cui magari non aveva prestato attenzione (ad esempio parestesie e/o senso di pesantezza agli arti, disturbi uditivi...), che possono fornire utili indicazioni circa il sospetto di malattia demielinizzante.
Il ogni caso è necessaria, a completamento delle indagini, la consulenza del neurologo che potrà rilevare eventuali segni neurologici associati e prendere in carico il paziente per terapie specifiche.
La terapia con corticosteroidi deve essere condotta da un neurologo o da un oftalmologo a causa del complesso rapporto tra la dose di corticosteroidi e il miglioramento della visione, le recidive di neurite ottica e il grado di sviluppo della Sclerosi Multipla . Da sola, la risposta ai corticosteroidi PO può provocare un aumento del grado di recidiva della neurite ottica.
Quindi mi raccomando gli esami di diagnostica strumentale neuroradiologica per scongiurare patologie del tipo descritto.
Come cure innovative si parla anche di ONCOMODULINA,NANOSTRUTTURA DI SUPPORTO,MICROPERIMETRIA ed anche ovviamente di CELLULE STAMINALI,ma tutto è ancora a livello sperimentale o poco più!!
Contattami per qualsiasi chiarimento!

Un caro saluto.



a href="/Duilio_Siravo?esp=12942" Prof. Duilio Siravo /a
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)



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