L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
07/03/2009 22:25:14
cosa posso fare per risolvere il problema una volta per tutte? devo rivolgermi a un altro oculista o un dermatologo? attendo i vostri preziosi consigli, grazie molte. stefano
Richiesta cura per occhio gonfio
Gentili signori, da fine ottobre ho alcuni puntini rossi sull'occhio destro, in basso all'altezza delle ciglia sotto la palpebra. il mio medico curante mi ha dato il betabioptal per 15 giorni, che non mi ha portato benefici evidenti. a fine novembre mi si è sviluppato un orzaiolo interno sulla palpebra superiore dello stesso occhio. l'oculista mi ha prescritto il tobradex e 3 iniezioni di bentelan: ad oggi nessun risultato. Il mio occhio è sempre gonfio sopra e rosso sotto, sembra perennemente infiammato con puntini rossi.cosa posso fare per risolvere il problema una volta per tutte? devo rivolgermi a un altro oculista o un dermatologo? attendo i vostri preziosi consigli, grazie molte. stefano
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Risposte:
Risposta del10/03/2009
Carissimo,
sicuramente NON trattiamo do ORZAIOLO ma di CALAZIO!!!
Quest'ultimo se si incista deve essere asportato chirurgicamente se no non regredisce!!!
Il calazio è una flogosi granulomatosa di una ghiandola di Meibomio, il cui dotto escretore risulta ostruito. Questo tipo di infiammazione è un processo cronico ed i sintomi sono incredibilmente lievi, se si esclude la sensazione di peso palpebrale o di fastidio per la presenza di “qualcosa” sull’occhio.
oltre quelli ovviamente estetici e quindi oggettivi.
IGIENE OCULARE
La prima efficace barriera difensiva dell’occhio è formata da
palpebre, ciglia e lacrime che “ lavano” la gran parte delle
sostanze o dei batteri che cercano di aggredire la superficie
oculare. Il lisozima contenuto nel film lacrimale è un potente
agente antibatterico.
Tuttavia è necessario adottare diverse norme igieniche per
ridurre il carico batterico locale e ,di conseguenza,il rischio di
infezione.
• L’igiene oculare quotidiana: lavare accuratamente le mani
e lavare delicatamente la regione perioculare due volte al
giorno. Utilizzare,durante ogni patologia oculare in atto, garze
sterili medicate preconfezionate.
L'evoluzione del calazio è condizionata dalla possibilità della ghiandola di svuotarsi, se ciò avviene, può guarire spontaneamente; l' applicazione ripetuta nel corso della giornata di impacchi caldi agevola questo processo. Se si associa una blefarite significativa, può essere utile un antibioticoterapia topica.
L'interventino è veramente semplice e di solito si fa in anestesia topica,però nei bambini,ovviamente non o poco collaboranti,può essere richiesta una mascherina!
Un caro saluto.
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it
Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)
Carissimo,
sicuramente NON trattiamo do ORZAIOLO ma di CALAZIO!!!
Quest'ultimo se si incista deve essere asportato chirurgicamente se no non regredisce!!!
Il calazio è una flogosi granulomatosa di una ghiandola di Meibomio, il cui dotto escretore risulta ostruito. Questo tipo di infiammazione è un processo cronico ed i sintomi sono incredibilmente lievi, se si esclude la sensazione di peso palpebrale o di fastidio per la presenza di “qualcosa” sull’occhio.
oltre quelli ovviamente estetici e quindi oggettivi.
IGIENE OCULARE
La prima efficace barriera difensiva dell’occhio è formata da
palpebre, ciglia e lacrime che “ lavano” la gran parte delle
sostanze o dei batteri che cercano di aggredire la superficie
oculare. Il lisozima contenuto nel film lacrimale è un potente
agente antibatterico.
Tuttavia è necessario adottare diverse norme igieniche per
ridurre il carico batterico locale e ,di conseguenza,il rischio di
infezione.
• L’igiene oculare quotidiana: lavare accuratamente le mani
e lavare delicatamente la regione perioculare due volte al
giorno. Utilizzare,durante ogni patologia oculare in atto, garze
sterili medicate preconfezionate.
L'evoluzione del calazio è condizionata dalla possibilità della ghiandola di svuotarsi, se ciò avviene, può guarire spontaneamente; l' applicazione ripetuta nel corso della giornata di impacchi caldi agevola questo processo. Se si associa una blefarite significativa, può essere utile un antibioticoterapia topica.
L'interventino è veramente semplice e di solito si fa in anestesia topica,però nei bambini,ovviamente non o poco collaboranti,può essere richiesta una mascherina!
Un caro saluto.
siravo@supereva.it
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Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
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