L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
15/02/2012 20:10:44
Mentre seguivo l'ultima terapia con Visuglican e Hyalistil, ho eliminato tutti i tipi di trucco per 30 giorni. Adesso, a 10 giorni dalla fine di questa ultima terapia ricominciano gli stessi sintomi: gonfiore alle palpebre e prurito e bruciore sia alle palpebre che all'interno degli occhi. Nel frattempo, in questi ultimi tre mesi, si è presentato anche, un gran prurito ai lati del naso. Qualche volta, disperata, ho provato a lavarmi occhi e viso con succo di limone, lasciandolo per pochi minuti prima di sciacquare con acqua. Devo dire che per 2 o 3 giorni trovo sollievo ma temo che non sia il massimo per gli occhi.
In tutto questo tempo oltre Visuglican e Hyalistil che è stata l'ultima terapia, mi hanno prescritto Systane ultra, Tobradex, Blephagel e Tobral 0,3%. Premetto che lavo e stiro gli asciugamani alla massima temperatura possibile. Non so più cosa fare! Ringrazio chiunque possa aiutarmi.
Sospetta blefarite
Da 15 mesi presento problemi di prurito, infiammazione e irritazione agli occhi. Mi hanno visitato tre oculisti e hanno cambiato terapia due volte ciascuno. Soltanto uno di loro ha diagnosticato blefarite, gli altri due hanno diagnosticato possibile allergia o scarsa lacrimazione. Due di loro hanno eseguito il test di Shirmer: 3 mm - 2 mm e il test di But: 30 sec.Mentre seguivo l'ultima terapia con Visuglican e Hyalistil, ho eliminato tutti i tipi di trucco per 30 giorni. Adesso, a 10 giorni dalla fine di questa ultima terapia ricominciano gli stessi sintomi: gonfiore alle palpebre e prurito e bruciore sia alle palpebre che all'interno degli occhi. Nel frattempo, in questi ultimi tre mesi, si è presentato anche, un gran prurito ai lati del naso. Qualche volta, disperata, ho provato a lavarmi occhi e viso con succo di limone, lasciandolo per pochi minuti prima di sciacquare con acqua. Devo dire che per 2 o 3 giorni trovo sollievo ma temo che non sia il massimo per gli occhi.
In tutto questo tempo oltre Visuglican e Hyalistil che è stata l'ultima terapia, mi hanno prescritto Systane ultra, Tobradex, Blephagel e Tobral 0,3%. Premetto che lavo e stiro gli asciugamani alla massima temperatura possibile. Non so più cosa fare! Ringrazio chiunque possa aiutarmi.
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Risposte:
Risposta del20/02/2012
Il film lacrimale, nella sua superficie esterna, è formato da un sottile strato lipidico (di circa 0,1-0,2 µ), che ha la funzione di ritardare l’evaporazione dello strato acquoso sottostante, di aumentare la tensione superficiale (favorendo la stabilità del film), di impedire la fuoriuscita delle lacrime dai margini palpebrali ed è in grado di mantenere sufficiente idratazione corneale durante le ore di sonno con le palpebre chiuse. Lo strato lipidico è prodotto dalle ghiandole di Meibomio, ghiandole sebacee situate nella parete delle palpebre che possiedono recettori ormonali, circa 40 nella palpebra superiore e circa 30 nella inferiore, il cui dotto escretore sbocca sul bordo palpebrale posteriormente alle ciglia.
Oltre la blefarite da astenopia accomodativa,ovvero da ametropia non corretta o corretta male(mancata o errata correzione ametropica massime in ipermetropie!!),si deve pensare ad una forma cronica di blefarite seborroica o della disfunzione delle ghiandole di Meibomio (meibomite) o BLEFARITE POSTERIORE che rappresentano due forme di blefarite cronica,di cui spesso la seconda non diagnosticata.
La blefarite seborroica o meibomite o blefarite posteriore spesso si associa con dermatite seborroica del viso e del cuoio capelluto. Si verifica una colonizzazione batterica secondaria sulle squame che si trovano sul margine palpebrale. La disfunzione delle ghiandole di Meibomio è provocata da una secrezione anomala di tali ghiandole ed è spesso associata con l'acne rosacea.
Prurito, bruciore e arrossamento del margine palpebrale, edema palpebrale, perdita delle ciglia, irritazione congiuntivale con lacrimazione e fotofobia. Nella blefarite ulcerativa si formano piccole pustole nei follicoli ciliari che alla fine si aprono formando ulcere superficiali. Compaiono croste aderenti che quando vengono rimosse lasciano una superficie sanguinante. Durante il sonno le palpebre si incollano tra di loro a causa dell'essiccazione delle secrezioni. La blefarite ulcerativa può recidivare e talvolta provoca perdita delle ciglia e cicatrici palpebrali.
Nella forma seborroica si formano delle squame untuose, facilmente rimuovibili lungo i margini palpebrali. Nella disfunzione delle ghiandole di Meibomio, l'orifizio delle ghiandole è ispessito (tappato) da un tappo simile a cera indurita. Molti pazienti con blefarite seborroica e disfunzione delle ghiandole di Meibomio presentano una cheratite secca secondaria , che provoca prurito, bruciore e sensazione di corpo estraneo. È comune la storia di orzaioli ripetuti e di calazi. Le riacutizzazioni della forma seborroica e della disfunzione delle ghiandole di Meibomio sono fastidiose e sgradevoli ma non provocano cicatrici corneali centrali o perdita visiva.
La blefarite ulcerativa è trattata con pomate antibiotiche (p. es., bacitracina/polimixina B o gentamicina 0,3% qid al giorno per 7-10 gg). I pazienti devono essere avvertiti del fatto che entrambi i tipi di blefarite cronica sono recidivanti e di difficile trattamento. La terapia per la blefarite seborroica è diretta a migliorare l'igiene palpebrale e consiste nello strofinare il margine palpebrale ogni giorno con un tampone di cotone bagnato in una soluzione diluita di shampoo per bambini (2-3 gocce in 1/2 tazza di acqua tiepida). Talvolta può essere indicata l'applicazione locale di una pomata antibiotica (bacitracina/polimixina B o sulfacetamide sodica 10% bid per 3 mesi). La blefarite seborroica richiede anche l'esame del viso e del cuoio capelluto .
La terapia della disfunzione delle ghiandole di Meibomio è diretta alla normalizzazione della secrezione ghiandolare, p. es., con la somministrazione di tetracicline (doxyciclina 100 mg PO bid ridotta gradualmente in 3-4 mesi). Compresse calde possono sciogliere i tappi grassosi e permettere alle secrezioni ritenute nei dotti ghiandolari, di fuoriuscire e coprire la superficie oculare
Il film lacrimale, nella sua superficie esterna, è formato da un sottile strato lipidico (di circa 0,1-0,2 µ), che ha la funzione di ritardare l’evaporazione dello strato acquoso sottostante, di aumentare la tensione superficiale (favorendo la stabilità del film), di impedire la fuoriuscita delle lacrime dai margini palpebrali ed è in grado di mantenere sufficiente idratazione corneale durante le ore di sonno con le palpebre chiuse. Lo strato lipidico è prodotto dalle ghiandole di Meibomio, ghiandole sebacee situate nella parete delle palpebre che possiedono recettori ormonali, circa 40 nella palpebra superiore e circa 30 nella inferiore, il cui dotto escretore sbocca sul bordo palpebrale posteriormente alle ciglia.
Oltre la blefarite da astenopia accomodativa,ovvero da ametropia non corretta o corretta male(mancata o errata correzione ametropica massime in ipermetropie!!),si deve pensare ad una forma cronica di blefarite seborroica o della disfunzione delle ghiandole di Meibomio (meibomite) o BLEFARITE POSTERIORE che rappresentano due forme di blefarite cronica,di cui spesso la seconda non diagnosticata.
La blefarite seborroica o meibomite o blefarite posteriore spesso si associa con dermatite seborroica del viso e del cuoio capelluto. Si verifica una colonizzazione batterica secondaria sulle squame che si trovano sul margine palpebrale. La disfunzione delle ghiandole di Meibomio è provocata da una secrezione anomala di tali ghiandole ed è spesso associata con l'acne rosacea.
Prurito, bruciore e arrossamento del margine palpebrale, edema palpebrale, perdita delle ciglia, irritazione congiuntivale con lacrimazione e fotofobia. Nella blefarite ulcerativa si formano piccole pustole nei follicoli ciliari che alla fine si aprono formando ulcere superficiali. Compaiono croste aderenti che quando vengono rimosse lasciano una superficie sanguinante. Durante il sonno le palpebre si incollano tra di loro a causa dell'essiccazione delle secrezioni. La blefarite ulcerativa può recidivare e talvolta provoca perdita delle ciglia e cicatrici palpebrali.
Nella forma seborroica si formano delle squame untuose, facilmente rimuovibili lungo i margini palpebrali. Nella disfunzione delle ghiandole di Meibomio, l'orifizio delle ghiandole è ispessito (tappato) da un tappo simile a cera indurita. Molti pazienti con blefarite seborroica e disfunzione delle ghiandole di Meibomio presentano una cheratite secca secondaria , che provoca prurito, bruciore e sensazione di corpo estraneo. È comune la storia di orzaioli ripetuti e di calazi. Le riacutizzazioni della forma seborroica e della disfunzione delle ghiandole di Meibomio sono fastidiose e sgradevoli ma non provocano cicatrici corneali centrali o perdita visiva.
La blefarite ulcerativa è trattata con pomate antibiotiche (p. es., bacitracina/polimixina B o gentamicina 0,3% qid al giorno per 7-10 gg). I pazienti devono essere avvertiti del fatto che entrambi i tipi di blefarite cronica sono recidivanti e di difficile trattamento. La terapia per la blefarite seborroica è diretta a migliorare l'igiene palpebrale e consiste nello strofinare il margine palpebrale ogni giorno con un tampone di cotone bagnato in una soluzione diluita di shampoo per bambini (2-3 gocce in 1/2 tazza di acqua tiepida). Talvolta può essere indicata l'applicazione locale di una pomata antibiotica (bacitracina/polimixina B o sulfacetamide sodica 10% bid per 3 mesi). La blefarite seborroica richiede anche l'esame del viso e del cuoio capelluto .
La terapia della disfunzione delle ghiandole di Meibomio è diretta alla normalizzazione della secrezione ghiandolare, p. es., con la somministrazione di tetracicline (doxyciclina 100 mg PO bid ridotta gradualmente in 3-4 mesi). Compresse calde possono sciogliere i tappi grassosi e permettere alle secrezioni ritenute nei dotti ghiandolari, di fuoriuscire e coprire la superficie oculare
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