L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
24/01/2012 18:34:23
Visione immagini disturbate
Ho un problema mi sto accorgendo che vedo le immagini come se fossero disturbate e mi sembra come quando si vede una tv mal sintonizzata in cui si vedono granelli che disturbano le immagini visuallizzate è grave? per favore rispondetemi presto sono un pò preoccupatoSei un medico e vuoi dare una risposta? Clicca qui
Risposte:
Risposta del27/01/2012
VISUAL SNOW
siravoduilio 12-07-2011, 09:43 AM
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Le percezioni visive si possono differenziare in esottiche e in endottiche. Le prime raffigurano la normale percezione di ciò che ci circonda ed è esterno all' occhio; le seconde, invece, le percezioni di alcuni fenomeni e strutture che si trovano all' interno dell' occhio. L' esempio più classico di questa seconda tipologia è la visione dei piccoli vacuoli o frustoli che si trovano all' interno del corpo vitreo e danno luogo alle miodesopsie o mosche volanti o corpi mobili. A lato di questa diffusissima condizione, ne esistono altre che tuttavia vanno ulteriormente differenziate in fenomeni di origine oculare e corticale o cerebrale. Un esempio classico di fenomeni endottici di origine oculare è l' "albero di Purkinje". Cito questo esempio perché facilmente evocabile: basta possedere una piccola torcia puntiforme da strofinare leggermente sulla palpebra di uno dei due occhi tenendola accesa e coprendo l' altro con una mano; dopo qualche secondo, si ha la sensazione di vedere una specie di ragnatela, che altro non è se non la visione da parte dell' occhio dei suoi stessi vasi retinici (albero di Purkinje).
L’esperimento pubblicato da Purkinje per la prima volta nel 1823 e che consiste nel muovere una fonte luminosa presso l’occhio in modo tale da provocare piccoli movimenti dell’ombra proiettata da questi vasi sulla nostra retina. Se è vero infatti che i vasi retinici sono invisibili perché perfettamente immobili, allora un movimento anche piccolo della loro ombra sulla retina dovrà provocarne la visibilità.
Ecco il modo per eseguire questo straordinario esperimento che ci permette davvero di guardare dentro il nostro occhio.
Procuriamoci una fonte luminosa piccola e maneggevole del tipo delle lampadine tascabili (le più adatte sono quelle a fascio luminoso intenso e piccolo, come per esempio certe “penne luminose”, ma qualunque piccola lampadina tascabile è adatta allo scopo).
Immaginando di eseguire l’esperimento con l’occhio destro,. mettiamoci in una stanza semibuia; tenendo la testa in posizione normale, ruotiamo l’occhio il più possibile verso sinistra in modo da lasciare sulla destra una zona molto ampia di globo oculare con la sua sclera. Teniamo coperto l’altro occhio con l’ausilio della mano sinistra.
E’ su questa superficie che dobbiamo dirigere da distanza ravvicinata il fascio luminoso.. La rotazione dell’occhio è utile a evitare che la luce penetri attraverso la pupilla abbagliandoci.
Facciamo oscillare rapidamente, e con movimenti piccoli, il nostro fascio luminoso ed ecco allora, vedremo magicamente delinearsi dinanzi al nostro sguardo l’immagine intricata dei nostri vasi retinici, secondo un disegno simile à quello visibile nel fondo dell’occhio osservato con l’oftalmoscopio. È l’albero di Purkinje, simile a quello osservato dallo scienziato boemo
Tra i fenomeni visivi scoperti da Purkinje, interessante quello che riguarda la variazione della sensibilità per i colori al mutare delle condizioni di illuminazione ambientale: a intensità di luce molto deboli sono più visibili gli oggetti blu, mentre diventiamo più sensibili ai colori giallo arancio quando la luce aumenta (si tratta del cosiddetto “Purkinje shift”: è per questo che quando si avvicina la sera in un giardino i fiori rossi diventano scuri molto prima di quelli blu).
Il fenomeno del "visual snow" (visione dell' effetto neve), è invece un tipico fenomeno endottico di origine cerebrale.
Se al visual snow si associa anche la visione di fosfeni il fenomeno può rappresentare l' aura di un possibile attacco di emicrania oftalmica. Questa associazione, per fortuna, si verifica raramente!
La palinopsia o perseverazione visiva è altra cosa ,ovvero una ricorrenza di sensazioni visive dopo la scomparsa dell’oggetto osservato,cioèun oggetto continua a essere percepito anche quando è uscito dal campo visivo. Accade specialmente con visione di colori che permangono.
I sintomi possono essere scambiati per visione doppia monoculare.
_________________
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
VISUAL SNOW
siravoduilio 12-07-2011, 09:43 AM
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Le percezioni visive si possono differenziare in esottiche e in endottiche. Le prime raffigurano la normale percezione di ciò che ci circonda ed è esterno all' occhio; le seconde, invece, le percezioni di alcuni fenomeni e strutture che si trovano all' interno dell' occhio. L' esempio più classico di questa seconda tipologia è la visione dei piccoli vacuoli o frustoli che si trovano all' interno del corpo vitreo e danno luogo alle miodesopsie o mosche volanti o corpi mobili. A lato di questa diffusissima condizione, ne esistono altre che tuttavia vanno ulteriormente differenziate in fenomeni di origine oculare e corticale o cerebrale. Un esempio classico di fenomeni endottici di origine oculare è l' "albero di Purkinje". Cito questo esempio perché facilmente evocabile: basta possedere una piccola torcia puntiforme da strofinare leggermente sulla palpebra di uno dei due occhi tenendola accesa e coprendo l' altro con una mano; dopo qualche secondo, si ha la sensazione di vedere una specie di ragnatela, che altro non è se non la visione da parte dell' occhio dei suoi stessi vasi retinici (albero di Purkinje).
L’esperimento pubblicato da Purkinje per la prima volta nel 1823 e che consiste nel muovere una fonte luminosa presso l’occhio in modo tale da provocare piccoli movimenti dell’ombra proiettata da questi vasi sulla nostra retina. Se è vero infatti che i vasi retinici sono invisibili perché perfettamente immobili, allora un movimento anche piccolo della loro ombra sulla retina dovrà provocarne la visibilità.
Ecco il modo per eseguire questo straordinario esperimento che ci permette davvero di guardare dentro il nostro occhio.
Procuriamoci una fonte luminosa piccola e maneggevole del tipo delle lampadine tascabili (le più adatte sono quelle a fascio luminoso intenso e piccolo, come per esempio certe “penne luminose”, ma qualunque piccola lampadina tascabile è adatta allo scopo).
Immaginando di eseguire l’esperimento con l’occhio destro,. mettiamoci in una stanza semibuia; tenendo la testa in posizione normale, ruotiamo l’occhio il più possibile verso sinistra in modo da lasciare sulla destra una zona molto ampia di globo oculare con la sua sclera. Teniamo coperto l’altro occhio con l’ausilio della mano sinistra.
E’ su questa superficie che dobbiamo dirigere da distanza ravvicinata il fascio luminoso.. La rotazione dell’occhio è utile a evitare che la luce penetri attraverso la pupilla abbagliandoci.
Facciamo oscillare rapidamente, e con movimenti piccoli, il nostro fascio luminoso ed ecco allora, vedremo magicamente delinearsi dinanzi al nostro sguardo l’immagine intricata dei nostri vasi retinici, secondo un disegno simile à quello visibile nel fondo dell’occhio osservato con l’oftalmoscopio. È l’albero di Purkinje, simile a quello osservato dallo scienziato boemo
Tra i fenomeni visivi scoperti da Purkinje, interessante quello che riguarda la variazione della sensibilità per i colori al mutare delle condizioni di illuminazione ambientale: a intensità di luce molto deboli sono più visibili gli oggetti blu, mentre diventiamo più sensibili ai colori giallo arancio quando la luce aumenta (si tratta del cosiddetto “Purkinje shift”: è per questo che quando si avvicina la sera in un giardino i fiori rossi diventano scuri molto prima di quelli blu).
Il fenomeno del "visual snow" (visione dell' effetto neve), è invece un tipico fenomeno endottico di origine cerebrale.
Se al visual snow si associa anche la visione di fosfeni il fenomeno può rappresentare l' aura di un possibile attacco di emicrania oftalmica. Questa associazione, per fortuna, si verifica raramente!
La palinopsia o perseverazione visiva è altra cosa ,ovvero una ricorrenza di sensazioni visive dopo la scomparsa dell’oggetto osservato,cioèun oggetto continua a essere percepito anche quando è uscito dal campo visivo. Accade specialmente con visione di colori che permangono.
I sintomi possono essere scambiati per visione doppia monoculare.
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Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
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