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Ultimo aggiornamento: 31/03/06

Poliomielite, una battaglia vinta

Il virus della poliomielite venne isolato per la prima volta nel 1909, ma la malattia ha origini antiche. Infatti una stele egizia della XVIII dinastia (1580-1350 aC) raffigura un giovane uomo la cui gamba ipostenica è indicativa di poliomielite. Il vaccino anti-polio, invece ha compiuto i suoi primi 50 anni nel 2005 e a Milano si è svolto un congresso per "festeggiarlo" e fare il punto della situazione. "In realtà Jonas Salk ha sviluppato il primo vaccino contro la Poliomielite nel 1954" precisa Alessandro Zanetti, professore di igiene e direttore dell'Istituto di virologia dell'Università degli Studi di Milano, " ma è il 12 aprile 1955 quando l'IPV (Vaccino Inattivato della Polio) viene approvato e reso disponibile in America per le campagne di immunizzazione".La poliomielite è una malattia infettiva virale acuta, l'infezione avviene principalmente per via orale tramite ingestione di particelle virali che, eliminate da un soggetto infetto con le feci, contaminano l'ambiente. Nel 90% dei casi l'infezione è asintomatica, ma in 1 infetto su 200 (1 su 1000 nei bambini sotto i 5 anni) si verifica il quadro clinico tipico della malattia e cioè la paralisi flaccida acuta (PFA) causata dalla distruzione dei neuroni motori ad opera del poliovirus.

Il programma di eradicazione
I vaccini a disposizione per la lotta alla poliomielite sono di due tipi, quello inattivato di Salk (IPV) agisce inducendo la produzione di anticorpi che si trovano nel torrente circolatorio e che, in caso di infezione, impediscono al virus di raggiungere il sistema nervoso centrale. Il vaccino di Sabin, costituito da virus vivi e attenuati (OPV, Oral Polio Vaccine) oltre all'immunità circolante, garantisce l'immunità anche a livello della mucosa intestinale che è la prima sede di replicazione del virus. In questo modo il vaccinato è protetto non solo dalla malattia, ma anche dall'infezione. "L'introduzione del nuovo vaccino OPV, meno costoso e più efficace" ricorda Zanetti "ha permesso nel 1965 la riduzione del tasso di incidenza della malattia di circa il 74%, rispetto ai primi anni '50 e per questo motivo nel 1988 è stato scelto per l'attuazione del programma dell'OMS per l'eradicazione della polio a livello mondiale". Gli obiettivi del programma sono la scomparsa di casi di polio da virus selvaggio e la totale eliminazione dell'agente patogeno dal pianeta, attraverso strategie di intervento che prevedono alti livelli di immunizzazione della popolazione, programmazione di giornate di immunizzazione di massa, interventi vaccinali specifici in zone con focolai epidemici e sorveglianza della paralisi flaccida. "La sorveglianza della PFA" spiega Maria Barbi, dell'Istituto di virologia dell'Università degli Studi di Milano "si attua mediante la segnalazione immediata di tutti i casi di paralisi flaccida che si manifestino in giovani sotto i 15 anni e l'avvio a indagini di laboratorio. Infatti la PFA è molto simile alla paralisi che si manifesta nel corso di numerose malattie neurologiche per cui sono indispensabili prove virologiche per accertare che si tratti effettivamente di poliomielite". In Italia la sorveglianza viene svolta grazie alla collaborazione tra Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità e 20 centri regionali di riferimento (tra cui l'Istituto in cui opera Maria Barbi). "La sorveglianza della PFA" continua Barbi "ha lo scopo di garantire l'immediata individuazione di possibili focolai di poliovirus selvaggio. Infatti il virus circola silenziosamente, infettando centinaia di persone, già prima che si manifesti il primo caso di paralisi. Grazie ai risultati della sorveglianza della PFA e di ricerche sull'ambiente che hanno rivelato l'assenza di poliovirus selvaggi, l'Italia ha contribuito all'ottenimento della certificazione polio-free per la Regione Europea nel 2002".

Il punto della situazione
La certificazione polio-free viene rilasciata dall'OMS in seguito alla dimostrazione dell'assenza da almeno tre anni di casi di poliomielite; nel 1994, passati i 3 anni dall'ultimo caso di polio in Perù, l'America è la prima a ottenere la certificazione e nel 2000 è la volta della regione del Pacifico occidentale. Ma qual è la situazione oggi? "Nel 1988 i casi al mondo erano circa 350000 in 125 paesi" dice Ronald Sutter, rappresentante dell'OMS "oggi i casi di polio notificati sono 1219 distribuiti in sei paesi che sono sempre rimasti endemici (Nigeria, Niger, Egitto, India, Afghanistan e Pakistan) e altri dieci che hanno visto il ristabilirsi della circolazione del virus, come quelli corno d'Africa. E proprio da qui, precisamente dalla Somalia, parte la campagna di intervento che punta a immunizzare più di 34 milioni di bambini. L'obiettivo prefissato dall'OMS è l'interruzione della trasmissione del virus selvaggio in tutto il mondo entro il 2008".

Ombretta Bandi


Fonti
Conferenza stampa "Vaccinazione anti-poliomielite: 50 anni di successi". Milano 27 settembre 2005


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