Epatite virale - Argomenti

Regole per evitare il contagio

La facile diffusione dei virus epatici nell'ambiente sociale rende necessario seguire precisi comportamenti per evitare il contagio. Le comuni norme di igiene, infatti, sono di aiuto, ma non certo sufficienti. Le principali norme da rispettare, soprattutto se si vive in comunità, équipe sanitarie, asili o a stretto contatto con un portatore, sono le seguenti: usare il preservativo durante i rapporti sessuali occasionali o con persone a rischio; evitare lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti; utilizzare esclusivamente oggetti monouso (siringhe) o personali (spazzolino da denti, pettini, rasoi, forbici, ecc.); disinfettare sempre gli oggetti che possono essere contaminati dal virus dell'epatite B. Quest'ultimo, infatti, è estremamente resistente: conserva la sua virulenza anche se esposto all'aria per più giorni, a differenza del virus dell'Aids, che invece è estremamente "debole". Gli oggetti infettati, quindi, dovrebbero per prima cosa essere sottoposti ad una prolungata bollitura (almeno 1 ora) e, successivamente, sterilizzati con disinfettanti "energici", come la candeggina (detta anche ipoclorito di sodio).
Per le epatiti a trasmissione oro-fecale (A ed E) è importante non consumare prodotti ittici crudi; lavare le verdure accuratamente prima di consumarle, possibilmente tenendole a bagno per mezz'ora in acqua, con aggiunta di disinfettanti a base di cloro; non bere acqua di pozzo; preferire cibi appena cotti e consumarli caldi; conservare in frigorifero i cibi appena cotti, se non devono essere consumati subito; sbucciare la frutta da mangiare; curare scrupolosamente l'igiene personale, soprattutto della mani, che devono essere sempre accuratamente lavate con acqua e sapone prima dei pasti e dopo aver utilizzato i servizi igienici; attuare ogni misura per eliminare gli insetti dall'ambiente, nonché proteggere sempre gli alimenti da polvere e insetti.
E' regola generale, infine, consultare subito un medico nel caso compaiano sintomi che possono far pensare al contagio dell'epatite, per ottenere così una diagnosi precisa e una cura appropriata.

Annapaola Medina


Fonte:
Ministero della Sanità; Dipartimento della Prevenzione - Ufficio profilassi Malattie Infettive 


 

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