Dieta ed esercizio per aiutare la salute cerebrale nel diabete di tipo 2

06 dicembre 2017
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Dieta ed esercizio per aiutare la salute cerebrale nel diabete di tipo 2



Il diabete di tipo 2 influenza la salute di cuore e vasi, ma con una dieta adeguata e con costanza nell'attività fisica è possibile mettere un freno ai danni che questa condizione crea anche a livello cerebrale. «La presenza di diabete di tipo 2 ha un effetto importante sulla circolazione sanguigna poiché modifica il diametro dei vasi e uò rendere difficoltosa la circolazione del sangue» spiega Mark Espeland, della Wake forest university di Winston-Salem, negli Stati Uniti, primo autore di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Journal of the American geriatrics society.
 
Stili di vita
«Anche l'obesità è associata a una riduzione del flusso sanguigno cerebrale che a sua volta si lega a problemi cognitivi in particolare nei pazienti che mostrano resistenza all'insulina» continua il ricercatore, che assieme ai colleghi ha condotto uno studio per determinare se interventi sullo stile di vita a lungo termine potessero modificare il flusso sanguigno al cervello in persone con diabete di tipo 2. «Per raggiungere l'obiettivo della ricerca abbiamo esaminato le informazioni provenienti dallo studio Action for Health in Diabetes (Look AHEAD) durato 10 anni» affermano gli autori precisando che i partecipanti allo studio originale erano stati suddivisi in due gruppi. Un gruppo è stato sottoposto a un intervento intensivo sullo stile di vita fatto di una riduzione delle calorie giornaliere (consumo di 1.200-1.800 kcal al giorno per perdere peso) e di 175 minuti settimanali di attività fisica, mentre il secondo gruppo - il gruppo controllo - seguiva un programma di incontri di informazione e supporto sul diabete. «I risultati delle risonanze magnetiche cerebrali e i risultati di test specifici sulle funzioni cognitive hanno dimostrato che il flusso sanguigno a livello cerebrale era maggiore nei partecipanti che avevano modificato il proprio stile di vita perdendo peso e muovendosi di più» spiega Espeland ricordando però che questi risultati valgono in particolare per le persone sovrappeso, ma non per quelle obese.

Fonte: Journal of the American Geriatrics Society2017; Doi: 10.1111/jgs.15159


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