Pamidronato Disodico Pfizer u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml

Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2018
Farmaci - Pamidronato Disodico Pfizer

Pamidronato Disodico Pfizer u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Pfizer Italia S.r.l.

MARCHIO

Pamidronato Disodico Pfizer

CONFEZIONE

u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml

ALTRE CONFEZIONI DI PAMIDRONATO DISODICO PFIZER DISPONIBILI

PRINCIPIO ATTIVO
acido pamidronico sale disodico

FORMA FARMACEUTICA
soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO
Osteomodulanti

CLASSE
H

RICETTA
medicinale dispensabile al pubblico con ricetta medica lim. da rinnovare di volta in volta rilasciata da centri osp.o da specialista internista, ortopedico, oncologo, radioterapista, ematologo

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
68,96 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Pamidronato Disodico Pfizer u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml

Trattamento dell'ipercalcemia neoplastica.

Prevenzione degli eventi correlati all'apparato scheletrico (fratture patologiche, schiacciamenti vertebrali, radioterapia o interventi chirurgici all'osso, ipercalcemia) in pazienti affetti da tumore della mammella con metastasi ossee o mieloma multiplo con lesioni ossee, in aggiunta al trattamento specifico del tumore.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Pamidronato Disodico Pfizer u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml

Ipersensibilità al pamidronato, o ad altri bisfosfonati o agli eccipienti elencati nel paragrafo (qui non riportato) 6.1.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Pamidronato Disodico Pfizer u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml

Generale

Il pamidronato deve essere somministrato sotto il controllo di un medico attrezzato per il monitoraggio degli effetti clinici e biochimici.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose massima (90 mg), cioè è essenzialmente ‘privo di sodio'.

Il pamidronato può causare irritazione oculare.

Il pamidronato non deve mai essere somministrato mediante iniezione in bolo, poichè può provocare gravi reazioni locali e tromboflebiti. Il farmaco deve sempre essere diluito e somministrato mediante infusione endovenosa lenta .

È essenziale, nel trattamento dell'ipercalcemia secondaria a tumore, che l'idratazione endovenosa sia istituita per mantenere la diuresi. I pazienti devono essere idratati in maniera adeguata per tutta la durata del trattamento evitando la sovraidratazione; questo è particolarmente importante nei pazienti in trattamento con diuretici. Nei pazienti con malattia cardiaca, in particolare gli anziani, il sovraccarico di sodio potrebbe precipitare lo scompenso cardiaco (insufficienza ventricolare sinistra o scompenso cardiaco congestizio). La febbre (sintomi simil influenzali) può contribuire a questo deterioramento.

I parametri metabolici dell'ipercalcemia standard compreso il calcio e il fosforo sierici devono essere monitorati dopo l'inizio della terapia con pamidronato disodico.

I pazienti sottoposti a chirurgia tiroidea possono essere particolarmente suscettibili allo sviluppo di ipocalcemia secondario a ipoparatiroidismo relativo.

I pazienti con anemia, leucopenia o trombocitopenia devono essere sottoposti a controlli ematologici regolari.

Insufficienza renale

Non somministrare il pamidronato insieme ad altri bisfosfonati. L'utilizzo combinato del pamidronato con altri farmaci che abbassano il livello del calcio, può provocare una notevole ipocalcemia.

I bisfosfonati, compreso il pamidronato disodico, sono stati associati a tossicità renale che si manifesta come un deterioramento della funzione renale e potenziale insufficienza renale. Il deterioramento renale, la progressione in insufficienza renale e la dialisi sono state segnalate nei pazienti dopo la dose iniziale o dopo dose singola di pamidronato disodico. Se si riscontra un deterioramento della funzione renale nel corso della terapia con pamidronato disodico, l'infusione deve essere sospesa. Il deterioramento della funzione renale (che comprende l'insufficienza renale) è stato segnalato dopo trattamento a lungo termine con pamidronato nei pazienti con mieloma multiplo. Tuttavia, il progredire della malattia sottostante e/o la presenza di complicanze concomitanti non permettono di comprovarne il rapporto causale con il pamidronato.

A causa del rischio di deterioramento clinico significativo della funzione renale che potrebbe progredire a insufficienza renale, i dosaggi singoli di pamidronato disodico non devono superare i 90 mg, rispettando i tempi di infusione raccomandati .

Il pamidronato disodico viene escreto intatto principalmente dai reni , pertanto il rischio di reazioni avverse renali potrebbe essere maggiore nei pazienti con compromissione della funzione renale.

Pamidronato disodico non deve essere somministrato a pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) salvo i casi in cui l'ipercalcemia indotta dal tumore metta a rischio la vita e i benefici siano maggiori del rischio potenziale. In questi casi il pamidronato deve essere utilizzato con cautela e con attento monitoraggio della funzionalità renale.

I pazienti, in particolare quelli che ricevono frequenti infusioni di pamidronato per periodi di tempo prolungati, e quelli con pregresse malattie renali o predisposizione alla compromissione della funzionalità renale (es. pazienti con mieloma multiplo e/o ipercalcemia neoplastica), devono essere sottoposti a controlli ematici prima di ciascuna dose di pamidronato disodico (creatininemia e azotemia), e a controlli clinici della funzionalità renale. È opportuno anche controllare il ricambio dei liquidi (diuresi, peso giornaliero).

Insufficienza epatica

Il pamidronato disodico non è stato studiato nei pazienti con grave insufficienza epatica, pertanto non possono essere formulate raccomandazioni specifiche per questa popolazione di pazienti .

Supplementi di Calcio e di Vitamina D

Per ridurre il rischio di ipocalcemia, in assenza di ipercalcemia, ai pazienti con metastasi ossee predominante litica o mileoma multiplo, a rischio di carenza di calcio o di vitamina D, vanno somministrati dosi supplementari orali di calcio e di vitamina D.

Osteonecrosi della mandibola/mascella

L'osteonecrosi della mandibola/mascella (ONJ) è stata segnalata con frequenza non comune nelle sperimentazioni cliniche e dopo l'immissione in commercio nei pazienti che ricevono pamidronato.

L'inizio del trattamento o di un nuovo ciclo di trattamento deve essere ritardato nei pazienti con lesioni buccali aperte del tessuto molle non cicatrizzate ad eccezione delle situazioni di emergenza medica.

Si raccomanda un esame dentistico con idonea odontoiatria preventiva e una valutazione del rapporto beneficio/rischio individuale prima del trattamento con bifosfonati in pazienti con fattori di rischio concomitanti.

I seguenti fattori di rischio devono essere considerati quando si valuta il rischio di un individuo di sviluppare ONJ:

  • Potenza del bifosfonato (rischio maggiore per composti altamente potenti), via di somministrazione (rischio maggiore per somministrazione parenterale) e dose cumulativa di bifosfonato
  • Cancro, condizioni di co-morbilità (ad es. anemia, coagulopatie, infezione), fumo
  • Terapie concomitanti: chemioterapia, inibitori dell'angiogenesi , radioterapia al collo e alla testa, corticosteroidi
  • Anamnesi di malattia odontoiatrica, scarsa igiene orale, malattia parodontale, procedure odontoiatriche invasive (ad es. estrazioni di denti) e protesi dentarie male adattate
Tutti i pazienti devono essere incoraggiati a mantenere una buona igiene orale, sottoporsi a controlli dentistici di routine e segnalare immediatamente qualsiasi sintomo orale, come mobilità dentale, dolore o rigonfiamento, o mancata cicatrizzazione di piaghe o secrezione durante il trattamento con Pamidronato Disodico Hospira. Durante il trattamento, le procedure odontoiatriche invasive devono essere effettuate solo dopo attenta valutazione ed essere evitate in prossimità della somministrazione di pamidronato.

Nel caso dei pazienti che sviluppano osteonecrosi della mandibola/mascella mentre ricevono la terapia con bifosfonato, un intervento di chirurgia odontoiatrica può esacerbare la condizione. Per i pazienti che richiedono procedure odontoiatriche, non esistono dati disponibili che suggeriscano che l'interruzione del trattamento con bifosfonato riduce il rischio di osteonecrosi della mandibola/mascella.

Il piano di gestione per i pazienti che sviluppano ONJ deve essere impostato in stretta collaborazione tra il medico curante e un dentista o chirurgo orale con esperienza in ONJ.

Finché la condizione non si risolve e i fattori di rischio che vi concorrono non sono mitigati, ove possibile, l'interruzione temporanea del trattamento con pamidronato deve essere presa in considerazione.

Osteonecrosi del canale uditivo esterno

È stata riferita osteonecrosi del canale uditivo esterno in concomitanza con l'uso di bisfosfonati, prevalentemente in associazione a terapie di lungo termine. Tra i possibili fattori di rischio dell'osteonecrosi del canale uditivo esterno sono inclusi l'uso di steroidi e la chemioterapia e/o fattori di rischio locali quali infezione o trauma. L'eventualità di osteonecrosi del canale uditivo esterno deve essere valutata in pazienti trattati con bisfosfonati che presentano sintomi a carico dell'orecchio, tra cui infezioni croniche dell'orecchio.

Dolore muscoloscheletrico

Durante l'esperienza post-marketing è stato riportato dolore alle ossa, alle articolazioni e/o ai muscoli, grave e occasionalmente invalidante, in pazienti trattati con bisfosfonati. Tali segnalazioni comunque sono state non frequenti. Questa categoria di farmaci comprende il pamidronato disodico per infusione. Dopo l'inizio del trattamento il tempo di insorgenza dei sintomi variava da un giorno a diversi mesi. La maggior parte dei pazienti ha avuto un'attenuazione dei sintomi dopo l'interruzione del trattamento. Un sottogruppo ha avuto una recidiva dei sintomi quando veniva sottoposto ad un ulteriore trattamento con lo stesso farmaco o con un altro bisfosfonato.

Fratture atipiche del femore

Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bisfosfonati per l'osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all'inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. È stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l'interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale.

Durante il trattamento con bisfosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all'anca o all'inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un'incompleta frattura del femore.

Il pamidronato non è raccomandato durante la gravidanza.

Non vi è esperienza clinica con il pamidronato in pediatria e negli adolescenti (<18 di età).


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Pamidronato Disodico Pfizer u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml

L'uso concomitante di altri bisfosfonati, di altri agenti anti-ipercalcemici e di calcitonina può causare ipocalcemia e sintomi clinici correlati (parestesia, tetania, ipotensione).

Nei pazienti affetti da grave ipercalcemia, l'azione combinata del pamidronato con calcitonina o con mitramicina è efficace nell'accelerare e potenziare l'effetto della diminuzione del calcio.

Poiché il pamidronato si lega al tessuto osseo, in teoria può interferire con gli esami scintigrafici.

Il pamidronato disodico è stato somministrato in concomitanza con i comuni farmaci antitumorali senza interazione significativa.

Bisogna prestare attenzione quando si utilizza il pamidronato disodico insieme ad altri farmaci potenzialmente nefrotossici.

Si consiglia di fare attenzione quando pamidronato viene somministrato con medicinali anti-angiogenici, in quanto si è osservato un aumento dell'incidenza di ONJ nei pazienti trattati contemporaneamente con questi medicinali.


Nei pazienti con mieloma multiplo il rischio di disfunzione renale potrebbe aumentare quando il pamidronato disodico viene usato in combinazione con la talidomide.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Pamidronato Disodico Pfizer u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml

Non sono disponibili dati inerenti il sovradosaggio di pamidronato.

I pazienti che ricevono dosaggi maggiori di quelli raccomandati devono essere attentamente monitorati. Nell'eventualità che si manifesti ipocalcemia clinicamente significativa con parestesia, tetania e ipotensione, si può intervenire somministrando un'infusione di calcio gluconato. L'ipocalcemia acuta è improbabile dopo pamidronato perchè la calcemia diminuisce progressivamente per diversi giorni dopo il trattamento.


EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Pamidronato Disodico Pfizer u. osped. ev 1 fl.conc. 30 mg/10 ml

Le reazioni avverse al pamidronato disodico sono solitamente modeste e transitorie. Le reazioni più comuni sono ipocalcemia asintomatica, sintomi simil-influenzali e febbre (un aumento della temperatura corporea di 1°C -2°C che può durare fino a 48 ore). Normalmente, la febbre scompare spontaneamente, e non richiede alcun tipo di trattamento. Le reazioni acute simil-influenzali si verificano solitamente solo con la prima infusione di pamidronato. L'ipocalcemia sintomatica è comune. Si può anche manifestare infiammazione locale dei tessuti molli nella sede d'infusione, in particolare con le dosi più elevate. Osteonecrosi, con interessamento prevalente della mandibola, è stata riportata non comunemente .

Stima della frequenza: Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, < 1/10); non comune (≥1/1.000, < 1/100); raro (≥1/10.000, < 1/1.000); molto raro (<1/10.000); Non nota (non può essere stimata dai dati disponibili).

Sono stati segnalati i seguenti eventi avversi da studi clinici e dall'esperienza post-marketing con pamidronato.

Infezioni e Infestazioni:

Molto raro: Riattivazione dell'Herpes simplex e dell'Herpex zoster

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Comune: Anemia, trombocitopenia, linfocitopenia.

Molto raro: Leucopenia.

Disturbi del sistema immunitario:

Non comune: Reazioni allergiche, reazioni anafilattiche, broncospasmo (dispnea), ed edema (angioneurotico) di Quincke.

Molto raro: Shock anafilattico.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune: Ipocalcemia, ipofosfatemia.

Comune: Ipokaliemia, ipomagnesemia.

Molto raro: Iperkaliemia, ipersodiemia.

Patologie del Sistema Nervoso:

Comune: Ipocalcemia sintomatica (parestesia, tetania), mal di testa, insonnia, sonnolenza.

Non comune: Convulsioni, agitazione, capogiri, letargia.

Molto raro: Confusione, allucinazioni visive.

Non noto: Pseudotumor cerebri.

Patologie dell'occhio:


Comune: Congiuntivite.

Non comune: Uveite, (iriti, iridocicliti).

Molto raro: Scleriti, episcleriti, xantopsia.

Non nota: Infiammazione dell'orbita.

Patologie dell'orecchio e del labirinto:

Molto raro: osteonecrosi del canale uditivo esterno (reazione avversa per la classe dei bisfosfonati).

Patologie cardiache:

Molto raro: Scompenso ventricolare sinistro (dispnea, edema polmonare), insufficienza cardiaca congestizia (edema) da eccesso di liquidi.

Non noto: Fibrillazione atriale.

Patologie vascolari:

Comune: Ipertensione.

Non comune: Ipotensione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Molto raro: Sindrome da stress respiratorio degli adulti, malattia polmonare interstiziale.

Patologie gastrointestinali:

Comune: Nausea, vomito, anoressia, dolore addominale, diarrea, costipazione , gastrite.

Non comune: Dispepsia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Comune: Rash

Non comune: Prurito

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

Comune: Dolore osseo passeggero, artralgia, mialgia, dolore generalizzato.

Non comune: Crampi muscolari, osteonecrosi.

Non nota: Osteonecrosi della mandibola/mascella.

Osteonecrosi della mandibola/mascella

Casi di osteonecrosi (della mandibola) sono stati segnalati prevalentemente nei pazienti oncologici trattati con medicinali che inibiscono il riassorbimento osseo, come Pamidronato Disodico Hospira . Molti di questi pazienti inoltre ricevevano chemioterapia e corticosteroidi e presentavano segni di infezione locale inclusa osteomielite. La maggior parte delle segnalazioni si riferisce a pazienti oncologici che hanno subito estrazioni di denti o altri interventi di chirurgia odontoiatrica.


Patologie renali e urinarie:

Non comune: Scompenso renale acuto.

Raro: Glomerulosclerosi focale segmentale incluso la variante collassante, sindrome nefrotica,.

Molto raro: Ematuria, peggioramento delle pre-esistenti patologie renali, disfunzione dei tubuli renali, nefrite tubulointerstiziale, glomerulonefrite.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Molto comune: Febbre e sindrome simil-influenzale talvolta accompagnata da malessere, rigidità, astenia e vampate.

Comune: Reazioni al sito di infusione (dolore, rossore, gonfiore, indurimento, flebite, tromboflebite).

Esami diagnositici:

Comune: Aumento della creatinemia.

Non comune: Test della funzionalità epatica alterati, aumento dell'uricemia.

Molti di questi effetti indesiderati possono essere imputabili alla malattia di base.

In uno studio clinico in cui sono stati messi a confronto gli effetti dell'acido zoledronico (4 mg) e dell'acido pamidronico (90 mg), il numero di eventi avversi di fibrillazione atriale è risultato più alto nel gruppo trattato con acido pamidronico (12/556, 2,2%) rispetto al quello trattato con acido zoledronico (3/563, 0,5%).

Precedentemente, in uno studio clinico, in cui sono stati arruolati pazienti con osteoporosi postmenopausale, nei pazienti trattati con acido zoledronico (5 mg) è stato osservato un aumento del tasso di eventi avversi gravi di fibrillazione atriale rispetto al placebo (1,3% rispetto allo 0,6%). Il meccanismo relativo all'aumento dell'incidenza di fibrillazione atriale in associazione con il trattamento con acido zoledronico e pamidronico è sconosciuto.

Sono stati segnalati i seguenti eventi avversi durante l'esperienza post-marketing (frequenza non comune): Casi di osteonecrosi (principalmente della mandibola) in maniera predominante nei pazienti oncologici trattati con  bisfosfonati. Molti erano affetti da infezioni locali compresa l'osteomielite. La maggior parte delle segnalazioni si riferivano a pazienti con tumore dopo estrazione dentaria o dopo altri interventi chirurgici odontoiatrici. L'osteonecrosi della mandibola è costituita da fattori multipli ben documentati di rischio compresa la diagnosi di tumore, terapie concomitanti (ad es. chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi) e condizioni di morbosità concomitanti (ad es. anemia, coagulopatie, infezione, malattie del cavo orale pre-esistenti). Sebbene la casualità non è valutabile, siccome il periodo di recupero può essere prolungato è prudente evitare gli interventi chirurgici sui denti . I dati suggeriscono una maggiore frequenza di segnalazione di osteonecrosi della mascella a seconda del tipo di tumore (tumore della mammella avanzato, mieloma multiplo).

Durante l'esperienza post-marketing sono state riportate le seguenti reazioni (frequenza rara): Fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bisfosfonati).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema di monitoraggio nazionale all'indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.



CONSERVAZIONE



Non conservare ad una temperatura superiore ai 25°C.

Dopo diluizione - Consultare 6.3.




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