Pneumotorace spontaneo

29 agosto 2017

Pneumotorace spontaneo



Definizione


Con il termine pneumotorace si indica la presenza di aria nello spazio pleurico, condizione che causa il collassamento del polmone. Normalmente, infatti, tra la pleura parietale e quella viscerale non c'è aria: c'è uno spazio virtuale caratterizzato da una pressione negativa determinata dalla forza di retrazione elastica dei polmoni e da quella espansiva della gabbia toracica.


Cause


Il pneumotorace spontaneo è provocato dalla rottura di bolle congenite presenti all'interno della pleura viscerale o da una patologia polmonare sottostante. Il primo caso è più frequente nei giovani adulti (20-35 anni) di sesso maschile, in salute, per lo più magri, alti e longilinei e fumatori.
L'aria può entrare all'interno dello spazio pleurico da una lesione della pleura parietale e quindi è aria atmosferica che giunge dall'esterno (pneumotorace aperto), oppure per lesioni della pleura viscerale o mediastinica con fuoriuscita di aria dal parenchima polmonare sottostante o dalle grosse vie aeree (pneumotorace chiuso).


Sintomi


Il pneumotorace si caratterizza per la comparsa di un dolore toracico improvviso, puntorio, come una pugnalata, localizzato a livello periscapolare, con dispnea e tosse stizzosa. La dispnea è ben tollerata all'inizio e, nei casi in cui il pneumotorace è modesto, può attenuarsi nel tempo. Peggiora invece nei casi di retrazione polmonare importante o in presenza di patologie respiratorie sottostanti.


Diagnosi


La radiografia del torace è l'esame d'elezione da eseguire, se possibile, in posizione eretta e in proiezione antero-posteriore. La lastra evidenzia la presenza di una falda aerea intrapleurica, diafana, generalmente localizzata nei campi polmonari superiori.
L'esame obiettivo è in grado di fornire informazioni utili solo quando il grado di collassamento polmonare è di una certa entità.


Cure


Le cure dipendono dal grado di compromissione della funzione respiratoria e dal livello di retrazione polmonare.
Nei casi asintomatici e considerati stabili si procede con l'osservazione, eventualmente accelerando la guarigione spontanea con la somministrazione di ossigeno ad alti flussi.
Nei casi sintomatici e con falda aerea di dimensioni considerevoli si deve procedere con il posizionamento di un tubo per il drenaggio pleurico collegato a una valvola ad acqua, questa procedura permette la rapida riespansione del polmone.
Il trattamento chirurgicosi riserva ai casi che non si risolvono dopo 5-7 giorni di drenaggio, oppure alle recidive, che possono presentarsi in genere entro i primi 2 anni.

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier



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