Degenerazione maculare senile

29 agosto 2017

Degenerazione maculare senile



Definizione


La degenerazione maculare senile, o legata all'età, è così definita perché insorge normalmente dopo i 50 anni d'età. È una malattia della macula, la zona più centrale della retina ricchissima di fotorecettori, che va incontro a progressiva degenerazione, fino a causare deficit visivo irreversibile. Si distinguono una forma essudativa e una non essudativa, detta anche secca o atrofica.

Cause


L'eziologia è multifattoriale, una tra le prime cause è lo scompenso della funzione cellulare dell'epitelio pigmentato retinico, dovuto a insufficienza metabolica e fagocitaria età-dipendente delle cellule dell'epitelio. I fattori di rischio più rilevanti sono: l'età, la familiarità, e l'abitudine del fumo di sigaretta.

Sintomi


La malattia si manifesta con progressiva diminuzione dell'acuità visiva, scotoma centrale, alterata sensibilità al contrasto e alterata percezione dei colori.
Nelle forme essudative si ha anche metamorfopsia, cioè visione deformata degli oggetti.

Diagnosi


La diagnosi si pone dopo esame del fondo oculare e indagini di diagnostica per immagini della regione maculare, come fluorangiografia retinica, angiografia con verde d'indocianina, tomografia ottica a luce coerente.

Cure


Per la forma non essudativa, o atrofica, non ci sono cure efficaci.
Per la forma essudativa si ricorre a fotocoagulazione laser, terapia fotodinamica e somministrazione ripetuta di farmaci anti-Vegf (Vascular endotelial growth factor) all'interno del corpo vitreo.
Le terapie più recenti per la forma essudativa neovascolare riescono a rallentare il peggioramento visivo e qualche volta si ottiene un parziale recupero del deficit visivo.

Fonte: Azzolini C, Carta F, Marchini G, Menchini U. Clinica dell'apparato visivo. Ed. Elsevier Masson 2010


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