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Domanda di: Mente e cervello

15/02/2007 13:05:14

Depressione associata ad ansia

Nell'arco di una quindicina d'anni, ho sofferto di 3-4 episodi importanti di depressione. L'ultimo, manifestatosi in vacanza lo scorso agosto, con episodi di ansia, panico, paura del buio, dell'aereo, dei luoghi chiusi, difficoltà di respirazione e incapacità di tollerare la lontananza da centri abitati (oserei definirla "paura della paura" di ansia e panico in situazioni e luoghi da cui è difficile uscire), mi ha fatta scappare precipitosamente a casa ("se devo stare male, preferisco stare male a casa"); il medico di base mi ha prescritto 2 compresse di samyr 400 al giorno, più una capsula di Fluoxeren (che già avevo iniziato ad assumere in vacanza, ai primi sintomi anomali). Nel giro di poche settimane ho avuto un notevole miglioramento, tanto che ho sospeso il fluoxeren e a poco a poco anche il samyr. Chiuso il 2006 decisamente bene, i primi giorni dell'anno, in concomitanza proprio con un momento di tranquillità e di riposo feriale a casa, ho iniziato ad avvertire sintomi di abbassamento del tono dell'umore, stato di ansia, sensazione di groppo alla bocca dello stomaco (con frequente necessità di respirare profondamente). Da "stregona" ho ripreso da sola l'assunzione di Samyr in capsule, passando praticamente il mese di gennaio in fase altalenante, con momenti di apparente e illusorio miglioramento seguiti a ricadute nello stato ansioso e di prostrazione. Qualche giorno fa, visto il perdurare della situazione negativa, sono tornata dal medico di base, che mi ha confermato i due Samyr 400 al giorno, aggiungendo il Fluoxeren. In concomitanza con l'assunzione del Fluoxeren sto passando i giorni peggiori, mi sono stabilizzata in uno stato di angoscia perenne, di impossibilità a affrontare anche le minime incombenze quotidiane, con un marcato senso di perdita dell'appetito, che si manifesta in una sensazione di "chiusura" alla gola, di estrema fatica a mangiare che mi provoca pure accelerazione dei battiti cardiaci. Il tutto associato a sensazioni già precedenti, ora esasperate, quali il senso di prostrazione emotiva, il disinteresse per ogni cosa (in condizioni normali) piacevole, la sensazione che la situazione sia irreversibile e che mi manchino tutte le forze necessarie a provare ad affrontarla. L'unico, leggero sollievo, mi viene in genere alla fine della giornata, quando i fenomeni hanno una leggera diminuzione, tanto da permettermi di addormentarmi quasi sempre senza problemi (ma con risvegli frequenti e angosciosi verso il mattino). In caso di bisogno, prendo 15 gocce di Lexotan, soprattutto la sera, ma anche in particolari momenti della giornata in cui mi sento più in difficoltà e mi danno una leggera sensazione di rilassatezza, pur perdurando i disturbi sopra descritti. Mi sto dibattendo nell'incertezza che il mio organismo non risponda alla terapia e nella titubanza a consultare uno specialista, temendo tempi lunghi e il protrarsi di una situazione che mi sta procurando una pessima qualità della vita, il prosciugamento delle energie e un'enorme sofferenza emotiva. Essendo recidiva all'episodio depressivo, lo sconforto nel dover riaffrontare quello che so essere un doloroso cammino mi prostra ulteriormente.

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Risposte:


Risposta del18/02/2007

Evidentemente c'è una sottostante struttura che porta peridicamente a questi problemi. Credo che la terapia sia da rivalutare, anche se quella consigliata è fondamentalmente buona. Però si potrebbe capire meglio il bilanciamento tra antidepressivo e ansiolitico. Il lexotan potrebbe essere sostituito con un farmaco più specifico e anche l'anitpedressivo potrebbe essere cambiato cercando una molecola più adatta agli attacci di panico. Mi chiedo se non abbia mai pensato ad una psicoterapia, perchè in casi come il suo può essere molto utiole , fino a renedere non necessari i farmaci.

Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)


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