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Domanda di: Mente e cervello

30/05/2008 11:47:54

Io causa di panico

Gentile esperto,sarei grata se potesse darmi un aiuto o per lo meno un consulto su quello che mi è capitato,non a me in prima persona ma comunque coinvolta direttamente nella situazione,per riuscire almeno a ritrovare un po’ della serenità perduta…
Vi spiegherò in breve il mio problema:
Il mio fidanzato,con il quale convivevo fino a pochi giorni fa,più o meno un mesetto fa ha cominciato a soffrire di attacchi di panico:Dolori al petto e al braccio,tachicardia,senso di soffocamento,vertigini,paura di morire o di avere qualche brutta malattia.
Appena è iniziato a stare male,siamo andati 2 volte al pronto soccorso,dove,dopo tutti gli esami del caso,non gli è stato trovato niente.Allorchè visto che le crisi continuavano abbiamo capito che si trattava di crisi di panico.
Lui diceva che le crisi le venivano quando era a casa,la notte non dormiva perché appena si addormentava subito si svegliava di soprassalto preso dalla crisi..fino a che aveva paura di venire a casa..
Io inizialmente,ho sottovalutato un po’ la cosa,e forse non l’ho aiutato nella maniera giusta,sdrammatizzavo e pensavo alcune volte che fosse un po’ ipocondriaco e si inventasse i suoi mali…ma,appena ho capito la gravità della situazione ho provato a stargli vicino infondendogli tranquillità,comprensione e appoggio,cosa che forse prima non avevo fatto.
Fino a che è arrivato a dire che forse sono stata io la causa dei suoi attacchi di panico,il perché non riesce a venire a casa e 3 giorni fa sono dovuta andare via da casa nostra perché lui in lacrime mi ha chiesto di farlo…
Io le chiedo se è possibile che una persona in particolare possa essere la causa di questo problema…e se può succedere che chi soffre di questo possa vedere la propria casa come il posto che dà luogo alle crisi,perché documentandomi,ho letto che spesso succede al contrario,che non si riesce ad uscire di casa ed affrontare il mondo esterno.
Ora lui si sta curando con lo xanax e ha già fatto una seduta dallo psicologo di cui io non so cosa gli abbia detto.Il mio fidanzato ha 33 anni,ha un lavoro abbastanza soddisfacente anche se discontinuo perché lavora nei locali notturni,il resto del giorno non lavora e nel mese di aprile ha lavorato molto poco, in più ha perso suo padre nel giugno scorso per un brutto male e che sembrava avesse superato abbastanza bene…inoltre ha fatto uso di cannabis per tanti anni(ora ha smesso per ovvi motivi).
Pùò accadere che queste crisi facciano vedere la realtà distorta da quella che è veramente?posso essere stata davvero io il fattore scatenante di questo problema o è lui che con la sua fragilità mentale ha erroneamente pensato che fossi io?e se così fosse quando tornerà a stare meglio riuscirà a vedere di nuovo le cose con lucidità?
Le cose tra noi andavano abbastanza bene,tra alti e bassi,ma sempre con la voglia e il dialogo di affrontare i problemi…nonostante sia io la persona più fragile e negativa tra di noi.
Spero vivamente che possa darmi una mano,perché ora oltre al dolore di averlo perso,convivo con dei sensi di colpa devastanti che rischiano di far ammalare anche me.
La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione e porgo i miei più cordiali saluti

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Risposte:


Risposta del03/06/2008

Stia tranquilla, lei non è la causa di tutto ciò! E' evidente che il suo fidanzato deve risolvere qualche conflitto interiore che riguarda la sua autonomia anche affettiva e la sua capacità di fare scelte. Può essere che questi attacchi di panico stiano portando alla luce aspetti molto fragili della personalità. E allora è un bene che ci sia l'occasione per affrontare i problemi alla radice.

Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)


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