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Domanda di: Mente e cervello

24/02/2005 15:02:00

Ischemia cerebrale

Mia madre, prossima ai 72 anni, il 19.02 scorso è stata ricoverata per una lieve ischemia cerebrale. Soggetto diabetico che si sottopone regolarmente a controlli, circa due giorni prima aveva accusato una temporanea difficoltà nel linguaggio; nel senso che sapeva perfettamente quale parola voleva dire ma non riusciva a pronunciarla. Il problema si è ripresentato il giorno dopo in modo più prolungato e dopo mia lunga insistenza e dopo averla fatta visitare dal ns. medico di famiglia, l'ho portata al pronto soccorso dell'ospedale dove, sottoposta a TAC, le riscontravano una lieve ischemia al lobo frontale sx e ne disponevano il ricovero. E' stata dimessa ieri mattina 23.02 in quanto secondo i medici ha reagito positivamente alle cure e non hanno ritenuto necessario prolungare il ricovero. Oltre a quanto ha regolarmente assunto prima di quest'episodio (GLUCOPHAGE 1000, EUTIROX 50, NOVONORM DA 1 MG E DA 2 MG, TORVAST 20, LANTUS) le sono stati prescritti ASCRIPTIN e PLAUNAC e non riconfermata l'assunzione di COAPROVEL e FISIOTENS. Ciò che mi ha lasciato un pò perplessa è che quando me l'hanno ricoverata hanno parlato di "lieve ischemia", sul foglio di dimissioni invece ho letto "ischemia cerebrale acuta". Che significa? Un'ultima domanda: nonostante abbia avuto una rapida ripresa con una buona padronanza del linguaggio (ogni tanto, credo più per un fatto emotivo, non riesce a dire qualche termine e si innervosisce) c'è qualche rischio se resta da sola? Mi spiego meglio: già sono fuori per lavoro tutto il giorno ed in più la prossima settimana dovrei allontanarmi per due settimane ed i componenti del nucleo familiare siamo solo noi due.
Restando in attesa di una Vs. risposta e scusandomi se sono stata prolissa invio distinti saluti.
Gaetana da Salerno

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Risposte:


Risposta del27/02/2005

Gentile signora Gaetana,
quello che è scritto sul foglio di dimissione sta a indicare che l'episodio si è verificato in modo acuto, cioè in un tempo molto breve e tale denominazione non è in rapporto all'estensione della zona ischemica, cioè della zona che ha sofferto per un mancato afflusso di sangue.
Le terapie consigliate sono appropiate. Le consiglio di controllare periodicamente i valori della coagulazione in considerazione che Sua mamma ha iniziato una terapia con un antiaggregante piastrinico che espone al rischio di emorragie.
Il disturbo della parola si definisce afasia espressiva o motoria perchè l'insulto ischemico si è verificato nell'emisfero sin, dove risiede appunto il centro del linguaggio e limitatamente appunto alla zona che "comanda" l'espressione del linguaggio e non la sua comprensione, situata più posteriormente. Il fatto comunque che la mamma ha recuperato tale deficit sta a significare che la zona colpita è appunto limitata, e se ancora capita di non riuscire a pronunciare qualche termine o nome non è emotività ma un residuo della afasia. Il fatto che si innervosisca è comprensibile e tipico in quanto la parola che vorrebbe pronunciare è ben chiara nel proprio pensiero: e questo chiaramente innervosisce.
Mi pare comunque che il decorso clinico sia verso il miglioramento.
In linea di principio tali episodi si possono riverificare, per cui Le consiglierei, in caso di prolungate Sue assenze, di far in modo che qualcuno anche saltuariamente possa tenere compagnia alla Sua mamma.
Cordialità ed Auguri
F.to:
Dott.Giovanni Migliaccio
Medico Ospedaliero
Specialista in Neurochirurgia
MILANO(MI)

Dott. Giovanni Migliaccio
Medico Ospedaliero
MILANO (MI)


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