Un bambino su cinque nasce da immigrati

19 gennaio 2011
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Un bambino su cinque nasce da immigrati



In Italia, un bambino su cinque nasce da genitori immigrati ma spesso, soprattutto le madri, hanno difficoltà nell'accesso ai servizi sanitari che, secondo la legge, sono assicurati a tutti gli immigrati, anche se non regolari. È quella che il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, ha definito «una sfida da affrontare con serietà e rigore dalla politica italiana», nel corso di un convegno promosso dall'associazione onlus Imagine, dedicato alla salute materno-infantile dei migranti in Italia. L'associazione ha realizzato un progetto pilota, durato due anni, nell'ospedale romano S. Filippo Neri, nel quale sono stati realizzati corsi di formazione di medicina transculturale, per 86 operatori sanitari dei reparti di Ostetricia, Neonatologia e Medicina interna, per migliorare la comunicazione e l'accesso alle cure da parte dei pazienti immigrati. «Il 7-8% del totale dei ricoveri e' per donne straniere» ha affermato Lorenzo Sommella, direttore sanitario dell'ospedale S. Filippo Neri di Roma «la maggior parte dei quali (830) sono stati ricoveri in ostetricia e ginecologia e la percentuale dei parti da madri immigrate effettuati presso la nostra struttura e' stata nel 2009 e nel 2010 il 25-30% del totale».


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