Farmaci contraffatti, a rischio l’acquisto sul web

16 febbraio 2011
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Farmaci contraffatti, a rischio l'acquisto sul web





Impiegati che «vendono ad amici e colleghi farmaci comprati online, riuscendo a ricavarci 3-6mila euro al mese». È questa una delle modalità più recenti in materia di farmaci contraffatti, a fare il punto sul fenomeno è Cosimo Piccinno, comandante dei carabinieri dei Nas, in occasione di un convegno sul commercio elettronico dei farmaci. «I modus operandi nel mercato della contraffazione farmaceutica cambiano sempre» spiega. E aggiunge: «Oltre agli impiegati insospettabili, ci sono anche professionisti che creano dei siti internet per vendere farmaci comprati a prezzi stracciati sul web. E poi, la criminalità organizzata che crea dei siti temporanei, per 8-10 giorni, giusto il tempo di acquisire il pacchetto clienti. Poi chiudono il sito e i clienti vengono gestiti da call center». Altra nuova tendenza è quella di creare holding con basi anche all'estero, che tentano di inserire e vendere i farmaci contraffatti nei circuiti legali, come farmacie e parafarmacie. «Cosa che finora abbiamo riscontrato solo per gli integratori» continua Piccinno. Infatti, è ormai un dato certo che gli acquisti via web stanno avendo una crescita esponenziale, anche per questioni di privacy e i dati dell'attività dei Nas lo dimostrano. Se tra il 2005 e 2008 sono state segnalate 1044 persone, arrestate 120 e sequestrate 136mila fiale e pillole, tra il 2009 e 2010 le persone segnalate sono state 2659, quelle arrestate 1339 e le fiale e pillole sequestrate 1,5 milioni. Da gennaio al 14 febbraio 2011 sono state segnalate 144 persone, arrestate 10 e sequestrate 160mila fiale.


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