Allergie da pollini, per ora rimandate

01 marzo 2011
Interviste

Allergie da pollini, per ora rimandate





Buone notizie per i milioni di italiani che soffrono di allergie: la quantità dei granuli dei pollini allergenici in atmosfera, almeno per il momento, per effetto delle piogge insistenti e del freddo dei primi giorni di gennaio, nonché delle basse temperature di questi giorni, sarebbe piuttosto contenuta. A tutto vantaggio degli allergici che, peraltro, in queste settimane manifestano i segni delle tipiche pollinosi invernali causate dal polline di cipresso, i cui effetti sull'uomo sono spesso confusi dalla coincidenza con i sintomi influenzali, caratteristici di questo periodo dell'anno. A fare il punto sugli effetti della pollinosi nell'imminenza dell'arrivo della primavera è Domenico Schiavino, direttore del Servizio di Allergologia del Policlinico universitario A. Gemelli di Roma.

Quali i primi segnali da temere?
Il prevedibile repentino aumento della temperatura, la presenza di vento e il clima secco saranno i segnali di "allarme rosso" per la diffusione nell'aria dei granuli pollinici, soprattutto delle graminacee. Attenzione, perciò, alle graminacee, il peggiore nemico per gli allergici in primavera, soprattutto nel Nord Italia.

Perché sono più preoccupanti le graminacee?
Poiché i granuli pollinici sono di dimensioni piuttosto grandi, provocano di solito sintomi a carico della mucosa congiuntivale e nasale, come starnuti, ostruzione nasale e rinorrea (è la sintomatologia della famosa hay fever degli anglosassoni, la febbre da fieno, nonostante la comparsa della febbre sia eccezionale).

Poi verso l'estate cambiano i protagonisti...
Come i soggetti allergici hanno già sperimentato sulla propria pelle le spore di alternaria e il polline di parietaria sono abbondantemente presenti nell'atmosfera durante il periodo estivo. La parietaria è una pianta infestante simile all'ortica, meglio conosciuta anche con il nome di erba muraiola. È molto diffusa al di sotto dei 1000 m di altitudine nel Sud d'Italia e nelle zone costiere mediterranee, dove si nota quasi ovunque, specialmente alla base dei muri soleggiati, in luoghi incolti vicino a ruderi, tra pietra e terra, difficilmente a contatto con asfalto e cemento.

Quale il ruolo dei mutamenti climatici?
Anche il mutare del clima, il "global warming" ha favorito negli ultimi anni un progressivo aumento della parietaria anche nel Nord Italia, ove si nota inoltre una maggiore durata della pollinazione rispetto al passato, con persistenza di valori elevati di polline fino a ottobre.

Veniamo ai rimedi. Solo terapie sintomatiche o anche il vaccino?
In questa fase dell'anno i soggetti allergici ai pollini possono ricorrere solo a terapie farmacologiche sintomatiche ma l'unica terapia eziologica, cioè l'unica terapia in grado di eliminare il problema alla "radice", e di modificare la storia naturale della patologia, consiste nell'indurre uno stato di tolleranza nei confronti del polline. Questo obiettivo può essere raggiunto con l´immunoterapia specifica (Its), comunemente definita vaccino. Per l'immunoterapia, però, ora è tardi. Bisognerà aspettare il prossimo autunno.


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