Computer: come proteggere schiena e occhi

04 marzo 2011
Interviste

Computer: come proteggere schiena e occhi





Chi deve utilizzare in modo sistematico o abituale un computer o un'attrezzatura munita di videoterminale, è esposto a un rischio maggiore di sviluppare disturbi fisici di vario genere, che interessano in particolare occhi, scheletro e muscolatura. Gianluca Marangi, medico del lavoro del Servizio prevenzione igiene sicurezza ambienti di lavoro (Spisal) della Ulss 20 di Verona, spiega quali sono i problemi a cui si può andare incontro e come fare per evitarli.


Quali sono i disturbi a cui si va incontro?
Sono per lo più riconducibili a due principali ambiti: quello della vista e quello della postura, dovuti in entrambi casi all'affaticamento causato dal fatto che si guarda a lungo un monitor in una posizione spesso seduta e fissa. Problemi reversibili, comunque, che in soggetti sani tendono a scomparire con il riposo.

Quali sono i segnali, a cui bisogna prestare attenzione, per capire che i nostri occhi sono affaticati dal computer?
L'affaticamento degli occhi, chiamato anche astenopia, inizia a comparire nella seconda parte della giornata lavorativa e può essere accompagnato da bruciore, rossore, lacrimazione, sensazione di presenza di corpo estraneo, fastidio alla luce, ammiccamento frequente.

Ci sono cause specifiche che determinano questi fastidi?
Vanno ricercate nell'ambiente ma anche nelle caratteristiche del soggetto. Per esempio, condizioni sfavorevoli di illuminazione e una postazione di lavoro non adatta con una superficie riflettente possono creare riflessi sul monitor, e quindi rendere più faticosa la visione. Ma anche un monitor posizionato troppo lontano o con caratteri troppo piccoli rende la lettura più difficile. Inoltre, va considerata anche la ventilazione degli ambienti che deve essere adeguata. Ma la stanchezza degli occhi può anche essere dovuta a difetti visivi, come miopia, presbiopia e astigmatismo che, se non corretti in modo opportuni, contribuiscono ad affaticare gli occhi, e non il contrario come a volte si pensa.

E per quanto riguarda i disturbi scheletrici e muscolari?
Lavorando al computer seduti per molte ore, la colonna vertebrale può risentirne con dolore e rigidità a livello cervicale, lombare o dorsale, possono comparire tensioni e a livello del polso anche infiammazione localizzata con formicolio. In generale si avverte una dolorabilità muscolare che aumenta con il numero di ore passate nella stessa posizione, ma che tende a scomparire con il riposo. A meno che non esistano già delle patologie, per esempio se c'è un'ernia del disco si può avvertire di più il dolore.

A che cosa sono dovuti questi disturbi?
Fondamentalmente, al poco movimento che fa il corpo durante lo svolgimento del lavoro, poiché si sta seduti per molte ore e magari in una posizione scorretta o con una postura sbagliata, per esempio, non appoggiando la schiena allo schienale o affossandosi nella seduta. Le posture sbagliate, per altro, peggiorano condizioni patologiche come appunto le ernie del disco. Tuttavia, può anche succedere che si stia seduti nella posizione corretta, ma in una postazione di lavoro non adeguata e che non corrisponde alle esigenze ergonomiche.

Come dovrebbe essere una postazione di lavoro per ridurre i rischi per la salute?
Tutto l'ambiente in cui si svolge il lavoro di videoterminalista deve rispondere a criteri di ergonomia. La postazione deve prevedere la possibilità di regolare l'altezza della sedia, che deve avere l'appoggio per i lombari e permettere al lavoratore di appoggiare i piedi a terra. Inoltre, ci deve essere aerazione sufficiente al cambio di aria e le fonti di illuminazione, naturale o artificiale non devono colpire il monitor ma nemmeno trovarsi davanti al lavoratore. La direzione ideale è che la luce arrivi da destra o da sinistra. Il monitor, infine, deve trovarsi a circa 40-45 centimetri dagli occhi e di fronte a chi ci lavora.

Ci sono anche accorgimenti da mettere in pratica durante le ore di lavoro?
Innanzitutto, per legge, chi lavora in modo sistematico o abituale utilizzando un computer o un'attrezzatura munita di videoterminale, per 20 ore settimanali, deve fare pause di 15 minuti ogni due ore. La pausa va intesa come allontanamento dello sguardo dal monitor per fare altre attività. Inoltre, ci sono piccoli e semplici esercizi da fare anche da seduti, come movimenti che sciolgono le tensioni del collo o movimenti delle gambe. Inoltre, è molto importante il ruolo del medico del lavoro, che se individua delle patologie può prescrivere, in base al giudizio di idoneità, pause più lunghe o più frequenti.

Simona Zazzetta


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