Trombosi, più rischio per smog, ormoni e menopausa

06 aprile 2011
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Trombosi, più rischio per smog, ormoni e menopausa



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Se nella storia di una donna si sommano l'uso della contraccezione ormonale, e poi in menopausa, della terapia ormonale sostitutiva, a una vita vissuta in aree molto inquinate dallo smog, il rischio di trombosi aumenta. Lo sostiene l'Associazione lotta alla trombosi (Alt) in occasione della nuova campagna "Ferma questo killer, ferma la trombosi", che raccoglie fondi per la ricerca sulle malattie cardiovascolari da trombosi, con donazioni di 2 euro per ogni sms solidale inviato al 45507 (o digitandolo da rete fissa) da tutti i cellulari personali. Come spiega Lidia Rota Vender, presidente di Alt, l'anamnesi personale e familiare permette di selezionare le donne più a rischio, in cui alcuni fattori hanno moltiplicato la probabilità di un evento. Lo smog, di fatto, è un fattore di rischio per la trombosi, perché le polveri sottili peggiorano la capacità di respirare, ma, a causa delle loro ridotte dimensioni (10mila volte più piccole di un millimetro), dagli alveoli polmonari riescono a raggiungere il sangue, che reagisce all'infiammazione addensandosi e coagulando in modo eccessivo. Anche la menopausa lo è, poiché la pressione del sangue aumenta, e anche la terapia ormonale sostitutiva contribuisce a innalzare la pressione del sangue. A questo si può aggiungere un precedente uso della pillola contraccettiva, che altera la capacità di fluidificare il sangue rendendolo più denso.


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