Alzheimer, fase preclinica permette diagnosi precoce

21 aprile 2011
Focus

Alzheimer, fase preclinica permette diagnosi precoce



terza età malattia di Alzheimer deficit cognitivo


La malattia di Alzheimer comincia ben prima che si manifesti con la sintomatologia clinica tipica e il suo decorso può essere, in linea di massima, suddiviso in tre fasi che precedono lo stadio della demenza il primo dei quali è uno stadio "preclinico" che individua la fase di transizione tra l'invecchiamento normale e la demenza. Tali distinzioni sono state inserite nei criteri che aggiornano le linee guida per stabilire la diagnosi e la cura della malattia.

I nuovi criteri sono stati recentemente annunciati dai medici americani, specializzati nello studio e nella cura dell'Alzheimer, che, per la prima volta negli ultimi 27 anni, hanno aggiornato il documento. Gli esperti Usa hanno ufficialmente riconosciuto la nuova categoria clinica, definita Mild cognitive impairment (Mci). Si tratta dello stadio in cui vi è una prima, tenue manifestazione dell'indebolimento della capacità cognitiva del paziente e si riferisce a una popolazione di soggetti anziani che non sono compromessi nel loro funzionamento quotidiano, ma che hanno un deficit cognitivo subclinico e isolato e sono potenzialmente a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. La definizione di questo aspetto equivale a «uno dei maggiori cambiamenti nel modo in cui la medicina vede e studia la malattia», hanno sottolineato in un documento congiunto gli esperti del National institute on aging e dell'Alzheimer's association. Al termine di studi incrociati e approfonditi condotti a livello nazionale, i gerontologi americani specializzati in Alzheimer sono giunti alla conclusione che, per una diagnosi corretta, era opportuno istituire questa nuova categoria clinica. Questa fase precede di una decina d'anni la manifestazione vera e propria della demenza ma per trattare in modo efficace l'Alzheimer è a questo stadio che bisogna intervenire, con terapie specifiche che possano migliorare il funzionamento cognitivo e rallentare la progressione della malattia.


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