Patch Adams, il medico col sorriso

01 giugno 2011
Interviste

Patch Adams, il medico col sorriso



Patch Adams Curare con gioia terapia del sorriso


Passione, amore, entusiasmo, energia, visione della vita formidabile. È piuttosto difficile al termine di un convegno Ecm per medici e farmacisti, sentire dai protagonisti commenti di questo tipo su quello che avevano vissuto. Se però a tenere il corso Ecm è Patch Adams, il celebre medico statunitense inventore della "terapia del sorriso" e se il Seminario si intitola "Curare con gioia", allora diventa possibile. Del resto è bastato partecipare a qualche momento del seminario per annotare frasi come «contano più la grazia e la gentilezza di una risonanza magnetica» oppure «lavorate per l'amore e tutti sarete più ricchi» mentre sullo schermo apparivano immagini di bimbi africani che muoiono di fame. Al termine dell'incontro promosso e organizzato da Omeoart, Associazione culturale Boiron, che ha visto la partecipazione di 120 tra medici e farmacisti provenienti da tutta Italia, Dica33 ha incontrato Patch Adams per una breve intervista.

Quali sono le sue impressioni sull'incontro con i medici italiani?
Per cominciare sono particolarmente contento di essere in Italia dove ho molti amici, con i quali ho condiviso una cena molto piacevole. Per me che non ho Dio gli amici sono come Dio, perciò sono stato in chiesa ieri. L'incontro ha avuto varie fasi il cui presupposto comune è quello che caratterizza la mia attività: trasformare il mondo da luogo basato su denaro e prevaricazione a sistema di valori basato sull'empatia. Il tentativo è quello di trasmettere idee rivoluzionarie a professionisti della medicina.

In che modo?
Mi piace coinvolgere i medici in situazioni fuori dal comune dall'esercizio dell'abbraccio, rivolto al proprio vicino, alla camminata ad andature strane, alla libertà di dire cose radicali. E devo dire che ho incontrato un gruppo meraviglioso con il quale si è creata una bella dinamica. L'idea è quella di trasformare l'energia delle persone, di aprire il loro cuore e convincerle che tutto si può fare. L'obiettivo finale è quello di portare il sorriso negli ospedali perché chi soffre non ha bisogno solo di pillole e chirurgia.

A proposito di ospedale a che punto è il suo progetto?
Il progetto entrerà nel suo 41esimo anno di vita, ma non è semplicemente un progetto architettonico è un progetto di cambiamento sociale. L'ospedale non è solo un ambiente per malati per cui bisogna aver presenti oltre all'individuo anche la sua famiglia, la sua comunità e il mondo. Quarant'anni di tempo mi hanno dato la possibilità di analizzare queste quattro sfere e ora è stata messa la prima pietra proprio settimana scorsa. Ma i costi sono naturalmente molto alti e io sono il peggior "fund raiser" (colui che raccoglie le offerte) di tutta la storia e per lungo tempo ho inseguito false promesse.

Ma come funzionerà l'ospedale di Patch Adams?
Col sorriso sicuramente e con l'idea che l'erogazione delle cure non deve essere impositiva. Ai pazienti deve essere concesso molto tempo e anche alle famiglie. Tempo necessario anche ad analizzare le alternative a disposizione per le cure, non esiste, infatti, una visione unica e i medici possono dissentire tra loro. Anche perché qualcosa che funziona su un soggetto può non funzionare su un altro. Certo è complesso praticare la medicina complementare in un contesto allopatico arrogante.

Un'ultima curiosità riguardo al film a lei dedicato che cosa ne pensa?
Non mi è piaciuto, l'ho trovato addirittura imbarazzante per il tono "Hollywoodiano". Il fatto più grave è che non è possibile fare un film su di me senza nominare pace e giustizia. IO SONO PACE E GIUSTIZIA. Detto questo ha generato nel mondo qualcosa di incredibile dal punto di vista della sensibilizzazione e del movimento dei clown negli ospedali. Anche solo per questo qualche merito gli va riconosciuto. Ora comunque c'è in cantiere un Patch Adams 2, ne ho parlato coi potenziali sceneggiatori e speriamo che si possa fare.


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