Radiazioni: quanto servono e quando sono troppe

25 novembre 2011
Interviste

Radiazioni: quanto servono e quando sono troppe



radiazioni


Il termine radiazione, di per sé, fa paura, anche se le radiazioni non sono tutte uguali e il loro impiego a scopo diagnostico è insostituibile. Per capire con quante radiazioni abbiamo a che fare nella nostra vita, Dica33 ha chiesto a Luisa Begnozzi, presidente dell'Associazione italiana di fisica medica (Aifm), di illustrarci la materia e le sue problematiche.

Quali sono gli esami radiografici più comuni?
In radiologia diagnostica tra i più frequenti vi sono gli esami al torace, quelli osteoarticolari e gli esami Tc (Tomografia computerizzata) attualmente in generale effettuata con la tecnologia più avanzata denominata Tc multistrato.

Quanto assorbe il corpo durante un esame?
Tutto dipende dal tipo di esame e dalla tecnica impiegata. Le dosi inoltre sono una funzione di una serie di fattori come la composizione del tessuto, la densità e lo spessore del corpo. Diverse procedure radiodiagnostiche richiedono l'impiego di dosi su un vasto intervallo di valori, in funzione della procedura stessa. Inoltre per una data procedura, eseguita sullo stesso individuo, ci può essere un'ampia variazione nella dose ricevuta, se eseguita in strutture sanitarie diverse. Questa variazione può arrivare fino ad un fattore dieci ed è spesso dovuta alle differenze nei fattori tecnici. Le dosi possono essere espresse sia come dose assorbita da un unico tessuto, sia come dose efficace all'intero organismo, il che facilita il confronto con dosi associate ad altre sorgenti di radiazioni, come il fondo naturale di radiazioni.

Che cos'è il fondo naturale?
Sappiamo che tutti gli organismi viventi su questo pianeta, compresi gli esseri umani, sono continuamente esposti alle radiazioni provenienti dalle sorgenti naturali. Se vogliamo paragonare le dosi da indagini diagnostiche al fondo naturale in generale una radiografia comporta una esposizione a dosi dell'ordine di un centesimo o un decimo del fondo, insomma una radiografia al torace può comportare l'esposizione ad una dose pari a quella che si assorbirebbe in alcuni giorni dal fondo naturale. Un'indagine Tc comporta mediamente una dose pari a circa 10 volte il fondo insomma uguale alla dose che un individuo assorbe per fondo naturale in alcuni anni. Poi la dose al paziente dipende da quanti radiogrammi vengono eseguiti e dall'eventuale necessità di ripetere l'esame.


Qual è la soglia massima tollerabile?
Non si parla di limiti massimi ma piuttosto di livelli di riferimento a cui attenersi per le varie tecniche, perché la pratica è legata al beneficio che deriva al paziente dall'esecuzione dell'esame.


Quali le conseguenze per la salute?
Si deve ricordare che si assume cautelativamente che anche le più piccole dosi di radiazioni non siano interamente prive di rischio. Alle dosi che si possono assorbire durante gli esami di diagnostica possono essere legati effetti di tipo probabilistico, quali le neoplasie, la cui probabilità di accadere aumenta con la dose. Comunque il ricorso a indagini radiologiche rappresenta un elemento consolidato della prassi medica, con sicuri vantaggi clinici per i pazienti, tali da controbilanciare di gran lunga il modesto rischio dovuto alle radiazioni. Questo è vero ovviamente solo se l'esame è appropriato e giustificato dalle necessità cliniche.


Esiste un eccessivo ricorso a questo tipo di esami?
Effettivamente negli ultimi tempi a livello mondiale le statistiche mostrano un aumento nell'uso di esami Tc dopo l'introduzione delle Tc multistrato. L'utilità e l'efficacia di queste tecnologie avanzate sono inequivocabili in particolari situazioni cliniche, tuttavia la facilità di ottenere risultati, il desiderio di controllare spesso il decorso di una malattia o eseguire uno screening, dovrebbero essere valutati alla luce del fatto che esami ripetuti possono esporre a una dose efficace maggiore, anche dell'ordine di 100 mSv, della dose per la quale esiste una prova epidemiologica dei conseguenti effetti probabilistici.

Elisabetta Lucchesini



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