Microchip da ingerire per controllare farmaci assunti

18 gennaio 2012
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Microchip da ingerire per controllare farmaci assunti



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A fine anno in gran Bretagna sarà in vendita un sistema di monitoraggio dell'assunzione di farmaci per pazienti che seguono regimi terapeutici complessi e ne assumono parecchi ogni giorno. Il sistema è costituito da un cerotto da applicare sulla pelle e da un microchip, che va ingerito. Le informazioni raccolte vengono trasmesse via bluetooth a un dispositivo come un smartphone che in mano al paziente o a chi se ne prende cura, permette di avere traccia dei farmaci assunti o magari dimenticati. Il cuore di questa tecnologia, che è stata chiamata Helios, consiste in un chip piccolo quanto un granello di sabbia, formato da un sottile strato di silicio che separa rame e magnesio, che è, a tutti gli effetti, una batteria microscopica che genera una corrente elettrica quando si trova in un ambiente acido come lo stomaco. Tali correnti vengono rilevate dal cerotto attaccato alla cute del paziente, più o meno con lo stesso principio con cui si esegue un elettrocardiogramma. Il patch è stato progettato per essere indossato per sette giorni e il sistema, che sarà in vendita in Gran Bretagna a fine anno, avrà un costo di 50 sterline al mese e sarà offerto a malati di diabete e con problemi cardiaci cronici. «L'idea è di dare tranquillità a individui alle prese con complicati regimi terapeutici e metterli in contatto con la famiglia, gli amici e le persone che si prendono cura di loro», ha indicato un portavoce di Proteus. La joint venture ha provocato perplessità tra i garanti della privacy. Secondo Nick Pickles, direttore del gruppo Big Brother Watch, potrebbero esserci rischi dal momento che pazienti e le loro famiglie «non hanno il completo controllo sul totale dei dati raccolti e su quante persone possono avervi accesso».


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