Chirurgia della cataratta: quando intervenire

29 febbraio 2012
Interviste

Chirurgia della cataratta: quando intervenire



occhio, cristallino, visus, opacità, cataratta


La cataratta è una patologia del cristallino che, nella maggioranza dei casi, insorge dopo la terza età, anche se esistono rarissimi casi di cataratta congenita e una piccola quota di forme giovanili. Come si presenta, quali sono le cause e i fattori di rischio, quando è il momento giusto per intervenire, e con quali tecniche, lo illustra a Dica33 Teresio Avitabile, ordinario di Oftalmologia e direttore della Clinica oculistica II dell'università di Catania, oltre che segretario della Soi.

Ci spiega che cos'è la cataratta?
La cataratta è un'opacizzazione del cristallino che provoca una riduzione importante del visus cioè dell'acuità visiva. Il cristallino è una delle lenti che costituiscono il nostro occhio, deputata a far convergere sulla retina i fasci luminosi che provengono dall'infinito. Questa lente è in grado di modificare la sua curvatura per ottimizzare la messa a fuoco, a varie distanze, anche se dopo i 40 anni d'età perde un po' la sua elasticità e ciò si traduce nella comparsa di presbiopia.


Perché si opacizza il cristallino? È un fenomeno tipico dell'invecchiamento?
Il cristallino perde la sua trasparenza perché, a causa di fenomeni ossidativi, si ha la precipitazione di alcune proteine a livello del suo nucleo. Si tratta di un fenomeno molto frequente dopo i 60 anni, tuttavia non è detto che sempre questa opacizzazione sia importante e tale da compromettere una buona visione. Secondo le linee guida si definisce cataratta un'opacizzazione del cristallino che riduce il visus a 4-6 decimi.


Ci sono dei fattori di rischio?
Sì e sono il diabete, la miopia, le terapie prolungate con cortisonici e l'esposizione a radiazioni ultraviolette. Questi sono fattori che aumentano l'incidenza della cataratta quindi, quando possibile, andrebbero evitati o corretti. Per il resto non ci sono misure preventive a base di farmaci o integratori di dimostrata efficacia, valgono le buone regole di comportamento consigliate per la salute in generale, dieta sana, movimento fisico, non fumare.


Come si cura la cataratta?
Non ci sono terapie mediche, quando il visus non è più soddisfacente, e questo si valuta anche in base all'età e al tipo di attività che conduce il paziente, l'unico intervento, risolutivo, è quello chirurgico. Sconsigliato anticipare l'operazione, perché non si possono mai escludere complicanze, ma nemmeno attendere troppo perché con le tecniche attuali sarebbe controproducente per il chirurgo ritrovarsi con un nucleo indurito.


Esistono tecniche differenti?
Al momento il gold standard, cioè la tecnica d'elezione impiegata quasi dovunque è la facoemulsificazione con ultrasuoni. Consiste nel praticare una piccola incisione (2-3 mm) a livello della cornea ed asportare la capsula anteriore del cristallino, inserire una sonda a ultrasuoni che raggiunto il nucleo opaco del cristallino lo frantuma in piccoli pezzi che vengono poi aspirati, infine si termina con l'inserimento nella capsula di un cristallino artificiale.


L'intervento si esegue in regime di Servizio sanitario nazionale?
Assolutamente sì, si tratta di un Day service, ovvero un intervento ambulatoriale, senza alcuna degenza. Però è sempre un intervento e c'è un apertura dell'occhio, quindi fino alla rimarginazione della ferita, circa 15-20 giorni, è opportuno osservare delle precauzioni.


Esistono dei rischi post-operatori?
Molto rari per fortuna, però con la ferita aperta l'occhio può infettarsi: va incontro a endoftalmite che quasi sempre compromette la visione in modo definitivo. Meglio tenere l'occhio bendato e non andare troppo in giro i primi giorni, poi comunque evitare luoghi troppo affollati, non avvicinarsi agli animali e curare molto l'igiene.


È vero che si può operare anche con il laser?
Occorre fare una distinzione importante. Esiste un intervento, che si pratica con il laser yag, che non è la rimozione della cataratta ma il trattamento della cataratta secondaria. Mi spiego: nel 20-30% dei casi, dopo l'intervento descritto sopra, l'involucro della capsula a contatto con il cristallino artificiale si opacizza e cosi il paziente ha una visione annebbiata. Con il laser yag si pratica un piccolo foro nell'involucro e il problema si risolve definitivamente.


Per l'intervento vero e proprio invece?
Bisognerà attendere ancora un po' ma la possibilità è reale: si potrà asportare la cataratta utilizzando il femto laser, uno strumento che sostituirà gli ultrasuoni per frantumare il cristallino con maggior precisione. La tecnica è già stata sperimentata, è meno invasiva ma ancora molto costosa. Per ora quindi è solo teorica, ma è facile intuire che diventerà la pratica del prossimo futuro.

Elisabetta Lucchesini



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