Cioccolato amaro per combattere l'ipertensione

21 settembre 2012
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Cioccolato amaro per combattere l'ipertensione



cioccoloato, ipertensione, flavonoidi, cacao


Sono sempre maggiori le conferme che alcuni cibi agiscono sull'organismo come vere e proprie medicine, con il vantaggio di presentarsi in maniera decisamente più invitante. Lo sottolineano gli esperti della SINut (Società italiana di nutraceutica), a congresso ancora oggi a Milano. Recenti studi, per esempio, confermano l'efficacia terapeutica del cioccolato amaro: bastano 10 g di cacao con 200 mg di flavanoli al giorno per tenere a bada la pressione alta, favorire la dilatazione delle coronarie, abbassare i livelli di colesterolo. «Da anni è noto che la popolazione Kuna, al largo della costa di Panama, consuma grandi quantità di cacao e ha mortalità per malattie cardiovascolari nettamente minore in rapporto a quella dei cittadini panamericani» ha detto Cesare Sirtori, preside della facoltà di Farmacia di Milano e presidente della SINut. «Per questo motivo la European food safety agency (Efsa) sta valutando l'indicazione del cioccolato amaro per affrontare la pressione arteriosa elevata e l'angina pectoris». Un'applicazione italiana di una dieta basata su una combinazione di prodotti attivi è il mix di molecole nutraceutiche: lovastatina, berberina, policosanoli, acido folico, coenzima Q10 e astaxantina. «Dallo studio randomizzato condotto nel nostro Paese su 30 pazienti con sindrome metabolica, suddivisi in due gruppi» ha spiegato Paolo Magni, docente di Patologia clinica all'università degli studi di Milano, «è emerso che il solo intervento nutraceutico ha determinato una riduzione della colesterolemia totale (-12,8%), del colesterolo Ldl (-21,1%) ed un aumento del colesterolo Hdl (+5%) rispetto ai pazienti trattati con placebo». Il futuro è molto promettente, «secondo recenti stime» ha spiegato Sergio Liberatore, amministratore delegato di Ims Health, «nel corso dei prossimi dieci anni sarà possibile, in questo ambito, raggiungere gli stessi introiti del settore farmaceutico. Infatti, a fronte di un'evoluzione negativa di quest'ultimo (-3%), quello nutraceutico presenta ancora un trend con andamenti positivi. (...) Il mercato dei nutraceutici notificati in farmacia vale oggi circa 1,6 miliardi di euro, con una crescita del 5,1% all'anno a giugno 2012».


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