Crisi economica peggiora l’alimentazione dei bambini

25 gennaio 2013
Interviste

Crisi economica peggiora l'alimentazione dei bambini



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La crisi economica di questi anni rischia di minare le abitudini a una sana e corretta alimentazione, poiché per risparmiare si scelgono più facilmente cibi di scarsa qualità, gustosi, poco costosi ma ad elevata densità energetica. Anche quando si tratta di bambini. E questo è motivo di preoccupazione per i pediatri della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) che invitano i genitori a non diffondere questa forma di malnutrizione, tipica dei paesi industrializzati, in continuo aumento in Italia, soprattutto, nel Meridione che, insieme ad altri fattori, contribuiscono all'aumento dei casi di sovrappeso e di obesità infantile.

La crisi ha indotto i consumatori a rimodulare il paniere della spesa alimentare, lo dice il Rapporto consumi 2012 dell'Ufficio studi della Confcommercio: gli italiani eliminano gli sprechi, il superfluo e riducono gli acquisti di prodotti a prezzo unitario più elevato. Un calo generalizzato, ma i maggior risparmi si sono registrati per il caffè, tè e cacao (-3,9%) prodotti contraddistinti da un rialzo sostenuto dei prezzi, nonché per latte, formaggi e uova (-2,2%), pesce (-2,1%) e frutta (-1,5%). Dunque si sacrificano alimenti salutari che lasciano il posto a cibi ricchi di grassi e zuccheri, snack e merendine e succhi di frutta zuccherati. Ma i pediatri invitano a una riflessione: l'obesità infantile è la conseguenza di malnutrizione più diffusa nei paesi industrializzati e bambino obeso ha un elevato rischio di esserlo anche da adulto e ha maggiori probabilità di ammalarsi di ipertensione, diabete e dislipidemia da adulto. «Una sana alimentazione» sostiene Elvira Verduci, pediatra Sipps e ricercatrice presso la Clinica pediatrica ospedale San Paolo di Milano «significa prima di tutto fare attenzione alla qualità degli alimenti e alla quantità di cibo assunto, che deve essere commisurata al fabbisogno per età e sesso. Anche la combinazione e la preparazione dei cibi (modalità di cottura) hanno la loro importanza: preferire la cottura al vapore e limitare le fritture. Nell'alimentazione dei bambini non devono mai mancare pane e pasta, meglio se integrali, frutta e verdura, legumi, pesce e carne. Va limitato, invece, il consumo di zuccheri ad alto indice glicemico, come dolci, riso bianco, succhi di frutta, bevande zuccherate. Sono da evitare merendine confezionate nutrizionalmente non corrette, snack salati e patatine fritte».

Secondo la dottoressa Verduci una corretta alimentazione si basa su un'adeguata ripartizione degli alimenti dunque: «Più volte al giorno cereali, pasta o riso sia a pranzo che a cena, pane a prima colazione a pranzo e a cena. Verdura e frutta non meno di 2 volte al giorno e 4 volte alla settimana pesce (anche surgelato) e legumi. La carne e i derivati non devono esserci più di 4 volte alla settimana e formaggi e uova vanno limitati a una sola volta alla settimana». Ma per i bambini bisogna avere maggiori attenzioni anche per le modalità di cottura: «Bisogna aumentare l'apporto di cereali, anche integrali e limitare gli zuccheri ad elevato indice glicemico come riso, dolci, succhi di frutta, frullati: la loro assunzione» spiega la pediatra «non dà sazietà e provoca un brusco innalzamento della glicemia ed un aumento dell'insulina nell'organismo. Quando viene secreta un'eccessiva quantità di insulina, la glicemia si abbassa troppo e il cervello invia all'organismo gli stimoli della fame. E, infine un consiglio sulla cottura: cucinare la pasta al dente». Se poi il bambino è neonato la soluzione è ancora più semplice: «Un prezioso consiglio a "costo-zero" è favorireil più possibile l'allattamento al seno. L'allattamento materno, infatti, riduce il rischio di obesità in età scolare del 16-18%, rispetto all'alimentazione artificiale. In mancanza di latte materno, ricorrere a latte formulato ad apporto proteico ridotto e introdurre il latte vaccino dopo l'anno, o ancora meglio dopo il secondo anno d'età».


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