Tablet e videogiochi nemici del sonno

29 marzo 2013
Interviste

Tablet e videogiochi nemici del sonno



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Quando il sonno è già disturbato, fa fatica ad arrivare o ci sono veri e propri problemi di insonnia, meglio evitare l'uso di tablet, smartphone, pc nelle ore serali e per troppo tempo. Soprattutto se le attività svolte, come videogames o chat, comportano una forte attivazione psichica. Sono questi i suggerimenti dati, in un'intervista, da Flavio Villani neurologo dell'Unità di monitoraggio dell'epilessia e del sonno, presso l'Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, rivolti sia a chi ha problemi con il sonno sia a chi non ne vorrebbe avere in futuro.

Dottor Villani, quali sono gli effetti dell'uso di questi strumenti sul sonno?
Esiste una correlazione tra il loro utilizzo nelle fasce serali per oltre un certo numero di ore e l'aumentato rischio di scadimento della qualità e della quantità del sonno. Inoltre, è stato osservato che con un uso di almeno due ore di tablet, tipo iPad, che hanno una certa luminosità, c'è un calo della secrezione della melatonina (ormone che regola il ritmo del ciclo sonno-veglia detto ritmo circadiano, n.d.r.). Che questo possa essere causa di insonnia, va dimostrato, ma esiste un'associazione epidemiologica e una coerenza edi dati che non va trascurata. Si tenga conto che la somministrazione di melatonina, in orari serali anticipa l'addormentamento e la sua produzione fisiologica è stimolata dal buio e inibita dalla luce, anche da quella emessa dai tablet.

Si tratta di una luce particolare?
Si, alcuni schermi che risultano particolarmente luminosi, emettono una luce a lunghezze d'onda corte, nella fascia del blu, che hanno questo effetto dimostrato sulla secrezione di melatonina. Anche le televisioni ad alta definizione hanno lo stesso tipo di luminosità, ma utilizzandole a una distanza ben maggiore di quella a cui solitamente si usano i dispositivi ben più piccoli, l'effetto non è valutabile.

C'è un modo per difendersi?
Sì, esistono dei filtri che applicati sullo schermo del dispositivo bloccano questo tipo di lunghezza d'onda ed evitano il calo della secrezione dell'ormone. Ma purtroppo non è sufficiente per evitare che l'uso in ore serali di questi strumenti tecnologici disturbi il sonno, poiché ci sono altri fattori che entrano in gioco.

Quali sono gli altri fattori?
Se usati per giocare con videogioco di azione, per chattare, per dialogare sui social network o per lavorare, attivano funzioni cognitive del cervello poiché sono attività che richiedono un'attivazione psichica che ha l'effetto di ritardare l'arrivo del sonno. Dunque, anche usando in questo modo pc portatili, computer e smartphone si ha un effetto simile. Effetto che è amplificato dalla durata dell'attività che in alcune persone, soprattutto adolescenti, è smodata. Tant'è che una ricerca americana ha dimostrato che tanto è maggiore il controllo da parte dei genitori, del tempo dei figli speso in questo modo, tanto maggiore è la qualità e la durata del loro sonno.

Dunque, quale può essere un corretto uso di questi strumenti?
Se si soffre già di disturbi del sonno, a maggior ragione, andrebbe evitato del tutto il loro utilizzo nelle ore serali. Se c'è una normale predisposizione al sonno, è consigliabile usarli per meno di due ore, poiché comunque resta un fattore di rischio di scadimento del sonno sia per gli effetti sulla melatonina sia per gli effetti di attivazione psichica.

E i supporti per gli e-book?
Dovrebbero essere a minor rischio, poiché hanno una luminosità più bassa. Ma dipende dalla lunghezza d'onda della luce emessa dallo schermo. Di certo l'attività di lettura non ha gli stessi effetti di un videogioco.

Simona Zazzetta


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