Il rischio di diabete e di malattie del cuore è aumentato dal girovita abbondante

29 novembre 2013
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Il rischio di diabete e di malattie del cuore è aumentato dal girovita abbondante



girovita


Diabete, malattie cardiovascolari e tumori hanno un denominatore comune: l'infiammazione cronica che da tempo è sul banco degli imputati: un processo biologico che risponde agli attacchi esterni come infezioni e traumi che, per colpa dello stile di vita, può trasformarsi in un pericoloso nemico. È proprio l'infiammazione il tema che è stato al centro di due appuntamenti a Roma e Milano su 'Inflammation, diabetes and atherosclerosis', coordinati da Enzo Bonora, docente di endocrinologia dell'università di Verona, e organizzate dalla Fondazione Sigma Tau con il patrocinio della Società italiana di diabetologia (Sid).

Appuntamenti che hanno messo in evidenza il filone di ricerca sui meccanismi molecolari che apre la strada ad una possibile terapia mirata, ma che soprattutto ha sottolineato come uno stile di vita salutare fatto di attività fisica e sana alimentazione resta lo scudo più efficace. Non a caso lo slogan più esemplificativo è che un girovita abbondante mette a serio rischio la salute: oltre i 94-95 cm nell'uomo e gli 80-82 cm nella donna si scatena un'infiammazione cronica di basso grado che attiva una serie di processi che aprono la strada al diabete e alle malattie cardiovascolari.

«Questo tipo di infiammazione cronica di basso grado e persistente» spiega Bonora «è un fenomeno occulto e per questo ancora più dannoso. Si instaura lentamente e continua per decadi, anche per tutta la vita. Scatenata dall'iperglicemia, ma anche da un eccesso di grassi circolanti nel sangue, l'infiammazione cronica danneggia tessuti, organi e apparati, sia nella loro struttura anatomica, che nelle funzioni fisiologiche, ha insomma effetti sistemici su tutto l'organismo».

La sfida da affrontare nei prossimi anni, sostengono gli esperti, è quella di ideare possibili interventi antinfiammatori specifici. Oggi allo studio ci sono farmaci promettenti, ma le nuove terapie anti-infiammatorie devono partire dall'eliminazione dei principali fattori di stress che scatenano l'attivazione immunitaria e l'infiammazione: inattività fisica, sovrappeso e dieta.


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