Passati i 60 anni, muoversi diventa ancor più importante

24 febbraio 2014
Focus

Passati i 60 anni, muoversi diventa ancor più importante



anziana arzilla


«Indipendentemente dal tempo dedicato all'esercizio fisico moderato, superati i 60 anni ogni ora trascorsa in modo sedentario aumenta notevolmente il rischio di disabilità». È così che Dorothy Dunlop, professore di medicina alla Northwestern university's feinberg school of medicine, riassume i risultati del suo studio pubblicato sulla rivista Journal of physical activity & health. Anche se i 60 anni oggi sono solo il traguardo intermedio di una vita che diventa sempre più lunga, con il passare del tempo diventa sempre più difficile portare a termine anche operazioni molto semplici della vita quotidiana. E così può diventare un problema vestirsi o lavarsi da soli, alzarsi dal letto e camminare, tutti segnali di una condizione che gli esperti definiscono disabilità.

Dallo studio statunitense emerge che proprio la disabilità è legata in modo molto stretto al tempo trascorso seduti o sdraiati sul divano. «Una vita sedentaria rappresenta un fattore di rischio per la disabilità, anche in assenza di altri fattori di rischio» conferma Dunlop.

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori statunitensi hanno valutato oltre 2.000 uomini e donne over-60 che avevano accettato di prendere parte a uno studio che prevedeva che indossassero un accelerometro in grado di misurare e registrare l'attività fisica per almeno 4 giorni. Ed ecco i risultati non proprio incoraggianti: solo 6 persone su 100 rispettavano quanto richiesto dalle linee guida che raccomandano di muoversi - attività fisica moderata, non certo allenamenti da atleti olimpici - per almeno 2,5 ore a settimana. Una volta scesi dal letto, i partecipanti allo studio trascorrevano in media 9 ore al giorno in modo sedentario, senza sapere che così il rischio di disabilità lievita.

«Basta una sola ora in più di sedentarietà per raddoppiarlo» precisa Dunlop. E il rischio si nasconde probabilmente anche in sedie, divani e poltrone.

«Trascorrere troppo tempo seduti fa sì che i muscoli brucino meno grassi e che il sangue scorra più lentamente» spiega l'autrice «e questa condizione favorisce l'insorgere di ipertensione, malattie cardiache e diabete».

Ancora una prova che mostra le conseguenze negative di una vita troppo sedentaria, anche se, come spiegano gli stessi autori, lo studio ha solo messo in luce che esiste un legame tra sedentarietà e disabilità, senza trovare un vero rapporto causa-effetto.

«Le cose potrebbero andare anche nella direzione opposta» spiega Andrea LaCroix, professoressa di epidemiologia in medicina familiare e preventiva e a capo del Women's Health Center of Excellence della University of California San Diego School of Medicine.

Ma cosa significa nella realtà? «Può essere che una persona trascorra sempre più ore inattive a causa delle disabilità che gli impediscono di compiere le banali operazioni di tutti i giorni e di essere fisicamente più attivi» chiarisce LaCroix.

Ma nonostante questi dubbi ancora da chiarire, il messaggio più importante è davvero semplice: bisogna ridurre le ore di sedentarietà. Ed ecco allora qualche consiglio valido anche per chi ha superato i 60 anni:

- Parcheggiare un po' più lontano dall'ingresso del centro commerciale o dalla propria abitazione;

- Alzarsi in piedi e fare quattro passi durante la pausa caffè;

- Ogni volta che è fattibile preferire le scale all'ascensore.


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