Attacchi di rabbia pericolosi per il cuore

10 marzo 2014
Interviste

Attacchi di rabbia pericolosi per il cuore



salute cardiovascolare; rabbia


Ore nel traffico con i nervi a fior di pelle, il capoufficio o il collega che proprio ci fanno arrabbiare e altri mille motivi che possono scatenare un attacco di rabbia improvviso...Tutte situazioni che quotidianamente si presentano e minano la nostra serenità psicologica, ma non solo: secondo uno studio statunitense pubblicato sulla rivista European heart journal, gli attacchi di rabbia sono anche molto dannosi per il cuore e aumentano il rischio di problemi gravi come ictus e infarto del miocardio.

In particolare, nelle due ore che seguono uno scatto di rabbia il rischio di ictus aumenta di quattro volte e quello di infarto addirittura di cinque volte rispetto a quando la rabbia non c'è, e in questo lasso di tempo aumenta anche il rischio di altri problemi cardiovascolari come la sindrome coronarica acuta, la rottura di aneurismi e l'aritmia, ovvero l'alterazione del normale ritmo cardiaco.

Simona Giampaoli è responsabile assieme ad altri colleghi del Progetto Cuore dell'Istituto superiore di sanità, che già da 15 anni è attivo per la prevenzione e la riduzione del rischio cardiovascolare.

Per quale motivo un attacco di rabbia può essere pericoloso per il cuore?
«I dati che abbiamo a disposizione non dicono che la rabbia di per sé è la vera causa del problemi di cuore e vasi. Durante un attacco di rabbia sale la pressione, aumenta il battito cardiaco, e si verificano altri fenomeni fisici che possono aumentare il rischio cardiovascolare. Inoltre non bisogna dimenticare che chi si arrabbia, spesso per placare questo sentimento e trovare un po' di sollievo mette in atto comportamenti dannosi per il cuore, per esempio si accede una sigaretta o si butta su cibi grassi e poco sani».

Il rischio dopo uno scoppio d'ira è uguale per tutti?
«Non proprio. Come si legge anche nello studio statunitense il rischio nelle due ore successive allo scoppio d'ira è più alto nelle persone che già sono a rischio di problemi cardiovascolari. Esistono diversi sistemi per calcolare la probabilità di ciascuna persona di andare incontro a un cosiddetto evento cardiaco nel corso degli anni, basato sulla combinazione di più fattori di rischio, come pressione arteriosa, colesterolemia totale e Hdl, diabete, abitudine al fumo, età e sesso, come per esempio le carte del rischio cardiovascolare dell'Istituto Superiore di Sanità. Alcuni di questi fattori sono modificabili attraverso un sano stile di vita e nei casi di maggior rischio, con il supporto di farmaci. Leggendo attentamente lo studio si vede anche che siamo di fronte a un effetto cumulativo: se aumenta la frequenza degli attacchi aumentano anche le conseguenze cliniche».

Anche lo stress psicologico fa male al cuore?
«Senz'altro. Come lo stress fisico anche quello psicologico ha un ruolo come fattore di rischio. In particolare, sono ben noti gli effetti negativi dello stress psicologico cronico sulla salute non solo di cuore e vasi: l'ansia, la depressione e tutte le altre conseguenze legate a questo tipo di stress colpiscono infatti l'apparato cardiovascolare e hanno anche effetti sul sistema immunitario, abbassando le difese dell'organismo. Inoltre anche in questo caso, le persone stressate cercano sollievo in comportamenti dannosi come il fumo, l'alcol e un'alimentazione scorretta».

Possiamo fare qualcosa?
«Lo strumento più efficace per mettere al sicuro il cuore è senza dubbio la prevenzione. Negli anni sono stati identificati molti fattori di rischio per la salute di cuore e vasi: alcuni di questi come la presenza di problemi cardiaci in famiglia o l'età che avanza, non possono purtroppo essere evitati, ma su altri possiamo agire in modo davvero efficace. Si tratta in particolare di modificare lo stile di vita: fumo, alimentazione scorretta e vita sedentaria sono i peggiori nemici della salute di cuore e vasi.

Un fumatore ha una probabilità doppia di essere colpito da infarto rispetto a chi non fuma e l'unico modo per ridurre il rischio è dire addio alla sigaretta. Non è semplice, ma oggi gli strumenti per smettere ci sono e ci sono anche buone notizie che arrivano dalla ricerca per invogliare i fumatori a dire basta: già dopo un anno dall'ultima sigaretta il rischio di malattia cardiovascolare dovuto al fumo si dimezza e scompare del tutto entro cinque pochi anni; purtroppo non è così per i tumori

Ogni giorno, grazie a un'alimentazione sana e corretta si possono sconfiggere e tenere sotto controllo pressione alta, sovrappeso e obesità, e si possono anche abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi. Un traguardo non trascurabile, visto che ridurre del 10 per cento il colesterolo riduce del 20 per cento il rischio di morire per problemi cardiovascolari. Particolar attenzione al sale, che aumenta la pressione sanguigna e che spesso si nasconde anche in cibi apparentemente insospettabili come dolci e biscotti. Oggi dobbiamo fare attenzione anche alle porzioni: la disponibilità di cibo è molto aumentata e spesso ci nutriamo come se dovessimo affrontare ogni giorno un'attività fisica intensa.

E poi non bisogna trascurare l'attività fisica che rafforza cuore, ossa, muscoli e sistema immunitario. Anche in questo caso le buone notizie non mancano, e possono convincere anche i più pigri. Non serve infatti diventare atleti per portare benefici alla salute, ma bastano 30 minuti al giorno di attività moderata: salire le scale, andare al lavoro a piedi o in bicicletta, scendere dall'autobus qualche fermata prima, ballare o giocare con i bambini, eccetera. Le occasioni dunque non mancano, ma per un cuore in forma servono anche buon senso e buona volontà».


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