Infertilità di coppia: lo stress allontana la gravidanza

31 marzo 2014
Interviste

Infertilità di coppia: lo stress allontana la gravidanza



infertilità di coppia; stress


Lo stress incide fortemente sulla probabilità di una coppia di concepire e lo si vede anche dai livelli di alcuni ormoni come il cortisolo e l'alfa amilasi, più elevati quando lo stress sale. È quanto si legge in uno studio appena pubblicato sulla rivista Human reproduction che si è basato sui dati raccolti in 12 mesi da 401 coppie. Ma come spiega Giulia Scaravelli, responsabile del Registro nazionale Procreazione medicalmente assistita dell'Istituto Superiore di Sanità questo studio rafforza un dato già in parte noto, descrivendolo più nel dettaglio: lo stress può essere un ostacolo per il concepimento ma non è certo l'unico fattore che impedisce a una coppia di avere un figlio. La ginecologa dell'Istituto Superiore di Sanità ci aiuta a capirne di più sull'argomento.

Quando si può parlare di infertilità in una coppia?
«Formalmente si parla di infertilità quando dopo un periodo (di lunghezza variabile) di rapporti continui non protetti la coppia non è riuscita a concepire. La lunghezza di questo periodo di tempo varia a seconda dell'età della donna: la lunghezza di questo periodo raggiunge un massimo di 24 mesi attorno ai 25 anni, per poi diminuire con l'aumentare dell'età».

Quali sono le cause principali dell'infertilità in una coppia?
«Innanzitutto bisogna precisare che, in base ai dati del Registro nazionale Procreazione medicalmente assistita, l'infertilità dipende nel 50 per cento dei casi dalla donna e nel 50 per cento dei casi dall'uomo. Dietro all'impossibilità di concepire ci possono essere poi diverse cause di tipo fisico e meccanico.

Per la donna ci possono essere problemi alle tube (10 per cento dei casi), dei sottili tubicini nei quali uovo e spermatozoo si incontrano, magari a causa di un'infezione contratta in età giovanile e non curata (magari perché passata inosservata), in altri casi i problemi sono di tipo ormonale/ovulatorio (6 per cento), solo legati a endometriosi (5 per cento) o a precedenti aborti (1 per cento).

Per l'uomo tutto dipende dalla qualità dello sperma, cioè dal numero e dalla motilità degli spermatozoi, che possono ridursi a causa di numerose malattie. Ci sono anche molti casi di infertilità che vengono definiti idiopatici (14 per cento), per i quali cioè non si riesce a trovare una causa.

Questi dati riguardano le coppie che hanno chiesto di utilizzare tecniche di procreazione assistita e non tutta la popolazione italiana, ma forniscono un quadro realistico».

Quanto conta lo stress nel concepimento?
«Lo stress ha senza dubbio un ruolo di primo piano nel concepimento, ma non è una scoperta di questi giorni. Proviamo solo a pensare alle coppie che adottano un figlio e poi, una volta arrivato il bambino adottivo, riescono a concepire: merito probabilmente anche di una diminuzione notevole dello stress legato al mancato concepimento iniziale e all'adozione. E lo si vede anche nei periodi di guerra, quando la fertilità delle coppie diminuisce non solo perché gli uomini sono impegnati in battaglia. Lo studio appena pubblicato dimostra che quando gli ormoni dello stress - cortisolo e alfa-amilasi - prelevati dalla saliva delle donne aumentano, la probabilità di concepire diminuisce».

Oltre allo stress quali sono i fattori che ostacolano il concepimento?
«I fattori sono molti, alcuni si possono modificare altri invece no. Le coppie che vogliono avere un bambino - i consigli valgono per entrambi i partner - dovrebbero per esempio stare alla larga da fumo e alcol ed evitare di aumentare troppo di peso. Diverso e molto più complesso il discorso legato all'età. In Europa l'Italia vanta due tristi primati: siamo il Paese con natalità più bassa (circa 1.4 figli a coppia) e quella con l'età più alta al concepimento del primo figlio (dopo i 32 anni). Oggi le donne italiane che si rivolgono alle tecniche di procreazione assistita hanno in media 36,6 anni, mentre nel 2005 - quando è nato il Registro - l'età media era attorno ai 35 anni».

Perché l'età che avanza diminuisce le probabilità di avere un bambino?
«La risposta è molto semplice ed è legata alla biologia del nostro organismo: le donne nascono con un numero di cellule uovo (dalle quali potranno nascere i figli) già definito - vicino ai 2 milioni - e questo numero può solo diminuire a partire dal primo ciclo mestruale e con l'avanzare dell'età fino ad esaurirsi completamente. Inoltre con l'avanzare dell'età le cellule uovo diventando meno adatte al concepimento.

Le tecniche di procreazione assistita non possono fare miracoli, possono solo aiutare in qualche modo un processo fisiologico. E non dimentichiamo che oggi gli studi guardano anche all'età del futuro padre e indicano che un papà troppo in là con gli anni (oltre i 50) potrebbe causare una diminuzione delle probabilità di concepire o potrebbe aumentare i casi di gravidanze non andata a buon fine».

Quali sono i consigli per vincere lo stress e aiutare così il concepimento?
«Non esiste di certo una formula magica o un consiglio che vada bene per tutte le coppie. Qualunque tecnica di meditazione, rilassamento o qualunque azione che faccia stare bene la coppia è importante in questo senso. Anche una breve vacanza può servire: non è un caso se molte coppie concepiscono proprio nei periodi di vacanza, quando viene a mancare molto dello stress quotidiano».


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