Avere sfiducia negli altri aumenta di tre volte il rischio di demenza

06 giugno 2014
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Avere sfiducia negli altri aumenta di tre volte il rischio di demenza



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Amare il prossimo non è solo una cosa eticamente corretta ma aiuta anche ad evitare la demenza. Lo dice uno studio finlandese pubblicato dalla rivista Neurology durato dieci anni e che ha concluso che pensare sempre male degli altri alza il rischio di minare la salute mentale. Già era noto, grazie a ricerche precedenti, che avere sfiducia negli altri causa una maggiore frequenza di malattie cardiache.
«Ma questo è il primo studio sul rapporto tra sfiducia nel prossimo e demenza», spiega Anna-Maija Tolppanen, ricercatrice all'università della Finlandia orientale a Kuopio e coautrice della ricerca.

Per arrivare alle loro conclusioni gli studiosi hanno sottoposto 1.449 persone con età media di 71 anni a un test per la demenza all'inizio e alla fine dello studio, e le hanno intervistate per misurare il loro livello di sfiducia. Sulla base delle risposte hanno poi suddiviso il campione in tre gruppi: uno con basso livello di sfiducia verso l'umanità, il secondo con una moderata diffidenza e il terzo includeva i più chiusi verso l'altro. «Ebbene», conclude la Tolppanen, «aggiustati i risultati per fattori come l'ipertensione, l'ipercolesterolemia e il fumo, che possono essere causa di una decrescita della salute mentale, le persone con alti livelli di sfiducia avevano probabilità di sviluppare demenza tre volte più alte delle persone più disposte verso il prossimo».


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