Atleti: flora intestinale più varia e sistema immunitario più forte

01 luglio 2014
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Atleti: flora intestinale più varia e sistema immunitario più forte





L'esercizio fisico intenso, ma anche il tipo di dieta seguita, possono influenzare i batteri presenti nell'apparato gastrointestinale e rinforzare le difese immunitarie dell'organismo, con un effetto positivo sulla salute. L'ipotesi viene da un gruppo di ricercatori britannici, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Gut.

«È essenziale capire le complesse relazioni tra cosa si sceglie di mangiare, i livelli di attività fisica e la ricchezza della flora intestinale» afferma la ricercatrice Georgina Hold, dell'Institute of medical sciences, aberdeen university, in Scozia.

I ricercatori britannici hanno condotto lo studio esaminando campioni di sangue e di feci di 40 giocatori di rugby professionisti, sottoposti a un intenso esercizio fisico associato a diete estreme, messi a confronto con 46 uomini simili in salute, ma non atleti. In questo secondo gruppo di controllo, circa la metà delle persone era normopeso, mentre le restanti risultavano con un peso superiore al normale valutato con l'Indice di massa corporea - un indice che mette insieme peso e altezza per definire se si è sottopeso, normopeso o sovrappeso e di che entità. Inoltre sono state poste domande su 187 tipi di alimenti, su quanto spesso sono stati consumati nel mese precedente e sull'attività fisica svolta.

Secondo questo studio i giocatori di rugby avevano livelli più alti di un enzima che indica danni ai tessuti o ai muscoli, livelli più bassi di indici di infiammazione, un profilo metabolico migliore e una maggiore diversità nei batteri presenti nell'apparato digerente rispetto ai controlli in sovrappeso. Oltre a esserci una maggiore varietà di batteri, questi ultimi erano anche più numerosi e vi erano livelli più alti di una particolare specie di batterio "anti-obesità", collegato cioè a una minor probabilità di obesità e malattie associate. Infine, anche la dieta era molto diversa fra i due gruppi: più proteine, frutta e verdura e meno snack nei rugbisti.

Attenzione però. I ricercatori avvisano che lo studio non dimostra che allenamenti e abitudini alimentari abbiano reso gli atleti più sani rispetto ai controlli, ma solo che ci sono differenze a livello dei batteri che popolano l'intestino e di altri parametri del metabolismo.


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