L’amicizia “virtuale” vale quanto quella “reale”

17 ottobre 2017
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L'amicizia "virtuale" vale quanto quella "reale"



Le caratteristiche e i valori fondamentali dell'amicizia vengono mantenuti anche se il rapporto è mediato da uno smartphone e/o dai social network. È quanto si legge sulle pagine della rivista Adolescent research review dove è stato recentemente pubblicato il lavoro volto da Joanna Yau e Stephanie Reich della University of California di Irvine (Stati Uniti).

«Una delle preoccupazioni maggiori dei genitori di oggi è senza dubbio legata al valore dei legami di amicizia che i propri figli creano e coltivano grazie alla tecnologia» spiegano le autrici che poi aggiungono: «Gli studi finora disponibili si sono concentrati sul valore dell'amicizia tra i ragazzi senza però analizzare a fondo le amicizie e i legami "virtuali", molto comuni tra gli adolescenti».

Per esplorare il valore di queste nuove forme di amicizia, le ricercatrici hanno innanzitutto identificato sei caratteristiche fondamentali delle amicizie "offline" - tra le quali anche apertura verso l'altro, supporto fisico e risoluzione dei conflitti - e le hanno confrontate con la loro versione "digitale" per mettere in luce eventuali differenze.

«I due tipi di relazione sono diversi in alcuni aspetti» afferma Yau, citando alcuni lati positivi delle relazioni di amicizia mediate dalla tecnologia: «I ragazzi possono rimanere in contatto più spesso e più a lungo e inoltre il filtro della tecnologia permette di prendersi il tempo necessario per riflettere prima di dare risposte impulsive, offensive e potenzialmente pericolose per l'amicizia stessa» spiega.
Il rovescio della medaglia è che l'amicizia virtuale potrebbe essere più facilmente rovinata da gossip e voci non vere che si diffondono più velocemente e in modo più capillare in rete. «Nonostante queste differenze resta il fatto che i due tipi di relazione - online e offline - sono molto simili per quanto riguarda le sei caratteristiche principali analizzate» dicono le autrici, che poi concludono: «E non dimentichiamo che comunque i ragazzi tendono a frequentare più spesso in rete le persone con le quali hanno anche un rapporto di amicizia "reale"».

Fonte: Adolescent Research Review, 2017. Doi: 10.1007/s40894-017-0059-y


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