La personalità e lo stress influenzano il rischio di Alzheimer

17 ottobre 2014
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La personalità e lo stress influenzano il rischio di Alzheimer



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Nevrosi, stress e rischio di Alzheimer vanno a braccetto. Lo afferma dalle pagine della rivista Neurology un gruppo di ricercatori svedesi che, sotto la guida di Lena Johansson, ha condotto una ricerca durata ben 40 anni su un gruppo di 800 donne. «Sappiamo che la genetica regola lo sviluppo della personalità e anche dell'Alzheimer, ma sappiamo davvero poco sull'influenza che la personalità esercita su questa forma di demenza» afferma il direttore delle iniziative scientifiche della Alzheimer's Association.
E lo studio scandinavo, iniziato negli anni '60 quando le donne venivano solo raramente incluse nelle sperimentazioni cliniche, è stato condotto proprio allo scopo di chiarire il legame tra alcuni tratti della personalità e lo sviluppo della malattia di Alzheimer, che rappresenta oggi la forma di demenza più comune nel mondo occidentale.

Ecco come si è svolta la ricerca: le partecipanti - di età compresa tra 38 e 54 anni - sono state esaminate per la prima volta nel 1968 ed è stato chiesto loro di rispondere a domande che hanno permesso ai ricercatori di valutare lo stress e lo stato di nevrosi, cioè una personalità caratterizzata da ansia, gelosia e volubilità. È stato anche valutato quanto le donne fossero introverse o estroverse. Grazie a nuovi controlli eseguiti negli anni successivi - 1974, 1980, 1992, 2000 e 2005 - è emerso che nelle donne che all'inizio dello studio mostravano una personalità particolarmente nevrotica ed erano sensibili allo stress, la probabilità di sviluppare la demenza di Alzheimer raddoppiava. E l'essere introverse peggiorava la situazione.

Pur precisando che i risultati non dimostrano un legame causa effetto tra nevrosi e stress e sviluppo di Alzheimer, Johansson e colleghi ipotizzano alcuni meccanismi che potrebbero spiegare questo legame. «La personalità influenza lo stile di vita e il comportamento e ciò può riflettersi anche sulle condizioni di salute generali. E inoltre altri studi hanno dimostrato che nevrosi e stress possono modificare l'ippocampo, un'area del cervello coinvolta nelle fasi precoci dell'Alzheimer» conclude la ricercatrice che ritiene che questi risultati potrebbero essere validi anche per gli uomini.


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