L’ottimismo fa bene al cuore

19 gennaio 2015
Focus

L'ottimismo fa bene al cuore



cuore; ottimismo


Vedere il bicchiere mezzo pieno è un modo per affrontare meglio la vita e, stando a quanto si legge sulle pagine della rivista Health behavior and policy review, è anche una buona strategia per favorire la salute del cuore. «I ricercatori avevano già osservato in passato l'esistenza di un legame tra problemi psicologici e una scarsa salute fisica» afferma Rosalba Hernandez, dell'Università dell'Illinois e autrice della ricerca, che assieme ai suoi colleghi ha voluto verificare se il legame esiste anche nella sua versione positiva, cioè se il benessere psicologico fosse associato a una migliore salute fisica.

Per arrivare ai risultati finali, Hernandez e colleghi hanno valutato i dati relativi a circa 5.100 persone adulte già coinvolte in uno studio più ampio, chiamato Mesa, che è tuttora in corso ed è focalizzato sulla salute cardiovascolare. «Abbiamo misurato la salute di cuore e vasi dei partecipanti analizzando sette parametri: pressione sanguigna, indice di massa corporea (basato su peso e altezza della persona), glicemia a digiuno, colesterolo, tipo di dieta, attività fisica e uso di tabacco» spiega l'autrice. Ma non è tutto.
Oltre alla salute cardiaca, i ricercatori hanno anche valutato l'ottimismo delle persone coinvolte nella ricerca: «Grazie alle risposte a specifici questionari proposti ai partecipanti allo studio Mesa, è stato possibile creare quattro gruppi di persone, in base ai livelli di ottimismo dimostrato» precisa Hernandez. E le analisi dei dati raccolti mettono in luce che chi ha una visione più ottimistica ha il doppio delle probabilità di avere una salute cardiaca ideale rispetto a chi invece è pessimista.
«I punteggi relativi alla salute aumentano di pari passo con l'aumentare dell'ottimismo» precisa la ricercatrice, che poi aggiunge: «Gli ottimisti hanno una probabilità del 50 per cento e del 76 per cento di rientrare nei parametri di salute intermedi o ideali e mostrano anche livelli inferiori di colesterolo e di zucchero nel sangue». E - nota importante - questi dati non cambiano se nell'analisi si tiene conto anche di una serie di variabili che potrebbero influenzare la salute cardiovascolare come per esempio fattori socio-demografici o la salute mentale.

Di fronte ai dati dello studio di Hernandez e colleghi viene da chiedersi quali siano i meccanismi che legano l'ottimismo alla salute del cuore. Come precisano gli autori, lo studio non dimostra un legame causa-effetto, ma solo un'associazione: in altri termini non è detto che sia proprio dell'ottimismo il merito di migliorare la salute cardiovascolare. Alcune ipotesi ci sono, ma devono ancora essere dimostrate.
«Le persone più ottimiste sono in genere più portate verso comportamenti e stili di vita salutari e ciò fa di certo bene al cuore» spiega l'autrice dello studio, «inoltre chi vede la vita con ottimismo è potenzialmente in grado di reagire meglio di fronte agli eventi stressanti».
Gli autori spiegano che si tratta di una questione complessa, che deve essere esaminata con grande attenzione. «I risultati di Hernandez e colleghi sono davvero interessanti» afferma Kit Yarrow, della Golden Gate University in San Francisco, sottolineando il fatto che un atteggiamento positivo potrebbe avere un effetto valanga sulla vita di tutti i giorni. «E anche se non siamo nati con una forte dose di ottimismo, possiamo sempre lavorare per aumentare quello che abbiamo» conclude.


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