Scrivania-tapis roulant in ufficio: pro e contro della postazione futuristica

25 febbraio 2015
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Scrivania-tapis roulant in ufficio: pro e contro della postazione futuristica



scrivania tapis roulant


È possibile camminare mentre si svolge il classico lavoro da ufficio? Da qualche anno la risposta a questa domanda apparentemente un po' strana è affermativa, grazie a speciali scrivanie posizionate sopra un tapis roulant che consentono di limitare il numero delle ore trascorse da seduti senza togliere tempo al lavoro. Tutto perfetto in teoria, ma nella realtà ci sono anche problemi non proprio semplici da gestire.

Lo confermano anche i risultati di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Journal of occupational and environmental medicine da un gruppo di ricercatori statunitensi guidati da John Schuna Jr. della Oregon state university (Osu) school of biological and population health sciences di Corvallis.
Per valutare gli effetti sulla salute dell'utilizzo di questi dispositivi, Shuna e colleghi hanno coinvolto nel loro studio 41 persone (età media 40 anni) obese o in sovrappeso che svolgevano lavoro di ufficio e li hanno divisi in due gruppi. A un gruppo è stato chiesto di svolgere ogni giorno 90 minuti di lavoro "in cammino", utilizzando la speciale scrivania in due sedute da 45 minuti, mentre all'altro gruppo è stato chiesto lavorare seduti alla scrivania come al solito.

«In effetti, nelle persone che hanno utilizzato il tapis roulant è aumentato il numero di passi giornalieri e il tempo dedicato all'attività fisica leggere, ed è diminuita la sedentarietà» spiega l'autore che però, oltre ai vantaggi, mette in luce anche alcuni ostacoli alla diffusione di questi dispositivi negli uffici.
Innanzitutto ci si scontra con il fatto che non tutti sono in grado di lavorare camminando e poi ci sono problemi logistici: queste speciali scrivanie sono infatti piuttosto costose e anche ingombranti per cui non è sempre semplice trovare aziende che abbiamo disponibilità di fondi e di spazio per poterli acquistare.
«Non nego i benefici che derivano da una attività fisica seppur leggera, ma di certo sta alla singola azienda decidere se vale la pena dotarsi di queste scrivanie» precisa Shuna.
«Qualunque attività fisica è meglio di niente» controbatte Jacque Crockford, dell'American council on exercise (Ace) di San Diego. «Dal momento che per molte persone i 150 minuti di attività fisica settimanale consigliati da molte linee guida sono un obiettivo irraggiungibile, penso che strumenti come questo possano servire da catalizzatore verso un cambiamento di abitudini che porti a vantaggi per la salute sul lungo periodo» conclude.


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